Una vera e propria ossessione…


Come cambia l'ideale di bellezza femminile attraverso gli anni

Come cambia l’ideale di bellezza femminile attraverso gli anni, da formose ad esili, ecco come l’ideale di donna è cambiato nel corso del tempo!

Magre, molto magre, sembra essere questo l’ideale femminile più diffuso negli ultimi decenni. Nonostante il mondo della moda sembra stia iniziando a proporre nuovi modelli femminili curvy, orientando anche la produzione dei capi e la scelta delle modelle verso uno standard più “formoso”, la tendenza a prediligere donne magre è ancora predominante.

Ma è stato sempre così? No, per fortuna, dico per fortuna perché questo è il segnale che la bellezza è soggettiva, dipende da fattori anche di tipo culturale e sociale, per cui ci sono stati periodi della storia in cui l’abbondanza era sinonimo di fascino e bellezza.

Ma non si tratta solo di magrezza, i canoni di bellezza femminili sono stati soggetti a diversi criteri di giudizio. Vediamo allora come è cambiato l’ideale di bellezza femminile nella storia.

Partiamo dal XVII° secolo quando la figura femminile più in carne era di sicuro preferita a quelle esili di tendenza oggi.

Due secoli più tardi una particolare attenzione la rivestono i lineamenti del viso e anche il seno inizia a diventare dettaglio determinante di bellezza femminile. Così, una donna con fianchi sottili e seno abbondante rappresentava un ideale. Si diffonde infatti l’uso dei corsetti, che valorizzava questi aspetti.

Negli anni ’20 il concetto di fascino si ribalta e si iniziano a preferire donne alte con seni poco pronunciati. La vita preferita  è più sottile nel decennio seguente.

Marilyn Monroe negli anni ’50 rappresenta l’ideale di donna perfetta. Le forme del corpo? A clessidra!Ma è negli anni ’60 che si iniziano a preferire donne particolarmente esili, tanto che la figura viene definita a ramoscello.

 

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A mettere a rischio quasi definitivamente l’autostima di gran parte delle donne che non vantano un’altezza notevole è il nuovo ideale femminile diffusosi negli anni ‘80,  quello della donna amazzonica, alta e dalle gambe lunghe!

E arriviamo poi ai giorni nostri, la tendenza a voler apparire magre è ormai un must, in taluni casi diventa una vera e propria ossessione. C’è anche da dire, però, che oggi, come anticipato, si cerca di promuovere bellezze diverse, molti marchi di abbigliamento, ma non solo, portano avanti campagne che hanno lo scopo di rendere le donne più sicure di se stesse e ad amarsi per come sono. Speriamo che tutto questo diventi normalità!

 

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E Tu?!

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Paura di cambiare?…


Avete mai pensato di cambiare? Spesso ci fa paura e ci destabilizza, eppure, se ci pensiamo, cambiare é proprio la cosa piu’ naturale che ci sia nell’esistenza di una persona, da neonato a bambino, da bambino ad adolescente, da adolescente ad adulto, da adulto ad anziano.

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Questi cambiamenti li attraversiamo con discreta disinvoltura, o meglio, ci adattiamo perchè non possiamo fare molto per evitarli. Ma nella vita poi di cambiamenti ce ne sono molti altri, si cambia casa, lavoro, città, scuola, solo per citare quelli piu’ comuni, e non sempre siamo così felici di affrontarli. Anzi, a volte i cambi di direzione ci mettono a dura prova. Perché? Evolversi, come dicevo prima, è qualcosa di naturale per ogni essere umano, però ognuno di noi, allo stesso tempo, è profondamente abitudinario.

E che cos’è l’abitudine? E’ un’azione o una situazione che si ripete, che quindi è sempre a se stessa; nel tempo non ha piu’ segreti, non ci mette davanti a sorprese di alcun tipo, ci fa sentire al sicuro e ci fa stare tranquilli. E’ vero che da scimmie siamo diventati uomini grazie alla curiosità e al desiderio di andare a mettere il naso in quello che non conosciamo, ma la paura spesso è la primissima reazione a cose e situazioni ignote.

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A volte si tratta di paura di sbagliare, o peggio, proprio di fallire! Ma, come dice il proverbio,chi non risica non rosica e, se almeno non ci si prova, non si va avanti e si rimane bloccati. Allora un pizzico di razionalità e qualche regola mentale possono aiutare. Come prima cosa consideriamo che cominciare da zero non è automaticamente un buon motivo per pensare che non ce la faremo perchè nessun risultato, in qualsiasi campo, si ottiene se non con il tempo e con la costanza.

