Gli ultimi articoli


Abbiamo dato qualche ritocco al nostro sito per renderlo più vivo, più leggibile e più vicino allo spirito con cui da tanti anni raccontiamo il mondo: con attenzione, passione civile e uno sguardo femminile che spinge sulle domande e non le lascia cadere.
C’è spazio per nuove rubriche: voci di donne e uomini che cercano un senso più profondo all’interno di ogni realtà. Ogni sezione nasce dal desiderio di condividere idee, pratiche, percorsi culturali che parlano alla città e non solo.
Questo spazio rinnovato è un invito: a leggere, a partecipare, a discutere, a sentirci parte di una comunità che crede nel pensiero critico, nel dialogo e nella forza della parola quando diventa bene comune.
Vi diamo il nostro benvenuto e tanta gratitudine a Salvo Leo che ci ha accompagnato e supportato nella nuova avventura.

Mezzocielo

  • Lettera ad una ragazza


    Sembri una bambina cresciuta in fretta, così rannicchiata di spalle. Bella ed elegante. Le calze a rete nera esaltano le tue tenere gambotte, scoperte sino alle natiche un po’ discinte. Scarpette di classe, cappottino corto di buona fattura.

    Sei rannicchiata, immobile. qualcuno ti fotografa e così ti vedo , ti vediamo. In fotografia. Non sul divano di casa tua, ma su un lurido marciapiede del centro storico di Palermo. Sei ubriaca o drogata, hai quindici o venti anni. Mi fai ricordare un’altra foto, quella di una ragazzina che si calò dal balcone con un lenzuolo per potere partecipare ad una manifestazione studentesca, alla quale il padre aveva posto il veto. La fotografai sul marciapiede rannicchiata per terra con la testa poggiata sul braccio teso, la mano abbandonata. Senza vita.
    Altri tempi.
    Sei sicuramente di buona famiglia, hai una madre ed un padre. Sono le tre di notte e tu sei lì con i tuoi fantasmi, sola. Girano per Palermo, piccole ragazze distrutte da droghe pesanti. Hanno tutte madri e padri. Hanno insegnanti, amici. Ci siamo noi che non ce ne occupiamo.
    Alcool, cocaina, crack e chissà cosa altro. Sino a cadere sui marciapiedi. Giovani con amici più vecchi. Nessuno protegge, nessuno consiglia. Ognuno con la propria droga.
    Vorrei dirti qualcosa. Che sei preziosa, che ti devi amare, che ti devi liberare. Vorrei parlare con tua madre, dirle di starti vicina. Ma non basta.
    I tempi sono duri, le previsioni drammatiche, sei spaventata, ti sfugge il tuo futuro. Dopo di che siamo responsabili tutti e sarebbe ora di lavorare sodo, con determinazione, con azioni, senza tante inutili parole, per te, piccola ragazza.

    Letizia Battaglia

  • L’ultimo libro di Vanessa Ambrosecchio


    “Le Leonesse di Vergine Maria” è un reportage narrativo che in un linguaggio dal ritmo serrato, crudo e poetico al contempo, fruga in ferite ancora aperte e ricostruisce fatti e contesto della morte di due bambini: Rosaria Busalacchi, 3 anni, e Settimo Di Trapani, 4 anni, travolti e uccisi da un camion la mattina del 2 dicembre 1964, mentre vanno all’asilo nella borgata marinara palermitana di Vergine Maria. 

    Protagonista e voce narrante della vicenda è un’insegnante che, lavorando a un progetto didattico sulla legalità, si imbatte in questa storia cinquant’anni dopo e comincia a raccogliere informazioni, ascolta testimoni, coinvolge anche i suoi alunni nella ricerca. 

    Emergono così, intrecciati alla strage dei bambini (altri in precedenza erano morti per la stessa ragione), la Palermo degli anni del Sacco edilizio, lo scempio delle discariche a mare, la lotta strenua di una comunità, e in particolare delle sue donne, le Leonesse del titolo, contro un disastro ambientale reso possibile, ancora una volta, dal sodalizio tra potere mafioso e politica corrotta.


Il dibattito


  • Prova il dibattito

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