... non è facile dire di quel che è stato questo campo.
E' stata dura, non tanto per l'adattamento pratico; certo topini, scarafaggi, febbre a 39, caldo ecc non sono stati semplici da affrontare. Ma il fatto principale è che quando sono arrivata mi sono sentita angosciata, un po' per quello che vedevo che è assurdo; non vedi i bambini morire di fame sotto i tuoi occhi, ma vedi un mondo che vive in modo irreale: così tutto agitato e incasinato, riversato per
le strade, ma allo stesso tempo immobile e con un senso di attesa e fatalismo quasi irritanti, senza prospettive.
Ma non solo: purtroppo ci sono cose che si sono smosse di dolori personali che non riuscivo a metabolizzare e che ora capisco, solo dopo aver sedimentato troppe sensazioni; non riuscivo a comunicare ciò che sentivo ne alle persone care a casa ne a qualcuno che condivideva quel momento. Purtroppo il senso di certe cose speravo lenisse altro e invece ha solo amplificato certe mancanze e ho sofferto davvero molto.
Speravo di tornare con la voglia di ripartire, con la sensazione di poter fare una scelta alternativa per la mia vita che mi rendesse "viva" e desse un senso anche al fatto di non avere una famiglia, e
invece sono tornata con la voglia banalissima di una vita "normale".
Però paradossalmente ho meno paura, meno ansia e soprattutto ho ben chiaro che non voglio spendere energie per inutili problemi.
Mi mancano i bambini, sono stati davvero una ricchezza, i loro sorrisi, il loro abbraccio che ci ha accolti e paradossolmente sostenuti.
Mi manca il vento della sera a malika, che portava lontano i pensieri, lo djambè, la luna sulla spiaggia, i granchi e il ritmo delle onde, gli scrosci di pioggia, i carrapide, i colori.
poi con calma si rimettono in fila i pezzi delle macerie con cui sono partita e di quelle con cui sono tornata.
Mi ha stancata questo viaggio. spossata da un lato; e mi sento in colpa per questo, mi sento stupida;
ma per casi della vita tra quando ho deciso di partire e quando sono partita sono successe troppe cose e
ho sopravvalutato le mie forze. Mi sono imposta di stare in piedi con la febbre realmente e metaforicamente, e non è stato semplice.
Spero solo che almeno ci sia stato frutto: ho visto i bimbi contenti, ho creduto e dato quel che ho potuto per il progetto dell'informatica per quanto le difficoltà tecniche siano state molte, sono stata felicissima di sodis: per quanto il tempo sia stato poco sono stati davvero dolcissimi e l'interesse che ho percepito mi ha imbarazzata; so che hanno apprezzato l'impegno ma spero che davvero il risultato sia efficace, perché quello che conta è che sodis funzioni e sia fattibile.
Alla fine sono tornata svuotata e ricca allo stesso tempo, sapendo che si guarda al presente con occhi diversi. Lasciando che la vita porti, ma anche consapevole di molte cose.
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Malika
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ieri la raccolta del materiale in azienda, che in realtà si è accumulata in giorni di pellegrinaggio... è bello sentire che metterci la faccia di tolla funziona. E persone che non conoscevo chiedermi, portare cose: chi una maglietta, chi 50 penne, chi medicine prese apposta, chi vestiti improponibili ! con umiltà di chi pensa di fare un gesto piccolo, con la voglia di essere parte di un donare. io parto con la sensazione che queste scatole di paracetamolo un po' mi accompagnino...
Malika
lunedì 24 agosto 2009
sabato 15 agosto 2009
ritorno
un pezzo di cuore è ancora la ! cosa dire? gruppo energico anche se età diverse e motivazioni diverse. Febbre a 39 e dissenteria, topini e scarafaggi, acqua a gocce e elettricità che spesso non c’era. Tasporti su furgoncini e taxi scassatissimi, caldo umido, mosche… il posto dove alloggiavamo era sull’oceano, stranissimo, una specie di saloon con puttane che ricevevano in stanza vicine alle nostre, il barista che sembrava uscito da un film, rastoni fumati che alloggiavano nella torretta aperta… cortile centrale e cucinino con bombole dove facevamo la pasta… djambé suonati in spiaggia con oceano mosso, sotto la luce della luna con i granchi che uscivano, tamburelli e canzoni in wolof (loro lingua), italiane e napoletane (due volontari di napoli)… temporali da stagione delle piogge, la polvere, la festa a scuola con sindaco e diplomino, con il pane e nutella, con l’abito tradizionale che ci ha fatto la sarta !… e questo non è nulla perché il bello erano i bambini, favolosi, sorridenti, pieni di gioia che ci coinvolgevano tanto, tantissimo ! e che mancano un sacco !!! non riesco a spiegare meglio di così !"
venerdì 24 luglio 2009
martedì 21 luglio 2009
pre partenza
da un fallimento nascono conseguenze belle, anche se qualche lacrima scende diventa modo di dare un senso e portare frutto. e allora un sorriso nel cuore rende questa agitazione solo voglia di abbracci che già si aprono a accogliersi a vicenda. il cuore è già partito. ci si vede "giu' " :-D
giovedì 16 luglio 2009
raccolto e semina
ieri la raccolta del materiale in azienda, che in realtà si è accumulata in giorni di pellegrinaggio... è bello sentire che metterci la faccia di tolla funziona. E persone che non conoscevo chiedermi, portare cose: chi una maglietta, chi 50 penne, chi medicine prese apposta, chi vestiti improponibili ! con umiltà di chi pensa di fare un gesto piccolo, con la voglia di essere parte di un donare. io parto con la sensazione che queste scatole di paracetamolo un po' mi accompagnino...
giovedì 25 giugno 2009
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- Vado in Senegal (Carlo Giorgi)
- Senegal Gambia - il ritmo pulsante dell'Africa nera (Valentina Cassinelli, Claudio Meirone)
- Diario africano (Bill Bryson)