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Dobbiamo imparare qualcosa di nuovo? Tutto si può imparare,

 bisogna solo decidere di aprire la mente ad accogliere nuove informazioni; dobbiamo iniziare una nuova impresa? Meglio spezzettarla in piccole fasi per non disperdere tempo ed energie. Insomma riflettiamo, anche le situazioni che ci sembrano esistere da sempre sono nate in realtà dal cambiamento di qualcosa che c’era prima e così via fino a risalire all’uomo delle caverne.carview.php?tsp=

Perché pretendere allora che una situazione nuova sia subito comoda, con i contorni precisi e ben disegnati? Certo, nessuno ci può dare la garanzia che le cose succedano tutte come le abbiamo pensate, ma vi garantisco che a volte i «piani B» possono essere migliori delle idee iniziali proprio perché nascono da un piu’ itenso sforzo creativo.

Nessuno può imparare una volta per tutte, si impara durante tutta la vita e chi smette di imparare…rinuncia a vivere!!

Risultati immagini per voglia di cambiare

Buona giornata…

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Amicizia…


Esiste ancora l’amicizia nel mondo d’oggi? Quella vera, intendo. Io sarò forse un’illusa e un pò ingenua ma sosterrò sempre, a spada tratta, che esiste, eccome! Anche se, da una sommaria riflessione , sembrerebbe di no. Eppure l’amicizia è fondamentale per la nostra vita, non possiamo farne a meno. Anche se in diverse situazioni e differenti società si può presentare in forme diverse.Non confondiamo, però, le due forme di amicizia, quella che si basa sull’utile (io do una mano a te e tu la dai a me…) e quella, invece, basata sulla virtù.Vorrei innanzitutto fare una distinzione tra il significato di “conoscenti” e “amici”. Due cose completamente differenti. Sento tante persone affermare “io ho tantissimi amici”, e magari, fanno addirittura riferimento a quelli virtuali, dei social-network. Non c’è nulla di più frainteso e sbagliato. La maggior parte delle persone che noi conosciamo e che, spesso, nominiamo come amici, sono in realtà solo dei conoscenti. Si, è vero, abbiamo con loro buoni rapporti, ci sono simpatici e magari ci scambiamo favori e aiuti ma non ci unisce quella profonda confidenza e conoscenza che ci permette di confidare loro le nostre ansie più segrete, le nostre gioie e le nostre sofferenze più intime. Cosa intendiamo allora con la parola amicizia? Io direi che amicizia è, innanzitutto, un sentimento profondo, trasparente, sereno, fatto di reciproca fiducia e di confidenza, oltre che di solidale complicità. Ma questi sentimenti vanno ricambiati con altrettanti sentimenti altruistici e sinceri.

Assolutamente vietate interferenze con calcolo e potere.Ma il vero amico non è colui che ti dà sempre ragione. Un vero amico non deve essere sempre generoso nei nostri confronti solo per compiacerci, ma deve “amarci” al punto tale da farci riconoscere anche i nostri errori o i pericoli nascosti laddove noi, vuoi per semplicità o per esaltazione non possiamo o non vogliamo vedere. L’amico, però, in questi frangenti ci starà accanto accompagnandoci passo passo verso una soluzione che ci impedisca di sprofondare cadendo malamente.E’ risaputo che caratterialmente non siamo tutti uguali, e questo si nota maggiormente all’interno dell’amicizia. C’è chi si apre all’amico raccontando tutto e svuotando la propria anima da sofferenze, ansie e tormenti e c’è chi invece trattiene tutte le proprie spine all’interno del proprio essere.Ci vuole molta confidenza e complicità per aprirsi ad un amico ma soprattutto si deve avere la consapevolezza che l’amico vuole ascoltarci, è sinceramente intenzionato ad  aiutarci e desidera condividere con noi il difficile momento che stiamo attraversando. E’ una forma di empatia che, purtroppo, non è comune a molti. Ma serve a comunicare i propri stati d’animo e le proprie pene all’unica persona che più si ritiene in grado di comprenderci e aiutarci, magari anche solo con parole di conforto o con la vicinanza pregna d’affetto.Chi, invece trattiene tutto dentro di sé, soffre molto di più. In questo caso, però, deve essere l’amico vero a comprendere che deve fare un passo verso l’altro, dimostrandogli, anche silenziosamente, tutta la sua vicinanza e la sua comprensione.  Non servono molte parole per aiutare un amico in difficoltà, quando non si è in grado di risolvere i suoi problemi, ma basta un semplice gesto, un messaggio, una breve telefonata, Basta dirgli “comprendo il difficile momento che stai attraversando, rispetto il tuo silenzio e condivido il tuo dolore…

