Caffeina
Arriva quel giorno. Il giorno.
Mi alzo, prendo il caffè e scopro che la caffeina non la digerisco più.
Mi lascia addosso una tachicardia perenne, un’insopportabile tremarella, un senso d’ansia che mi stringe lo stomaco e mi toglie il respiro.
Un’eccitazione incontrollabile. Totale.
Non passa. Resta lì. Parte dai piedi. Sale su. Resta lì. Arriva al cuore. Resta lì. Invade il cervello. Resta lì.
Non capisco più nulla. Mi si annebbia la vista, compongo frasi senza senso, mi sento stupida.
E forse lo sono davvero, oggi.
Non mi piace dire tra una settimana, tra un mese, tra 21 giorni.
Non mi piace nemmeno dire domani.
Ma oggi, sì. OGGI mi piace.
Mi piace dire caffeina. Mi piace berla. Quel giorno. Mi piace il battito che accelera senza controllo, il respiro che si inceppa, il cuore che mi esplode nel petto.
Mi piace questa tensione che mi percorre come una scossa.
Perché oggi il mio cuore è attratto da qualcosa. Da qualcuno.
Da te.
Sei tu la calamita che lo attira, il motivo per cui non riesco a stare ferma.
Sei tu la mia caffeina, l’adrenalina che mi scorre nelle vene, l’ansia che mi agita e la felicità che mi travolge.
Sei tu che mi togli il fiato, che mi lasci senza parole, che mi fai perdere la testa.
Tu, la caffeina di questo giorno.
Tu, la caffeina della mia prima volta.
Tu, la caffeina di un per sempre.
CAOS
Dare voce ai pensieri è davvero difficile, se poi dobbiamo dar voce ai sentimenti o alle emozioni… tutto si complica.
Dovremmo vivere di attimi, goderci i momenti.
Dovremmo guardare le stelle che abbiamo dentro e farle brillare.
Dovremmo raccogliere i fiori dei semi che piantiamo e annusare che bel profumo ha la vita.
Dovremmo cadere e farci male.
Dovremmo alzarci più forti e coraggiosi.
Dovremmo finirli certi discorsi e pagarne le conseguenze.
Dovremmo respirare l’aria salata del mare, ricordando che pure quella contiene smog.
Dovremmo dare voce al cuore.
Dovremmo lasciarlo vivere quel cuore, senza paura.
P A U R A… è sicuramente un sentimento terribile, una difesa istintiva che spesso ci difende da noi stessi. È un’emozione atta alla sopravvivenza.
Ma, sopravvivere a cosa?
Ai vuoti forse? Alla rabbia? All’inadeguatezza? Alla delusione? All’impossibilità di vivere per sé stessi?
Nemmeno il tentativo di provare a rispondere alla domanda ‘per cosa sopravvivo?’, che come un macigno enorme, arriva subito lei: la razionalità.
La ragione vuole sempre vincere sul cuore, sui sentimenti, sulle emozioni belle o brutte… e non ha tutti i torti a pretendere questa vittoria.
…così arriviamo a chiederci il perché di molte cose intangibili e senza nome, ma le non risposte ci terrorizzano e così ritorniamo alla paura e alla prima frase: dare voce ai pensieri è davvero difficile, se poi dobbiamo dar voce ai sentimenti o alle emozioni… tutto si complica.
Non siamo sempre capaci di dare un nome ai gesti e ai sentimenti, figuriamoci ai perché!
Capitano situazioni casuali, inspiegabili, impossibili, fuori da ogni programma che ti sbilanciano da quello che credevi essere un equilibrio e quindi un po’ dimentichi come camminare, come nuotare, come volare e come parlare.
Così vai avanti un po’ meno per inerzia, tenendo un po’ la testa tra le emozioni negative e quelle di speranza, stando a volte tra le nuvole; e così ti ricordi di quanto è bello sognare!
Ma i sogni, piccoli o grandi, sono tanto brevi quanto tempestosi.
Tolgono il peso dalle spalle, il suolo da sotto i piedi, quasi volessero portarti in alto, libero nel cielo.
Poi però con la stessa leggerezza improvvisamente si infrangono e tu di nuovo cadi.
Atterri da qualche parte.
A volte su un crostone appuntito di montagna. A volte su un manto erboso. Altre volte in mare aperto e quando cadi, con le forze che ti restano, vai avanti.
Vorresti urlare, piangere, farla sentire a tutti quella rabbia, quel vuoto… ma alla fine soffochi tutto, torni sulla strada, indossi una maschera sul volto per sorridere, fasci la testa cercando di stringere i pensieri e contenerli, metti un altro grosso cerotto sul cuore e continui a seguire il percorso che
la razionalità scrive per te.
…ma non molli mai e con forza cammini, un passo alla volta, a volte strisciando, a volte correndo, ma non ti fermi, e così piano piano scopri che:
La paura può essere sconfitta.
La razionalità è infallibile.
Nulla è mai certo e scontato.
I sentimenti sono tanto belli quanto dolorosi.
Piangere aiuta.
I cerotti non vanno tolti.
Non sei solo.
I perché non hanno sempre delle risposte.
