Sempre di più passo il mio tempo
facendo somme e molte sottrazioni,
un po’ a caso devo confessarlo,
sottraggo tutto ciò che mi delude
e sommo quel che vuole l’ottimismo.
.
Operazioni dovute alla mia età
certo bugiarde quanto il sottoscritto
ormai anche la luce non mi illude,
non sono certo che il giorno di oggi
sia in se stesso un vero originale
e che il sole che vedo sia il mio sole.
.
Servirebbe vedere tutto con amore,
forse un amico che sia un vero amico
un volto felice che ancora non conosco,
un fiore in boccio come una ragazza
che sia molto diversa da un ricordo.
.
Lo so, chiedo molto alla mia vita,
ancora di più lo chiedo alla mia penna:
la mia vita è qui che vola in piena autonomia,
la penna si erge sbuffando, con pigrizia
ha tempi rarefatti e meno miei.
Soffrono di un anarchico contagio
un po’ vigliacco se devo confessarlo.
.
E’ imbarazzante!
Volevo scrivere di normali eroi
uomini, donne e giovani dispersi,
di miserie, zone di guerra, orfani e macerie,
di quanto e come l’odio vinca spesso,
ma la mia penna non me l’ha concesso.
.
E si è seduta stanca sbadigliando
dopo un buon bicchiere di toscano.
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Abner©Rossi
martedì 20 gennaio 2026.

per chi scrive per il teatro