Sappi che io ci sono, sono qua, al tuo fianco, non ti abbandono, silenziosamente  ti cammino accanto e, in qualunque momento tu lo desideri, potrai bussare alla mia porta, e io ci sarò…..SEMPRE!”. L’amicizia non accetta compromessi. L’amicizia deve essere leale, sincera, limpida, sgombra da false ipocrisie e da invidie e calunnie. Nell’amicizia non possiamo affermare una cosa e farne un’altra. Nell’amicizia i patti vanno rispettati e l’amico deve volere il bene dell’altro, ma non solo a parole. Deve essere presente nel momento del bisogno, ma non necessariamente, come dicevo sopra, fisicamente. Può esserlo anche con parole di conforto e il silenzio della vicinanza. Nell’amicizia non si può ingannare ma nemmeno esagerare con smancerie e affettazioni di falsi convenevoli. Un’amicizia può diventare eroica. Pensate a quando vi viene a mancare un amico. Fareste di tutto per non vederlo soffrire, dareste non so cosa per farlo guarire e invece vi trovate a guardarlo, impotenti, scivolare verso un destino ingrato che, ferocemente e senza riguardo alcuno, compie la più atroce delle ingiustizie. L’amicizia è anche sorridergli quando avreste voglia di piangere e urlare tutto il vostro dolore.L’amicizia vera non punisce, non minaccia, non ricatta. Semplicemente accetta.L’amicizia però, chiede una sola cosa: di essere rispettata…

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Gioco erotico?!…


 

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Accade a San Frustino (Firenze)

Maltrattamento domestico o gioco erotico frainteso? Questo dovranno decidere i Carabinieri che hanno raccolto la denuncia della moglie dell’accusato.

Nelle ore precedenti, infatti, l’appassionata della serie di «50 sfumature..” sarebbe stata attirata dal marito sul divano con una scusa (Vieni qua, che ti faccio provare cose nuove). Poi, dopo essere stata imbavagliata e legata al divano con delle sciarpe si è rilassata aspettando che la trasgressione erotica li travolgesse.

Ormai fremente di passione nell’attesa di qualche nerbata sulla schiena o qualche schiaffo tirato bene, la donna avrebbe iniziato a gemere, sospirando frasi come “Scop…signor Grigio, scop.. signor Grigio”.

Secondo la ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, però, le cose non sarebbero andate come la Signora sperava. Nessun ghiacciolo nelle parti basse, nessun olio bollente dietro alle ginocchia, nessuna sigaretta spenta sulla lingua, solo birra, tanta birra. E la televisione accesa su SkySport.

«Guarda come gioca Joaquín, gobba di mexxa!» sarebbe stato uno dei tanti insulti rivolti alla povera sottomessa gridati dall’esagitato marito durante la partita della Fiorentina. Al triplice fischio dell’arbitro, ormai in lacrime e per nulla eccitata, la donna è stata finalmente slegata.

Ora la palla passa ai Carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze dei coniugi, qualunque risultato porterà la denuncia, però, non farà cambiare idea alla povera malcapitata, che ai microfoni spiega con quale sottigliezza supererà questo malinteso: «Lo punirò per tre mesi»…

 

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la bellezza non conta…


La bellezza non conta. Non nelle storie d’amore. In amore vale certamente il detto » non e’ bello cio’ che e’ bello ma e’ bello cio’ che piace».

Un uomo non piu’ giovanissimo ma molto affascinante e molto glamour resta colpito dall’eleganza e dai modi di fare di una donna piu’ grande di lui. Perde la testa per questa donna avanti con gli anni, anni visibili sul viso segnato dalle rughe. La loro storia pero’ e’ destinata a finire per varie incomprensioni.

L’uomo incontra poi una donna piu’ giovane di lui, molto bella, con un bel fisico, una gran bella donna insomma. Spigliata, elegante, affascinante, seduttiva, capace di stare al mondo. I due cominciano a frequentarsi e scatta un bacio. Lui ammette di non aver provato nulla. Nessuna reazione. Ed essendo uno che di esperienza con le donne ne ha , le dice subito che non e’ scattato quel quid che lo puo’ far innamorare di lei. E quindi la loro storia si chiude prima ancora di cominciare .

Agli occhi di un estraneo che segue la vicenda la situazione appare strana. Come ! Le piaceva quella vecchia col viso pieno di rughe e non le piace questa bella come una modella?

