sono lieto di comunicarvi una mia nuova collaborazione con la cara rivista ‘l’albatros’, diretta dal finissimo Agostino Bagnato.
Compare — attualmente in anteprima sulla home del sito, ma in seguito anche in rivista — un mio recente, ma molto importante, componimento: ‘il filo d’oro‘.
Dico brevemente — e cripticamente — che il testo si richiama a qualcosa del passato e insieme anticipa qualcosa del futuro.
Buona lettura!
PS: dopo il consueto periodo di attesa, verrà anche questo componimento aggiunto alla serie delle Sparse.
[NdA: aggiungo alla lista delle Sparse il secondo dei due miei testi attualmente inseriti nel prog. DEPOSE della rivista Resina— vi invito a leggere la nota del primo testo raccolto qui, ‘punto critico‘, per qualche informazione in più. Ripeto qui però una considerazione: se il primo testo è più spostato verso il polo della guerra, questo secondo testo (secondo anche cronologicamente) si spinge più verso la pace; è infatti evocarla il suo desiderio più profondo. Pubblico in questo articolo, come per il testo precedente, la versione pre e quella post limatura. Buona lettura]
v. 2
cercala — più bella dell’alba cammina per il mondo e dove passa piace così tanto che in ciascuno la gioia aumenta e la gente in giro si innamora — fertile forma che somiglia al bene e che ora — come sempre — sfugge — svanisce — ricompare in parte — come l’armonia sotto il velo delle cose — è il minore di tutti i mali
tu chiamala — è una colomba bianca che vola tra i colori delle cose — e anche se troppo delicato appare il suo volteggiare nei cieli fragili del mondo — tu — che intendi — evocala — sui teatri umani più osceni — dove la gente poltiglia — e inseguila — è l’ombra bianca — la più bella — quella che sopra tutte le cose brilla
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cercala – più bella dell’alba cammina per il mondo e dove passa piace così tanto che in ciascuno la gioia aumenta – l’elettrone eccitato dalla luce salta e la gente in giro si innamora – fertile forma che somiglia al bene e che ora – come sempre – sfugge – svanisce – ricompare in parte – come l’armonia sotto il velo delle cose – è il minore di tutti i mali
tu chiamala – è una colomba bianca che vola tra i colori delle cose – e anche se troppi la perseguitano – e troppo delicato appare il suo volteggiare nei cieli fragili del mondo – tu – che intendi – evocala – sui teatri umani più osceni – dove la gente poltiglia – e inseguila – è l’ombra bianca – la più bella – quella che sopra tutte le cose brilla
Con la presente Annotazione indico alcuni aggiornamenti recenti riguardanti il sito.
Cambia il nome, ‘mauditmauditmaudit’ era espressione di una fase percepita come ormai superata: il fuoco ha purificato grandi impurità. Il nome ufficiale del sito è quello che prima era il sottotitolo, ossia ‘parole.colore.figure’, ed è in ordine inverso come nuovo sottotitolo.
Cambia anche l’immagine di sfondo, il frammento di ‘Portale IV’, copertina delle dimensioni di cenere: viene ora selezionato un frammento di ‘avviso del messaggero‘, opera visiva attualmente in esposizione sulla vetrina digitale della rivista minima poesia.
Anche l’organizzazione del materiale nel menù ha subito alcuni perfezionamenti: la sezione ‘parole‘ e quella’ colore‘ vengono simmetricamente suddivise in editi (‘apparsi’ nella sezione colore) e inediti; si aggiunge la sezione ‘altri progetti’, che attualmente raccoglie il P.P.C., i discorsi planetari e le proiezioni sui social; e la nuova sezione ‘notizie’composta dagli ‘echi‘ e dalle ‘annotazioni‘.
Condivido, a chi mi ha seguito fin qui, un ultimo pensiero: la bellezza di un progetto di questo genere, un laboratorio, proiezione di una ricerca artistica, che da luogo a un’esposizione permanente digitale — contenitore che l’intera esperienza raccoglie e sviluppa —, sta, tra le altre cose, nella sua dinamicità.
