Vita di Vivian Maier

Alla bella mostra su Vivian Maier al museo del Genio (aperta fino al 15.2.26) ho comprato il libro della biografia della brava fotografa – la donna scattò circa 150.000 foto nella sua vita, nel tempo lasciatole libero dal suo lavoro di “tata”, stampandone una minima parte e senza “pubblicarle” in alcun modo

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Scoperte per caso a un asta, le foto di Maier hanno raggiunto un successo mondiale: lo stile della fotografa, molto vario, mi ha colpito per la capacità di “interpretare” lo stato d’animo dei soggetti fotografati

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Nel libro, frutto di un lungo lavoro di indagine, viene raccontata tutta la vita di VM, e alla fine il lettore capisce perché l’autrice non ha “pubblicato” nulla in vita – il libro svela molti lati del suo carattere e la sua personalità viene “descritta” anche dalle numerose belle foto inserite nel libro

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“Nella periferia di Los Angeles, il 17 luglio 1955, apriva per la prima volta i suoi cancelli Disneyland. Quasi trentamila persone si riversarono nei viali mai calpestati prima, un fiume in piena di bambini pronti a lasciarsi meravigliare. L’, tra famiglie, figuranti e pupazzi, c’era Vivian Maier, una tata di origine francese da poco trasferitasi sulla West Coast in cerca di un nuovo incarico. La donna girovagava da sola tra la folla con una macchina fotografica in mano: dopo anni di scatti in bianco e nero, aveva deciso di passare al colore per immortalare gli attori travestiti da nativi americani e i castelli di cartapesta, per rendere giustizia a quell’atmosfera sognante e un po’ finta. Ma conclusa la gita, quelle foto non furono viste da nessuno, come le altre decine di migliaia di immagini che Vivian Maier scattò e tenne nascoste agli occhi del mondo per decenni.”

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sul Soratte

Ieri una bellissima giornata di camminate sul monte Soratte insieme a V., con cui più di 50 anni fa con gli scout salivamo da queste parti

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Giornata molto fredda, scegliamo di fare un percorso più difficile e prendiamo il sentiero delle Sentinelle sul versante sud-ovest – ancora presente la rete arrugginita con filo spinato messa dai nazisti per controllare il perimetro del monte, strategico nelle ultime fasi dell’occupazione del centro Italia

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Molti saliscendi, sempre una bellissima vista dai monti innevati dell’Abruzzo al lago di Bracciano al mare al Vulcano laziale – Arriviamo poi in cima e scendiamo verso la Casaccia dei Ladri, rientrando poi sul freddo e umido versante nord-est

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Una bellissima giornata di sudate e chiacchiere, utile a gambe, cuore e anima

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70

Davanti una vertigine, come sull’orlo di qualcosa sconosciuto/profondo/buio

Alle spalle una lunga fila di momenti e cammini, rapporti e viaggi, lavori e amori, facce e risate, impegni e bicchieri

E allora ancora una volta ricordo che esiste solo il “qui e ora”, dove possiamo e dobbiamo essere, per battere caos ed entropia, per trovare un senso – come dice Faber: “una goccia di splendore”

(Letta davanti agli amici e alla torta per i miei 70 anni)

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A spasso all’alba del 26 sull’Appia Antica

Con un gruppo di garbatellari, appuntamento alle 6 di mattina, camminata di 15 km per noi (20 per altri) a vedere l’alba sull’Appia Antica, poi un salto nel Parco degli Acquedotti, il tutto condito dalle letture e poesie lette da Dag e Ago – un bel modo di disintossicarsi dalle mangiate natalizie

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Qui sotto “Blade Runner Christmas” di Dag

«Io ne ho viste cose, eran gli anni 60, che voi umani non potreste immaginarvi.
Tappi di spumante Asti dolce e Cinzano dry sparati contro le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.
E ho visto i raggi B emessi dai canditi di panettoni Motta balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
Ricordo ancora i giovani della mia generazione perduti sui campi di battaglia dei cenoni di Natale.
Giovani vite spazzate via tra le portate dei trenta fritti diversi preparati dalle nonne.
E ora tutti quei momenti andranno perduti nel tempo.
Come lacrime nella pioggia.
Andiamo, è già tempo di pensare al pranzo di capodanno… »

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Sovietistan

Per una serie di casualità, solo recentemente ho iniziato a viaggiare per l’Asia centrale: quest’anno ad esempio sono stato in Kyrgyzstan, Uzbekistan e Kazakhstan – ho pensato fosse importante documentarmi meglio e ho comprato un libro che mi ha incuriosito fin dal titolo: “Sovietistan”

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Scritto da una viaggiatrice che negli anni ’10 ha viaggiato per tutti gli stati dell’Asia Centrale un tempo appartenenti all’Unione Sovietica – i suoi diari di viaggio sono molto interessanti, pieni di informazioni e storie sconosciute

Interessante è anche verificare come il rapido sviluppo degli ultimi anni abbia cambiato questi paesi: ora sono più coinvolti nel commercio internazionale, si stanno aprendo al turismo e stanno perdendo alcune delle caratteristiche “vetero-sovietiche” descritte nel libro

“Il novanta per cento dei russi che viveva in Tagikistan, due terzi di quelli che risiedevano in Turkmenistan e la metà di quelli che risiedevano in Uzbekistan hanno lasciato i rispettivi paesi. Così, negli ultimi venticinque anni l’Asia centrale è diventata molto più “se stessa”, almeno dal unto di vista etnico.”