Non e’ la bellezza che rende una donna attraente. E neanche il carattere. O l’indole. E’ quel mistero , quell’alchimia che si crea quando due corpi si avvicinano. Non importa l’eta’. Non importa nulla. Quando due labbra si incontrano e le farfalle sussultano nello stomaco e’ buon segno, la storia puo’ prendere il Via. In caso contrario puo’ esserci anche la Campbell svestita o Clooney coperto solo da un asciugamano, se non scatta quell’alchimia , amen. C’e’ ben poco da fare.

Tocca esser solo fortunati ad incontrare la persona giusta da baciare e lasciare che le farfalle inizino la loro danza.

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Buona serata:)


Tra amiche:

«Mio marito mi ha regalato un mazzo di fiori davvero strepitoso.

Ora mi tocchera’ stare tutta la notte con le gambe aperte! «

E l’amica:

» Ma perche’ ? Non hai un vaso? » 😉

 

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EMOTIVITA’ E COMUNICAZIONE…


LA COMUNICAZIONE DEL CUORE

Convincersi che comunicare con il cuore è possibile oltre che psicologicamente gratificante. Basta volerlo e cominciare subito a farlo con la consapevolezza che solo la pratica rende perfetti. Lo sforzo iniziale che può rendere difficile la partenza, sarà largamente compensato in seguito dalla gioia derivante dall’essere riusciti a diventare emotivamente più intelligenti.

  1. Interessarsi agli altri. Più ci interessiamo degli altri e di quello che sta loro a cuore e più gli altri si interesseranno di noi. Ognuno in cuor suo vuole sentirsi importante, apprezzato e stimato. E se è vero che il proprio mondo conta sempre di più di quello degli altri, è anche vero che cercare di capire che cosa interessa agli altri, quali sono i loro obiettivi, le loro speranze, le loro paure, aiuta a comunicare meglio e a farsi degli amici, bloccando già sul nascere molti dei possibili motivi di divergenza o fattori di conflitto interpersonale.
  2. Abbandonare l’idea di essere infallibili. Errare humanun est, dicevano i latini e pensare di avere sempre ragione è pura follia! Nessuno è o potrà mai essere detentore di verità assolute; perciò chi riesce a dubitare di sé e delle proprie opinioni e mette in conto l’eventualità di potersi sbagliare, è più saggio di quanto non pensi. Nella sua filosofia di vita trova spazio un principio cardine della P.N.L. (Programmazione Neurolinguistica): la mappa non è il territorio. E la mappa comprende le proprie convinzioni, idee, opinioni che sono le proprie e non quelle dell’umanità intera.
  3. Imparare ad ascoltare. Saper ascoltare sembra facile o addirittura scontato, dopotutto è una funzione spontanea e naturale della comunicazione, appresa sin dall’infanzia, che sembrerebbe non richiedere alcuna abilità. Invece non è così, perché saper ascoltare è una competenza emotiva di fondamentale importanza, ed è grazie ad essa e all’empatia, che poi è la capacità di mettersi nei panni degli altri, sforzandosi di vedere le cose dal loro punto di vista e di coglierne il vissuto emotivo, che si può imparare a comunicare con il cuore. Senza una buona capacità di ascolto empatico, è praticamente impossibile riuscire a farlo!
  4. Considerare le emozioni una risorsa. Imparare a riconoscere, gestire ed esprimere i propri sentimenti e stati d’animo è una grande conquista personale, che promuove l’equilibrio interiore e predispone all’autorealizzazione. Per questo soffocare le proprie emozioni è l’atteggiamento più sbagliato che ci sia, mentre intraprendere, a qualsiasi età, un percorso di alfabetizzazione emozionale è una scelta vincente che può migliorare la qualità della propria vita affettiva, sociale e professionale.
  5. Dire quello che si pensa senza temere il giudizio degli altri. Se dire quello che si pensa aiuta a sentirsi bene ed in pace con se stessi, farlo con un pizzico di tatto e diplomazia è un obbligo sociale ancora più importante ai fini dell’approvazione e del consenso in quanto consente di apparire agli occhi degli altri più sicuri di sé e delle proprie convinzioni nella giusta misura. Per questo nel sostenere le proprie idee ed opinioni, bisognerebbe accuratamente evitare qualsiasi esagerazione o forma di arroganza, saccenza e assolutismo che potrebbero indurre l’interlocutore ad irrigidirsi, a stare sulla difensiva e a contraddire o rifiutare del tutto il nostro punto di vista. Siate perciò eleganti nel linguaggio e nel modo di esporre ciò che pensate, anteponendo possibilmente al vostro pensiero espressioni tipo io credo…, io ritengo che… . Lasciando aperta la porta del dubbio, risulterete più convincenti.
  6. Sviluppare un orientamento al dialogo. Chi vuole davvero imparare a comunicare con il cuore non ha altra scelta: deve far proprio il principio win-win (vincere-vincere) e assumerlo come costante psicologica in tutte le dimensioni della propria esistenza, da quella affettiva a quella sociale e professionale. In base a tale principio, in qualsiasi contesto o situazione comunicativa si può vincere insieme (vinco io – vinci tu) senza entrare inutilmente in conflitto con l’altro. Anzi il conflitto, che per sua natura è parte integrante della vita di relazione, in base al suddetto principio, viene vissuto come una buona occasione di confronto, utile alla propria crescita, anziché come un inevitabile scontro in cui uno deve per forza vincere e l’altro perdere…