[NdA: aggiungo alla lista delle sparse il primo di due miei testi, già presentati precedentemente su questo sito, comparsi in questo fine 2025 nel bel prog. della rivista Resina DEPOSE — esposizione permanente sul loro sito. Questo testo e il successivo, ‘l’ombra bianca’, provengono dalla stessa triste e amara ispirazione dalla quale proviene anche l’ultimo testo raccolto nella lista delle sparse, parlo di sangue, letto durante un evento di beneficenza per la pace, tenuto in provincia di Bari, nato sulla scia delle proteste civili seguite alle vicende della Sumud Flotilla e della drammatica situazione a Gaza; ma è giusto tenere anche in mente la situazione Ucraina, tutt’altro che risolta. Questi due testi che hanno partecipato al progetto della rivista Resina sono tuttavia precedenti a sangue, che era un punto di arrivo, rispetto a loro — e dadopo il tempo del covid, è la guerra l’argomento quotidiano. Per questo motivo appena accennato, sono testi sui quali sono tornato più volte; che hanno subito delle limature durante il corso del tempo, rispetto a quando sono state proposte la prima volta al gruppo di Resina, ormai più di un anno fa. Proprio a causa di questa particolare vicenda, mi capita di avere ora due versioni per entrambi i testi: un prima e un dopo entro però la stessa cornice. Decido così di aggiungere in ciascun articolo entrambe le versioni dei due componimenti, per dare una migliore prospettiva sulla loro elaborazione, a chi è più curioso e interessato. Il primo dei due lavori, contenuto in questo articolo, è dunque ‘punto critico’, che della polarità guerra/pace rappresenta più il polo negativo; più verso quello positivo la seconda poesia, ‘l’ombra bianca’, che verrà presto aggiunta alla lista delle Sparse.]
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innesco di invecchiati meccanismi — nuovi pericoli come ombre supersoniche dall’alto discendere apocalittiche — i sogni che si infrangono nella follia dell’ultimo atto che arriva riflessa sul lago di lacrime che la giustizia divisa lascia quando gli occhi svuotati guardano liquefatti bambini — mondo senza direzione — già mondo morto nel presente senza pietà — nelle figure confuse — non più persone — nella parola che si rompe prima ancora di uscire dai denti insieme al loro rotto stridore
io sonnambulo vago in cerca della ama[r/t]a speranza — ostaggio inutile del più cupo potere — e la finanza che sorride su vecchie battute di caccia e nuove carcasse — ma lo spettacolo non è truce abbastanza nell’ora fatale in cui non c’è luce e la ragione ancora sfuma e delude — e gli incubi dell’inconscio mostruoso che sabotano amore e sapienza — la comunità globale divisa — la virtù maleducata — il deserto che ci aspetta
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innesco di invecchiati meccanismi – nuovi pericoli come ombre supersoniche dall’alto discendere apocalittiche – i sogni che si infrangono nella follia dell’ultimo atto che arriva riflessi sul lago di lacrime che la giustizia divisa lascia quando gli occhi svuotati guardano liquefatti bambini – mondo senza direzione – mondo morto già nel presente senza pietà – nelle figure confuse – non persone – nella parola che si rompe prima ancora di uscire dai denti insieme al loro rotto stridore
io sonnambulo vago in cerca della speranza – ostaggio inutile del più cupo potere – e la finanza che sorride sulle vecchie battute di caccia – il denaro vile che sbava carcasse – parla dolore – e cosa farebbe il cuore se ora trovasse assente il sole nel cielo e la morte ombrosa venisse per lui aiutata dall’oscurità?
ma lo spettacolo non è truce abbastanza nell’ora fatale in cui non c’è luce e la ragione ancora sfuma e delude – e gli incubi dell’inconscio mostruoso che sabotano amore e sapienza – la comunità globale divisa – la virtù maleducata – il deserto che ci aspetta
Sono lieto di annunciarvi la partecipazione di due miei componimenti — ‘l’ombra bianca‘ e ‘punto critico‘ — nel progetto fisso di poetronica DEPOSE, interessante esperimento artistico organizzato dalla rivista nascente Resina.
Il progetto, quasi una reinterpretazione in chiave contemporanea degli esperimenti avanguardistici primo-novecenteschi, appare come un ipertesto cangiante composto dai versi dei differenti componimenti (di diversi autori) sparsi in ordine casuale e cangiante; ogni verso a sua volta, come un ologramma, contiene in sé l’intero componimento da cui è tratto.
Vi invito a scoprire questo e gli altri esperimenti estetici di questo gruppo di artisti originali — come ad esempio il GLITCH ONE, mostra multimediale simile all’esperienza di un videogioco.
Buona lettura.
PS: a breve i componimenti verranno, come di consueto, caricati nella serie delle sparse.
opera integrale ‘avviso del messaggero’ [penne, pennarelli, pastelli a olio, ritagli su cartoncino giallo, 2024-2025]
1 – avviso del messaggero
Vi presento ‘avviso del messaggero’.