Essere istintivi non è necessariamente sbagliato.
Il vuoto non è realmente vuoto.
La rabbia è primordiale, al pari dell’amore.
E quindi sopravvivi, un po’ appeso nel mondo dei sogni, un po’ con i piedi ben saldi a terra e
un po’ nel sottosuolo. È il caos, ma in questo casino, una grande certezza è costante: TU.
AMATI! 🖤
Cosa mi piace di te?
Non sono proprio in grado di spiegarlo cosa mi piace di te.
Credo sia la tua irresistibile voglia di trasformare tutto e tutti con il tuo buonumore anche quando non c’è un cazzo da ridere.
Dev’essere il fatto che tu non sei come nessun’altro e che nessun’altro è come te, ma non basta ammirarti per capirlo, non basta ascoltarti parlare.
Non sei affatto come gli altri anche se lo sembri, stessi abiti, stesso modo di fare.
È che poi mi lancio dritta nel tuo cuore e scopro che non sei per niente come tutti: sei il migliore.
Che mi piace così tanto di te dev’essere il fatto che non ti arrabbi mai per davvero, mai.
Tu non riesci a essere cattivo col mondo e ci provi a volte, ma poi lasci perdere perché la rabbia non fa per te.
Fare del male non fa per te.
Tu sei quei sorrisi spontanei che nascono da me.
Tu sei dove finiscono le mie mani e i miei piedi.
Dove io finisco, tu cominci.
Sei labbra d’amore e occhi di pensieri incasinati che quasi sembrano essere i miei, perché si, tu i miei pensieri li assorbi per toglierli a me.
E poi quando parli con gli occhi, quanti congiuntivi che sbagli, ma a me non importa, a me non frega un cazzo dei verbi.
È quello che dici quello che conta.
È il respiro che mi togli che conta.
Tu sei carezze e pace dove il dolore non arriva mai.
Dev’essere di te che mi piace il tuo modo di ragionare, di te sempre pronto a imparare, ma che allo stesso tempo pensi di non poter sbagliare mai. E invece puoi eccome, non sei mica infallibile, ma pur sbagliando resti un eroe: il mio.
E poi ancora, di te mi piace che sai sempre cos’ho prima ancora che io possa dirti che sono triste, lo sai anche senza chiedermelo come sto, e a risolvere la mia tristezza non ti batte nessuno e nessuno potrà mai batterti.
Mi chiedo spesso cos’è quella cosa che tanto mi fa impazzire di te, ma una risposta ancora non l’ho trovata, perché mi piace un po’ tutto, anche questa sensazione inspiegabile, questi sentimenti terremotati, questo fatto incredibile che se si tratta di te, io che ho sempre le parole giuste, non so più parlare.
Se si tratta di te, io che ho sempre avuto il controllo, non so più che cosa mi succede. Tutto ruota velocemente.
Se si tratta di te non so cosa dire, però mi scoppia il cuore, mi scorre la felicità nelle vene e questo soltanto è quello che so.
AMO TE.
Ti auguro
Ti auguro quanto di meglio possa augurarti chiunque nella vita.
Ti auguro di provare quella felicità che tu hai fatto provare a me.
Ti auguro di trovare un posto per te in questo mondo, a patto che quel posto sia felice.
Ti auguro una vita di successi. E ti auguro anche che, nel momento del bisogno, del dolore o dei fallimenti tu possa trovare sempre la forza di rialzarti con il sorriso e con la voglia di lottare.
Ti auguro di non arrenderti mai e di mantenere sempre un’integrità mentale sana.
Ti auguro di non pensare mai di dover cambiare te stesso per il bene degli altri, trova un compromesso sempre, ma fatti amare per quello che sei e non per quello che gli altri vorrebbero.
Segui i tuoi ideali e battiti per te stesso.
Sei una persona speciale, ti auguro di rendertene conto.
Ti auguro anche di avere sempre dei bei ricordi e delle belle esperienze da ricordare nei momenti bui e difficili della tua vita, superando con più serenità ogni malumore.
Ti auguro di avere sempre giudizi accorti.
Ti auguro di realizzare i tuoi sogni e di viaggiare in quei posti che tanto vorresti vedere. Ti auguro di avere sempre ottime capacità di adattamento e di essere sempre razionale e coerente.
Ti auguro tutto quello che posso augurarti, ma soprattutto ti auguro, come diceva Brown, la felicità. Non quella che si ottiene isolandosi dal mondo, neanche quella di rinnegare i tuoi sogni per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi, di rischiare, di tentare, di correre il rischio di dare, il rischio di Amare.
Tratta la felicità con gentilezza. È un prestito.
Cerco te
La mia mano è tesa. Prendila.
Il mio cuore non ha porte. Sono aperte.
La mia mente è libera. Per te.
Il mio corpo vuole abbracciarti. Di amore.
La mia anima vuole viverti. Rispettandoti.
Il mio vuoto ti aspetta. Per riempirsi.
La mia voce grida. Cercandoti.
Il mio istinto di sopravvivenza ti chiama. Vieni qui.
Il mio sguardo ti cerca. Cerco te.