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Buongiorno a tutti!!
Oggi facciamo un bel tuffo nel magico mondo dei Florence+The Machine con un brano particolarmente accattivante (e, devo dire la verità, anche molto difficile da cantare) dal titolo “Spectrum”, che è stato scritto da Florence Welch (leader della band) con Paul Epworth, e che è contenuto nell’album “Ceremonials” (2011).
Questo gioiello, di cui esiste anche un remix ad opera di Calvin Harris, e la cui versione strumentale è stata inserita nella colonna sonora dei Giochi Olimpici 2012, è musicalmente ben strutturato, in quanto parte pianissimo con atmosfere che io definirei “dark pop”, per poi trasformarsi in una vera e propria esplosione di energia nel ritornello, in cui vengono mescolate sonorità dance, pop e rock, che mettono bene in evidenza la vocalità potente e ricca di sfumature della grande Florence Welch, che qui con la parola “Spectrum” fa riferimento alla vasta gamma di emozioni vissute da ogni essere umano e che per questo lo rendono unico, come viene anche gridato ripetutamente nel ritornello (“Say my name”).
Allora, siete pronti a scatenarvi? Bene, allora godetevelo tutto, perché ne vale davvero la pena!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Concludiamo oggi il nostro itinerario alla scoperta della Gioconda con uno dei brani più rock in assoluto nel repertorio dei Litfiba, il cui titolo è appunto “Gioconda”.
Questo diamante, che è contenuto nell’album “El Diablo” (1991), si scaglia nettamente contro il matrimonio, che nella prima strofa viene definito senza mezzi termini una vera e propria farsa (“E spunta il prete col dito in cielo/Che mi vaneggia della fedeltà/Vorrei parlare, farti capire/Che questa farsa non mi cambierà”), mentre nel ritornello viene identificato come un qualcosa che ci rende prigionieri per sempre (“Mi sento freddo, paralizzato/Praticamente incatenato”), anche se il protagonista non rimane indifferente di fronte alla bellezza della sua amata (“Sei bella, sei tonda/Sei come la Gioconda”).
Molto emblematico è anche il videoclip girato da Gianluca Di Re in una chiesa sul Lago di Como, in cui il protagonista è lo stesso Piero Pelù (leader della band), che qui ha il ruolo dello sposo accompagnato dai chierichetti interpretati dagli altri membri del gruppo (Renzulli, Aiazzi, Terzani e Poggipollini), e che poi scappa dalla chiesa insieme alla sua amata.
E voi cosa ne pensate? Pensate che il matrimonio sia fondamentale oppure che sia solamente un contratto inutile (come penso un po’ anche io)?
Fatemi sapere nei commenti, ed intanto godetevi questa perla!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Continuiamo il nostro itinerario virtuale alla scoperta del famoso dipinto di Leonardo con un gioiellino davvero interessante interpretato dell’immenso Mango nel 1990, il cui titolo è “Come Monna Lisa”.
Il testo racconta di un uomo davvero innamorato della sua donna e della sua bellezza da lui considerata quasi irraggiungibile (“Io così sai, non ti ho vista mai/Splendida come tu adesso sei”), ma che allo stesso tempo è consapevole che questo suo amore è un po’ a senso unico, in quanto è evidente che lei lo tradisca, ma proprio perché è innamorato, decide comunque di continuare a stare insieme a lei, chiedendole di non dire nulla a riguardo, in quanto di mezzo c’è anche la paura di soffrire troppo (“Monna Lisa sai/Monna Lisa non dirmelo mai/Ho paura che ne soffrirei troppo”).