Questo è il primo dei miei lavori colori apparso su rivista — minima poesia; ed è attualmente esposto nella sezione vetrina del loro sito —; è tuttavia ufficialmente dei colori il quarto se si considera l’apparizione pubblica in generale — ‘La dea della fertilità‘ (copertina ‘La Dolce stagione‘) , ‘L’Osservatore‘ (copertina ‘La Stagione Oscura‘) e, ma parziale, ‘Portale IV’ [in arrivo, anche se con largo ritardo, un articolo] (copertina ‘dimensioni di cenere‘). Nei primi tre casi l’opera visiva era il ‘volto’ del libro poetico — il primo simbolo di quello — mentre qui è protagonista senza testo. In realtà anche in questo caso originariamente l’immagine era unita a un testo nato parallelamente — un testo singolo, e non un intero libro, come nei tre casi precedenti —, poi disgiunto.
Allego, alla fine di questo scritto, il documento PDF con l’unione dei due lavori, scaricabile gratuitamente. Un tributo, dono per il lettore più curioso, per celebrare questa occasione.
2 – Il cartoncino giallo
Inizialmente doveva essere un lavoro preparatorio per un progetto maggiore su tela, ma ha poi, con il tempo, preso una sua autonomia. Il motivo è anche legato alla storia dello stesso cartoncino sul quale è apparso questo avviso e questo messaggero.
All’inizio del lungo periodo, durato circa o quasi due anni, durante il quale ho realizzato la mia tesi magistrale in letteratura — uno studio che partendo dalle origini trobadoriche della lirica d’arte a tematica erotica in lingua volgare giungeva alle sue conseguenze in Italia (cosiddetti Siciliani, Siculo-toscani e Toscani) e aveva al proprio vertice, punto verso cui tutto lo studio tendeva, la figura di Guido Cavalcanti e il suo rapporto con Dante Alighieri — mi era stato suggerito dalla mia relatrice, la cara professoressa Flora di Legami, la lettura di un saggio di Maria Corti, meraviglioso fin a partire dal titolo: La Felicità Mentale. Tuttavia era un libro fuori produzione e non reperibile nelle biblioteche che erano entro il mio raggio di azione.
La fortuna però mi fece capitare una dispensa fotocopiata del libro. Un insieme di fogli A3 che ho sfogliato, durante quei due anni dello studio, e risfogliato fino a consumarle. Questa dispensa presentava un problema rispetto agli altri libri: a causa del formato del foglio non potevo portarlo dentro lo zaino — sempre con me durante le mie incursioni nelle biblioteche a me più vicine —, pieno già per altro di altri libri ugualmente degni, ma lo tenevo arrotolato e infilato nella tasca elastica esterna; era però così troppo esposto a strappi e intemperie.
Nel tentativo di dargli una parziale protezione, presi, tra le cose di mia madre, un foglio di cartoncino giallo, tagliato da un cartellone più grande; lo arrotolai e da allora è stata questa la barriera della dispensa, arrotolata dentro.
Dopo la conclusione del percorso di studio, mi restava questo cartoncino, rotolo di cartellone che apparteneva a mia madre, privato della sua precedente funzione; oggetto che in qualche misura aveva preso una sua identità. Pensai che magari potevo usarlo in qualche maniera. Come scritto sopra, avevo in mente un autoritratto e certe caratteristiche (alcune delle quali sono diventate dominanti nel lavoro che poi è arrivato alla realtà).
3 – I colori e la figuradel messaggero
L’immagine rappresenta un’apparizione, come quelle delle esperienze estatiche o quelle psichedeliche: una figura fatta di occhi colorati emerge come intrecciato al centro di — e insieme emana — fasci di colori quasi arcobaleno che raccoglie a metafora l’intero spettro del visibile; e tutto vibra o fluttua. Uno squarcio centrale, quasi un velo che si schiude, svela occhi più attenti diretti sull’osservatore — segno di consapevolezza più profonda.
Porta in mano quattro oggetti: tre pennelli nella destra, un libro nella sinistra — la pittura e la scrittura; le tre dimensioni dello spazio più il tempo e insieme i tre momenti del tempo e la memoria. È l’arcangelo del presente. Il messaggero del Tutto.
4 – L’avviso
Dei significati che si intrecciano nel quadro dirò qui brevemente di due, a chi intende: uno più particolare, l’altro universale.
Il primo è un avviso che riguarda la pace e nasce dall’urgenza del nostro tempo a ferocia (e ignoranza) crescente.
Il secondo avviso coinvolge il primo, ma riguarda un discorso più sottile che traluce meglio nel testo gemello e implica la totale vitalità del mondo. Esso è, si potrebbe dire, il motivo più profondo della pace: tutto va rispettato, tutto è vita, tutto è.
5 – Il documento completo e una nota sul testoomonimo
Il progetto originale era dunque come un unico oggetto con due lati — quasi il testo poetico fosse scritto dietro il cartoncino giallo.
