Alla bella mostra su Vivian Maier al museo del Genio (aperta fino al 15.2.26) ho comprato il libro della biografia della brava fotografa – la donna scattò circa 150.000 foto nella sua vita, nel tempo lasciatole libero dal suo lavoro di “tata”, stampandone una minima parte e senza “pubblicarle” in alcun modo
Scoperte per caso a un asta, le foto di Maier hanno raggiunto un successo mondiale: lo stile della fotografa, molto vario, mi ha colpito per la capacità di “interpretare” lo stato d’animo dei soggetti fotografati
Nel libro, frutto di un lungo lavoro di indagine, viene raccontata tutta la vita di VM, e alla fine il lettore capisce perché l’autrice non ha “pubblicato” nulla in vita – il libro svela molti lati del suo carattere e la sua personalità viene “descritta” anche dalle numerose belle foto inserite nel libro
“Nella periferia di Los Angeles, il 17 luglio 1955, apriva per la prima volta i suoi cancelli Disneyland. Quasi trentamila persone si riversarono nei viali mai calpestati prima, un fiume in piena di bambini pronti a lasciarsi meravigliare. L’, tra famiglie, figuranti e pupazzi, c’era Vivian Maier, una tata di origine francese da poco trasferitasi sulla West Coast in cerca di un nuovo incarico. La donna girovagava da sola tra la folla con una macchina fotografica in mano: dopo anni di scatti in bianco e nero, aveva deciso di passare al colore per immortalare gli attori travestiti da nativi americani e i castelli di cartapesta, per rendere giustizia a quell’atmosfera sognante e un po’ finta. Ma conclusa la gita, quelle foto non furono viste da nessuno, come le altre decine di migliaia di immagini che Vivian Maier scattò e tenne nascoste agli occhi del mondo per decenni.”


