“Finché la maggioranza dei politici del tempo dei soviet sarà ancora al potere, ci saranno poche speranze di cambiamento. … Io ripongo la mia fiducia nella nuova generazione. Molti di questi giovani hanno viaggiato, hanno visto il mondo. Solo loro potranno creare qualcosa di nuovo.”

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Kyrgyzstan before Christmas

Missione al volo prima di Natale in Kyrgyzstan: l’occasione è data da un invito a parlare alla conferenza “STATBRIDGE – Statistics uniting Science, Governance and Society”, dove parlo di “Register-based Statistics in the era of Digitalisation” – Siamo in pieno inverno, anche se fa relativamente “caldo”, con le minime poco sotto allo zero e la neve che scende, dando un aria molto natalizia

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Ne approfittiamo per pianificare le attività dell’anno prossimo, visto che il progetto è stato appena prolungato di un anno – molte riunioni con colleghi kirghisi, alcuni conosciuti da tempo, altri “nuovi” e lo sforzo comune di trovare punti di contatto per trasferire conoscenza

Tra i diversi incontri, anche l’imbarazzo e la soddisfazione di essere stato definito un “guru” dell’uso dell’informatica nella statistica ufficialecarview.php?tsp=

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Tom Stoppard

Life’s bounty is in its flow, later it’s too late.

La pienezza della vita è nel suo fluire. Dopo è troppo tardi

Tom Stoppard

Grazie Tom e grazie Luca

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Cammino Materano da Masseria Gaudella a Laterza

Terzo e ultimo giorno di questo primo approccio al Cammino Materano: ci svegliamo con una giornata limpida e gelata – la notte è toccato a me dormire nel soggiorno dove il camino era ormai spento e il freddo penetrava dagli infissi costruiti per temperature estive

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Anche oggi molto freddo fuori, ma il vento ha spezzato via le nuvole – partiamo e la prima parte della tappa attraversa distese sterminate di campi di broccoli – inizia poi una salita decisa che ci porta in alto a vedere il mare da una parte e le montagne calabre dall’altra

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Dopo una discesa e una risalita entriamo finalmente nella Gravina di Laterza, considerato il più profondo “canyon” di Europa – il sentiero cammina sui bordi delle pareti a strapiombo, mettendo a dura prova le mie vertigini – le foto del cellulare non rendono la profondità e la maestosità del paesaggio, accentuata dal contrasto con il paesaggio agreste interrotto dal vuoto

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La tappa finisce all’ingresso del paese, dopo aver attraversato un centro avvistamento di rapaci, protetti dalle pareti inaccessibili – davvero una bellissima tappa!

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Recuperiamo le auto e nel pomeriggio raggiungiamo Matera, dove, dopo un poco di Coppa Davis in TV, raggiungiamo un bel ristorante scavato nei Sassi – dopo cena visita veloce alla magica città-presepe poi rientriamo in albergo in mezzo al vento gelido

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Cammino Materano da Castellaneta a Masseria Gaudella

La sera a Castellaneta viene vivacizzata da un intermezzo ospedaliero che per fortuna ha come unico risultato un ottimo check-up cardiologico per un* del gruppo – dopo la pioggia della notte partiamo mentre un freddo vento da nord spazza via le nuvole

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Prima parte della tappa in una bella campagna coltivata: dalle colline vediamo i paesi arroccati, le ciminiere di Taranto, il mare e i monti della Calabria – peccato per l’ inciviltà di alcuni che gettano spazzatura di ogni tipo nei rivi e dai ponti – nella seconda parte si entra nel parco naturale Terra delle Gravine in un bel bosco mediterraneo di lecci e pini, agrifoglio e lentisco

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La casa che abbiamo affittato è isolata e bellissima e decidiamo di cenare in casa: spesa a Castellaneta, dove facciamo la spesa e recuperiamo macchina 2 e bastoncini dimenticati, grande fuoco nel camino e ottima cena pugliese con orecchiette e cime di rapa, carne alla brace e insalatone

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Dopo cena chiacchiere e un tressette con citazioni dal Chitarrella e poi tutti a nanna – a me è toccato il letto in salone, freddo, ma accompagnato dal fuoco che si spegne

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Cammino Materano da Mottola a Castellaneta

Dobbiamo annullare la via Romea da Firenze a Siena per il maltempo e scappiamo in Puglia alla ricerca del sole – siamo in quattro con due macchine in modo di portare i bagagli e organizzare rientri più semplici, viaggio lungo e bagnato verso Sud

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Scegliamo due tappe della Via Ellenica del Cammino Materano, spezzandone una perché troppo lunga per noi – arriviamo in tempi diversi a Mottola, sistemiamo il tutto (b&b e macchine) e ceniamo tardissimo, per noi ma non per gli standard locali

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Belle le sistemazioni nel ben organizzato albergo diffuso di Mottola – ma stamattina si parte in ritardo perché aspettiamo che spiova

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Usciamo dal paese, il cammino è ben segnalato, ma per i primi km siamo seguiti da una fastidiosa pioggerellina – ci fermiamo come di dovere a visitare due chiese rupestri, una quasi abbandonata, l’altra bellissima ma purtroppo la vediamo solo dietro un cancello chiuso

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Pranzo veloce a un bar di Palagianello e poi una lunga camminata veloce per sfuggire alle piogge superando e costeggiando le gravine locali – arriviamo appena prima del diluvio e ci sistemiamo

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Poi il giro delle macchine, il recupero dei bagagli (ma io mi porto quasi tutto nello zaino) e siamo pronti per cena

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