E voi siete mai stati traditi? Sareste capaci di perdonare un tradimento oppure no? Fatemi sapere nei commenti, ed intanto ascoltate questa meraviglia! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Siete mai stati a Parigi, ed in particolare al Museo del Louvre? No? Bene, allora vi ci porterò io, anche se solo virtualmente, per questo nuovo itinerario musicale in tre tappe, dove vi illustrerò tre opere d’arte musicali dedicate alla figura in assoluto più rappresentativa di questo famoso museo di Parigi, ossia “Monnalisa”, conosciuta anche come “La Gioconda”, ed il primo brano si intitola appunto “Monna Lisa”, che è stato scritto ed interpretato da uno degli Artisti più sensibili e sopraffini della musica italiana, ovvero Ivan Graziani.
Questo gioiello, che è contenuto all’interno dell’album del 1978 “Pigro” (la cui copertina è originalissima, in quanto raffigura un maialino con gli occhiali aventi la stessa montatura di quelli di Graziani), è un bel rock in quattro quarti che ricorda moltissimo il brano di Jimi Hendrix “Hey Joe”, e che per certi versi fa riferimento alla storia del decoratore italiano Vincenzo Peruggia, che nel 1911 era salito alla ribalta delle cronache dell’epoca per aver rubato questo famoso quadro dal Louvre, esaltando comunque la sua figura, in quanto questo Artista viene visto come un simbolo di libertà e di anticonformismo, in contrasto al personaggio del custode, che rappresenta il possesso ed il controllo.
Adesso, ascoltate bene questa meraviglia, e magari fatemi sapere se siete mai stati a Parigi!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Oggi voglio tornare al mio primo amore (musicale, si intende!), a cui avevo infatti anche dedicato il mio primo articolo in assoluto sul mio blog, ovvero Lei, la straordinaria ed immensa Tigre di Cremona Mina, ed il brano che ho scelto per omaggiarla nuovamente si intitola “Il genio del bene”, che è stato scritto da Maurizio Morante e che è contenuto all’interno dell’album del 1991 “Caterpillar”.
In questo gioiellino, che è stato usato anche come sigla della telenovela di Rete 4 “Vendetta di una donna”, avviene la personificazione dell’Amore (ed è proprio questo elemento che rende il brano non banale), che qui è come si rivolgesse in prima persona all’essere umano facendogli presente quanto è grande la sua potenza (“Io sono quello che ti spezza il cuore/Quello che ti fa sognare/Quello che ti accende/Che ti spegne il sole/sono l’amore”), ed è proprio questa la voce che ci portiamo dentro e che ci invita a dare il via libera alle emozioni (“E quando sentirai l’aria magica/Perderai la tua logica/E piano piano ti abbandonerai”).
Questa è quindi una perla non rara, ma rarissima, ed è proprio per questo che vi invito caldamente ad ascoltarla ed a lasciarvi andare alle emozioni!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buona domenica a tutti!!
Per l’articolo di oggi devo ringraziare “Evaporata” (una delle mie seguaci più affezionate), perché, nella nostra conversazione presente nell’ultimo articolo pubblicato, mi ha dato lo spunto per omaggiare un Artista veramente immenso, che io ho sempre adorato, e di cui quest’anno ricorrono i 10 anni dalla sua morte: il suo nome è Mango, ed il brano che ho scelto per celebrarlo come merita si intitola “Disincanto”, che è contenuto all’interno dell’omonimo album del 2002, in cui è presente anche la celeberrima “La Rondine”, che recentemente è tornata virale grazie anche all’interpretazione fatta da sua figlia Angelina a Sanremo 2024.
Qui siamo in presenza di una vera e propria perla d’amore in cui si parla della bellezza della semplicità e dei piccoli gesti quotidiani che rafforzano ancora di più il legame di coppia, sottolineando anche la volontà di superare insieme tutti gli ostacoli (emblematica è la frase “Anche se foresta nera/Tutta ti attraverserei”).
Anche la linea melodica è molto raffinata e mette in risalto tutte le doti vocali di Mango, che è in grado di passare tranquillamente dal falsetto alla voce piena grazie al suo timbro davvero unico.
