
Antimateria
In memoriam Paul Celan
Prova a guardare giù, giù dal Pont Mirabeau,
nello specchio dei tempi, nella nebbia dei giorni.
Saprai il peso dell’aria e la forza dell’oscurità.
Ascolta. Udrai le spoglie risuonare attraverso
la cruna degli anni. In esilio dalla luce,
l’antimateria giace sul fondo delle cose
ora annichilendo ora smembrando il passato
nell’assente o nel vago.
Non è acqua lustrale quella da cui procedi
ma l’inumana temperie della dissoluzione.
Generi l’informe e il pulviscolo che ti pervade,
degeneri in confuse argomentazioni
sui latrati dei cani. Disperdi il tuo nome,
il tuo vero nome in un letto di ardesia.
Prova a pensarci su mentre affiori
dalla tua catàbasi personale fra gli scaffali,
guadagnando l’uscita verso casa
nell’ottuso sferragliare del carrello della spesa.
È comprensibile il disagio che provi
se produci solo deiezioni e rifiuti solidi urbani
da selezionare con cura per la raccolta differenziata.
L’eterno kling klang ti decompone, sorprende
il tuo spirito già sghembo a scorrere, ricurvo,
le immagini di uno smartphone o, allettato,
a progettare acquisti (a sperimentare autismi).
Consulti cataloghi e opuscoli pubblicitari
per trovare una ragione (o un consenso)
al possesso.
Ti pieghi, irsuto,
in un attimo congelato,
a formulare opzioni,
scrupolose erosioni.
E la guerra è separazione,
la speranza contrizione.
Il buio e le rose:
la tua sola vendetta.
interZONE: Il viaggio. L’altrove. Il piacere e il disagio della memoria (Oakmond Publishing, 2024)