
Continuarono a camminare, ascoltando il canto degli uccelli dal piumaggio vivacemente colorato e ammirando i fiori, ora talmente fitti da ricoprire il terreno come un tappeto. Ce n’erano di grandi. Gialli, bianchi, porpora e azzurri, accanto a ciuffi d papaveri scarlatti di una tonalità così brillante da abbagliare quasi gli occhi di Dorothy.
– Sono stupendi! – esclamò la ragazzina, aspirando l’aria satura del profumo di tutti quei fiori.
– Immagino di sì, – osservò lo Spaventapasseri. – Quando avrò un cervello, probabilmente mi piaceranno molto di più.
– Se solo avessi un cuore, li troverei adorabili! – intervenne il Taglialegna di Latta.
– Mi sono sempre piaciuti i fiori, sembrano così fragili e delicati, – aggiunse il Leone. – Ma nella foresta non ne ho mai visti di colori così vividi.
I grandi papaveri scarlatti erano sempre più numerosi, mentre gli altri fiori diventavano sempre più rari, finché si ritrovarono al centro di un grande campo di papaveri. Ora, è risaputo che quando ci sono molti di questi fiori tutti insieme, il loro odore è talmente potente che chiunque lo respiri si addormenta, e se il dormiente non viene portato lontano, il suo sonno diventa eterno. Dorothy, però non lo sapeva, né poteva allontanarsi da quei vivaci fiori scarlatti che la circondavano da ogni parte; così, subito le sue palpebre si fecero pesanti e sentì la necessità di sdraiarsi e dormire.
Si tratta probabilmente di Papaver Somniferum, conosciuto anche come papavero da oppio. Ho tentato anch’io la coltivazione di questo fiore qualche anno fa ma senza successo. Per scopo puramente ornamentale, ovviamente. Avevo acquistato la bustina di semi da Marks&Spencer, i grandi magazzini inglesi, all’interno di una confezione di altri fiori che dovevano dare come risultato un morbido bouquet con tutte le nuances del lilla. Erano riusciti bene i fiordalisi color porpora e degli altri minuscoli fiorellini rosati, di cui non ricordo il nome. Anche il Delphinium violetto con note di azzurro era fiorito. Ma lui, proprio lui, quello che desideravo di più, no. Papaver Somniferum era un papavero più grande dei classici papaveri rossi da campo e aveva grandi petali di un lilla delicato. Avevo piantato i semi con cura in un vasetto, ho visto spuntare le prime foglioline dopodiché hanno deciso di seccarsi e morire nel vasetto stesso. Quindi non ho foto, non li ho mai visti né mai più ritrovati!
Li trovo bellissimi i papaveri. Anche se non prediligo o fiori dai toni vivaci (il papavero lilla infatti era il top per me) mi emoziono davanti alle distese di papaveri rossi che sanno trasformare anche i binari di una ferrovia in paesaggi incantati. Crescono dove meno te lo aspetti, nei terreni incolti, dove c’è scarsa manutenzione. Chi va a tagliare l’erba che cresce a ridosso dei binari? Ed è proprio lì infatti che crescono loro, rigogliosi, colonizzando vasti tratti di terreno. Chissà, forse il mio Papaver Sonmiferum non ce l’aveva fatta per le cure eccessive che gli dedicavo. Ieri ho sparso una bustina di Papaver Rhoeas (chiamato anche papavero della California) in giardino, chissà se spunterà qualcosa.
Ad ogni modo, probabilmente lo sanno tutti, Dorothy si addormenta in mezzo al campo di papaveri ma il Taglialegna di Latta e lo Spaventapasseri la salvano e continuano, con anche il Leone Codardo, il loro cammino avventuroso verso la città di Smeraldo, per incotrare il “grande e potente” Mago di Oz.
Il mago di Oz, L. F. Baum, Ed. Crescere, 2014




Un giorno d’autunno, mentre ammiravo le diverse fioriture della sasanqua, mi imbattei in una dai petali color lampone – tonalità di rosso per me irresistibile, associata com’è ad uno dei sapori più gradevoli che io conosca.[…] Si chiama Yulètide, mi avevano detto quando l’avevo acquistata, pronunciando così, con l’accento sulla prima e. Poi un amico inglese, che lipperlì non capiva di cosa parlassi, ha corretto la mia dizione, spiegandomi che si tratta della camelia così battezzata perché fiorisce nel periodo natalizio, lo yuletide appunto, durante quel solstizio d’inverno che coincide con le feste pagane poi soppiantate dalla celebrazione della nascita di Gesù. Ho allora guardato con occhi nuovi quelle belle corolle di petali rosso goloso raccolti intorno a un folto cuore dorato, e mi sono accorta di avere in giardino il migliore degli alberi di Natale.