Adesso non vi resta che ascoltare questa perla e guardare il meraviglioso videoclip, che è stato girato interamente nella bellissima città di Praga!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Oggi terminiamo il nostro breve (ma, sottolineo, intenso) itinerario dedicato ai brani sanremesi sottovalutati con quella che ritengo un’autentica punta di diamante nel repertorio del grande Michele Zarrillo, il cui titolo è “Nell’estasi o nel fango”, che è stato scritto dallo stesso Zarrillo (che qui da’ sfoggio a tutta la sua duttilità vocale ma in una chiave più moderna) in coppia con Valentina Parisse (cantautrice sopraffina che ha collaborato anche con Renato Zero).
Questo gioiello, che purtroppo nel Sanremo 2020 si è classificato solamente al 18° posto, è in un certo senso simile all’altro brano di questo itinerario (ossia “Ognuno ha il suo racconto”), perché anche qui la ritmica incessante viene unita alla profondità del testo, che parla della forza e dell’integrità che ognuno di noi dovrebbe mostrare di fronte alle avversità ed alle falsità mostrandosi semplicemente per quello che si è, e quindi appunto “rimanendo in piedi sia nell’estasi o nel fango”, ponendo però un focus sulla difficoltà iniziale dell’uomo di trovare se stesso in un mondo che va sempre più veloce e che non lascia spazio alle emozioni vere.
Un’altra cosa da notare è che questo brano è del 2020, anno del coronavirus, e qui è presente una frase che sembrava preannunciare quello che da lì a poco sarebbe accaduto, sottolineando anche il fatto che queste distanze ci avrebbero reso tutt’altro che umani (“Vicini ma a distanza/Da uno schermo in una stanza/Ma non cambia/Quanta poca umanità”).
Come sempre, vi invito ad ascoltare attentamente questo capolavoro, e magari fatemi sapere cosa ne pensate! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Come vedete, sono davvero tornata, e per questo mio ritorno ho deciso di riproporvi una rubrica che gia’ nel 2022 è stata molto apprezzata, ed in cui vengono affrontati due brani diversi tra di loro, ma con in comune un unico filo conduttore (in questo caso il Festival di Sanremo) ed il fatto che siano stati sottovalutati dalle radio.
Come potete leggere dal titolo, il primo gioiello che vi propongo è stato presentato al Festival di Sanremo del 2018, dove si è piazzato al 15° posto (anche se, a parer mio, avrebbe meritato il podio, ma purtroppo in queste competizioni si sa come vanno le cose), e si intitola “Ognuno ha il suo racconto”, che è stato scritto dallo stesso Red Canzian in coppia con Miki Porru, ed è contenuto all’interno dell’album “Testimone del tempo” (che vi consiglio assolutamente di ascoltare, in quanto sono presenti brani scritti da autori importanti del calibro di Renato Zero, Ivano Fossati ed Ermal Meta).
Ciò che da subito mi ha colpito di questo diamante dal carattere quasi autobiografico è stato questo connubio vincente tra un ritmo incalzante e molto rock ed un testo di grande spessore e profondità, in cui Red fa una specie di bilancio della sua vita, che è stata nel complesso soddisfacente (“Ne ho dipinta di primavera/ne ho incontrata di gente cara/sono contento di me”) in quanto completamente vissuta nel bene e nel male (“Ne ho percorsi di chilometri/ne ho scampati di pericoli/Sopravvissuto son qui”), e quindi viene anche dato un messaggio davvero importante, ossia che comunque gli ostacoli ed i fallimenti sono utili, in quanto rendono unico il percorso di ciascuno essere umano (e questo lo si evince dalla frase clou del ritornello, ossia “Non c’è mai una storia uguale a un’altra/ognuno ha il suo racconto”).