Bibliografia

  • V. D’Amato: L’arte del dialogo – F. Angeli;
  • M. D’Ambra: Le nuove tecniche di comunicazione – De Vecchi Editore;
  • Daniel Goleman: Comunicare con intelligenza emotiva – Rizzoli;
  • C. Maiello: L’arte di comunicare – F. Angeli;
  • I. Stewart, V. Joines: L’Analisi Transazionale – Guida alla psicologia dei rapporti umani – Garzanti…
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Papà Speciali…


La paternità è un momento di grande svolta nella vita di un uomo; se l’uomo è disposto ad entrare in questo rapporto con i figli, diventa uno dei cambiamenti più grandi nella sua vita e nel suo sviluppo come persona.

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L’artista Snezhana Soosh, attraverso I suoi acquerelli postati su Instagram è riuscita a rappresentare questo amore così speciale, così tenero.

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Dolce serata♣°☼°♣ *♫♥♫*…




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«Noi che abbiamo un mondo da cambiare

noi che ci emozioniamo ancora

davanti al mare»

Pino Daniele.

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👍

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Va Bene Così ….❤️  Ho Scritto La Mia Vita
Quelle Notti Belle Passate A  Fare L’ amore E Come Sottofondo Le Tue Parole ❤️ I Nostri Sogni.


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Sorridi Anche Se Il Tuo Sorriso E’ Triste…. Perché Più Triste Di Un Sorriso Triste C’è La Tristezza Di Nn Saper Ridere.

👍 https://klaudyna1985.files.wordpress.com/2013/02/163383_607900372558717_107558900_n.jpg

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Diritti, responsabilità, giustizia…


 

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D’accordo, ma sono sempre le colpe dei padri che ricadono sui figli, non il contrario. Gli adulti dovrebbero insegnare il rispetto delle regole, ma gli adulti che vediamo andare in TV, che rispetto hanno delle regole? Chi ha insegnato a questi giovani che sono più utili “le conoscenze” della “conoscenza”? Certo, è comodo dire che i giovani sono responsabili quanto noi adulti. Ma io non mi sento affatto assolta.

Nessuno è assolto, ci sono responsabilità più o meno gravi. Di tutti, mia, tua, ecc..ecc… Se non abbiamo saputo impedire che questo paese diventasse quello che è diventato, è anche nostra responsabilità, abbiamo fallito.

Sì, abbiamo fallito e non poco, siamo il paese più razzista d’Europa e questo non lo dico io, noi siamo abili nel dare la caccia «al diverso» ma siamo altrettanto abili poi nel giustificare lo stesso gesto. La ragazzina romana ha avuto il suo quarto d’ora di celebrità, a casa mamma e papà avranno applaudito e il suo commento trova il tempo che trova (sbagliando). Non so cosa aspettarmi ancora da questo paese.

I nostri figli vivono guardando noi genitori e l’esempio che proviamo ad essere. Ognuno con la sua testa, per carità, ma è pur vero che dietro quella che viene definita educazione, ci sono le «nostre» regole.
E allora se un bambino cresce guardando il diverso con occhi diversi, non sarà diverso il suo modo di concepire il mondo.
Fino a quando magari riuscirà ad aprirli questi occhi e a pensare, lì sarà libero di essere e anche di sbagliare.
La società siamo noi, nel nostro piccolo.
E a volte siamo piccoli sul serio.
Avete appreso la notizia di quel ragazzo di Palermo pestato a sangue e tenuto prigioniero per 20 giorni dalla sua famiglia? Aveva detto loro di essere omosessuale.
Ho visto le sue foto e mi sono emozionata.
Non si può accettare… TRATTO WEB!!!

 

 

 

 

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