A proposito del testo, aggiungo un’ultima nota: ossia che, parte di un progetto più ampio e in fase dinamica, il componimento è già tornato sul tavolo di lavoro e mutato; resta quindi questa da me ora condivisa, una versione precedente e superata del testo in questione, non la sua versione definitiva.
Ho amato coloro che non hanno mai parlato. Non credo che parlare sia sempre un dono. . di Alba Toni, qui: https://www.facebook.com/alba.toni.14 . * . Di quello che dovevo diventare non è rimasto niente, quasi niente. Non so che cosa o chi in particolare dovessi diventare: non ho in mente altro che questo, che dovevo […]
screenshot dalla pagina Instagram di esseriurbani e Pietre Vive
[NdA: come anticipato in una delle ultime Annotazioni, già presentata precedentemente in questo sito, aggiungo ora alle Sparse ‘sangue’ — poesia di guerra, pace e dolore; a rigore questo componimento non andrebbe raccolto sotto un’etichetta dedicata a lavori usciti su rivista: è stata letta ad un evento organizzato per promuovere la pace, non su rivista. Ma rientra comunque sia per il rispetto da me nutrito nei confronti di chiunque si unisce e parla di pace — sia come segno di partecipazione all’evocazione di essa. Questi continuano a essere tempi complicati, anche se rispetto agli ultimi due anni sembrerebbe muoversi qualcosa verso la fine dei massacri — meravigliose l’avventura della flotilla e il movimento pacifico civile — tuttavia c’è sempre da vigilare; dubiterò fino a quando la tregua non si trasformerà effettivamente in pace. E nel frattempo in Ucraina si lotta ancora.]
e le tregue sottili — traditi dal potere i deboli — no pace — mentre il comunicato dice ‘bla bla bla’ — ‘cronache di sangue’ dice una figura di bomba esplosa su un bimbo aperto e inanimato — la madre il padre — tutto disperato
e i cimiteri cenere si rifanno resort per ricchi morti viventi — e se la sorte ti ha messo tra i poveri sopravvissuti — devi capire — la gente di qua — educata male — soprattutto vuole consumare — vuole il nuovo nuovo — vuole vedere come muori
Sono lieto di comunicarvi con la presente Annotazione che la rivista minima poesia ha accolto e accoglierà durante questi mesi nella sua vetrina digitale non un mio componimento poetico, ma — ed è la prima volta che accade con una rivista — un mio esperimento visivo: colori e figure.
Il titolo del progetto è ‘avviso del messaggero’ e molti significati si intrecciano dentro questa immagine — che come ogni cosa ha una sua storia; significati e storia che approfondirò eventualmente più in là, con un articolo dedicato. Quello che qui però mi piace sottolineare — lo esigono i tempi — è che uno dei significati possibili di questo avviso riguarda la scala di colori che il messaggero emana: i colori della pace.
Locandina dell’evento (screenshot del post dall’Instagram di Pietre Vive)
Segnalo con questa Annotazione un evento organizzato da Esseri Urbani con la collaborazione di Pietre Vive: Notte Bianca della Poesia per la Pace.
L’evento si terrà il 28 settembre, alle 22:00, a Locorotondo (via Nardelli 101), in provincia di Bari.
Come già è chiaro fin dal nome dell’evento, la tematica è quella della pace — l’intento, quello di sensibilizzare la collettività sulle guerre attualmente in corso e i massacri di civili.
L’evento prevede letture di testi poetici, musica e performance. Insomma: arte. Arte che si pone al servizio di una causa maggiore.
Verrà letto in questo evento uno dei miei ‘testi civili’ — o apocalittici — che intorno alla diade pace/guerra si sviluppa — già apparso sul sito —, parlo di ‘sangue‘.
È bene precisare che non è certo un evento, anche organizzato con le migliori delle intenzioni, che può ribaltare la sorte degli oppressi — ma gli ‘eventi’ a favore della pace e contro il potere oppressivo di giorno in giorno si moltiplicano e prima o poi la quantità si trasformerà in qualità.
I popoli stanno ormai dimostrando ovunque la loro partecipazione al dolore degli oppressi, stanno esprimendo fratellanza, desiderio di pace, di giustizia.
È il potere — parafrasando ciò che diceva ieri su Piazza Pulita l’eroico capo progetto di Medici Senza Frontiere in Palestina Marco Sandrone —; è la classe politica e finanziaria che sta dimostrando la propria colpa, la propria malvagitá.
Ma il bene non può essere sconfitto.
PS: dopo la data dell’evento il componimento verrà aggiunto nella sezione Sparse su riviste.