A questo punto, vi invito caldamente ad ascoltare questo capolavoro, in quanto ne vale davvero la pena!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Da quanto tempo non ci si legge, vero? Bene, volevo appunto comunicarvi che, dopo un lungo periodo di stallo dovuto ad alcuni problemi di salute e dovuto anche ad una riorganizzazione della mia vita, a partire da oggi ho deciso di tornare a scrivere ed a regalarvi molte nuove perle.
Vi anticipo già che pubblicherò principalmente nei week end e nei giorni festivi, in quanto ho anche iniziato da poco un nuovo percorso professionale, che mi sta già dando grandi soddisfazioni.
Vi auguro quindi un buon ritorno a bordo!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!
Buongiorno a tutti!!
Prima di tutto vi chiedo scusa, ma con i problemi di salute che sto continuando ad affrontare purtroppo non riesco ad essere sempre presente sul blog.
In secondo luogo, volevo precisare che, a dispetto del titolo, l’intento di questo articolo non è parlare di morgan (scritto volutamente in minuscolo), che recentemente su un palco ha pronunciato espressioni di un’omofobia allucinante (non so se avete seguito la vicenda, ma vi invito ad informarvi), ma è concludere questo speciale iniziato a fine giugno (che era appunto dedicato agli Artisti presentati nella trasmissione di Rai 2) con la canzone forse più interessante e particolare di Lucio Battisti, ossia “Cosa succederà alla ragazza”, che è contenuta nell’omonimo album del 1992 (detto anche “Disco Bianco” ed il cui titolo è caratterizzato dall’acronimo “C.S.A.R”), che a sua volta vede ancora una volta il nostro Lucio collaborare con Pasquale Panella, ed i cui arrangiamenti sono di Andy Duncan dei Simple Minds.
Come vi avevo anticipato, si tratta di un brano molto interessante e particolare, sia dal punto di vista del testo, che può prestarsi a varie interpretazioni, che dal punto di vista della musica, che mescola dance ed elettronica attraverso il ricorso al sintetizzatore, che rende l’atmosfera ancora più magnetica.
L’interpretazione più ricorrente di questo capolavoro è quella dove si dice che l’argomento principale del testo sia lo stupro di una ragazza che cerca di fuggire in ogni modo dal suo aguzzino, anche se in realtà questa Ragazza, che è anche il filo conduttore di tutto l’album (anzi, il “concept album” a questo punto), può essere vista come un simbolo della donna emancipata che combatte contro ogni forma di schiavitù ed oppressione.
Nella prima parte del testo, si parla già di una situazione strana fin dal mattino, che viene descritta attraverso immagini evocative, come ad esempio i “bordi affilati come rasoi”, la “luce ancora addormentata” e gli “uccelli sospesi nell’aria”, ma poi subito dopo si capisce che alla ragazza sta per succedere qualcosa di brutto, e lo dimostrano l’intercalare ripetuto “Cosa succederà alla ragazza” e l’immagine delle corna dei tori visti come “trafficanti ferventi”, ed infatti l’idea che si tratti di una violenza sessuale prende piede nel primo e nel secondo ritornello, dove si parla della ragazza che viene ricoperta di cioccolato e servita ad una bocca “sterminata dal forno”. Molto interessante è anche l’invocazione “Gesu’, Gesu'”, che dà l’idea di un qualcosa di mistico e trascendentale.
Questo gioiello è purtroppo ancora molto attuale, visto che quest’estate è stata costellata da numerosi femminicidi e stupri, come ad esempio quelli di Palermo e di Caivano, che mi hanno fatto veramente indignare ed INCAZZARE, perché ciò che mi ha fatto letteralmente SCHIFO non è stata solamente la violenza abominevole di quei mostri, ma anche tutte quelle persone che sui social ed in TV (ed una di queste è proprio il compagno della nostra premier nazifascista) hanno colpevolizzato quelle povere ragazzine indifese, quindi vi invito caldamente ad ascoltarlo, e ricordo a tutti che NOI NON SIAMO CARNE!!! Baci dalla vostra “Anna R”!!
