Lo avevo incontrato da poco nello studio del nostro dottore e, come al solito, mi salutò dicendo: ue pucciane’! Quando ero in servizio passava spesso per l’ufficio per salutarmi e ricordavamo fatti e personaggi del passato. La notizia della sua morte mi ha colto di sorpresa e non ho potuto fare a meno di ricordare come mi salutò l’ultima volta: salutami San Giovanni, Gesù crocifisso e l’Addolorata. Lo invitai a venire in chiesa a Pucciano e lui sorrise… Antonio, ora sei tu che puoi salutarmi il nostro amato patrono, Gesù e la sua dolce mamma. Riposa in pace, pucciane’!
Poteva mancare una delegazione del cortile Bartiromo alla festa dei “cento anni” di Matteo Santoro? Certo che no! Per un anno intero ci ha ricordato questa data e noi l’abbiamo attesa con lui che è nato nello stesso anno della regina Elisabetta II , del premio Nobel Dario Fo, della divina Marilyn Monroe, della nascita del Calcio Napoli e di tanto ancora. Matteo è stato festeggiato dai suoi figli, dai nipoti, dai compagni dell'”incrocio” e ha ricevuto una targa ricordo dal Sindaco che ha voluto onorario con la sua presenza.
Ormai mancano pochi giorni e il periodo natalizio potrà considerarsi concluso. Osservo il mio presepe … l’ho allestito cercando di curare i dettagli e, come ogni anno, resterà in quell’angolo fino al giorno della Candelora. E’ una tradizione che porto avanti da anni: ogni sera mi soffermo davanti a questa mia “opera d’arte” e medito, prego, immagino la storia dei miei pastori. So bene che le cose non andarono proprio così in quella notte santa, ma è affascinante pensare all’intuizione di San Francesco che nel Natale del 1223, in un periodo in cui era molto diffuso l’analfabetismo e non mancavano guerre e conflitti, volle realizzare a Greccio la sacra rappresentazione della natività, una catechesi live che da allora si diffuse in tutto il mondo cattolico. In questa rappresentazione le Sacre Scritture si fusero con elementi provenienti da tradizioni non canoniche, ovvero i vangeli apocrifi. La parola “apocrifo” deriva dal greco e significa “nascosto”; questi vangeli furono scritti tra il II e il IV secolo d.C., narrano episodi che non compaiono in quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni e riguardano soprattutto l’infanzia di Gesù. E’ da essi, e in modo particolare dal protovangelo di Giacomo, che conosciamo i nomi di Gioacchino e Anna, genitori di Maria e quindi nonni di Gesù; apprendiamo pure che la natività non avvenne in una stalla ma in una grotta in cui c’erano anche un bue e un asinello e poi (udite udite!), due levatrici che assistettero Maria durante il parto. Queste due figure sono presenti in molti affreschi medievali e le troviamo anche nel nostro Battistero.
Si tratta di Zelomi e Salomé. Quest’ultima volle verificare la verginità di Maria e la toccò. In quel momento la mano si inaridì e guarì solo quando un angelo le ordinò di prendere in braccio Gesù. Un presepe, un dipinto, una scultura, un affresco trasmettono sempre un messaggio di speranza e di semplicità e soprattutto mantengono viva la storia e la fede.
Se oggi chiedessimo ad un puccianese chi è l’uomo raffigurato nella foto a sinistra, difficilmente saprebbe rispondere, ma se invece mostrassimo una foto di qualche anno fa, la risposta sarebbe sicuramente esatta: LORENZO Lorenzo Ruggiero aveva soli 19 anni nel 1961, quando per la prima volta impersonò Gesù nella Processione del Venerdì santo di Pucciano. Era già da molto tempo che nel piccolo borgo si svolgeva questa processione; nelle edizioni precedenti c’erano pure stati dei figurantI, ma nessuno prima di lui aveva impersonato il Cristo. Il 1963 fu l’anno del filmato che è possibile vedere su youtube e che vide lui come protagonista. La comunità tutta volle questo evento: alcuni costumi furono confezionati dalle sarte del paese e poi, tanti accessori … alcuni furono realizzati dai giovani stessi ed altri noleggiati niente meno che al Teatro San Carlo di Napoli … una mobilitazione generale, una totale partecipazione soprattutto di giovani, entusiasmati dal pittore Gabriele Maturo che aveva avuto la geniale intuizione che era stata subito sviluppata dal giovane sacerdote di allora. L’avventura di Lorenzo iniziò quasi per gioco … lui Gesù, il fratello Francesco il fustigatore … poi per lui ebbe inizio una lunga serie di interpretazioni che si concluse nel 2002, quando, ormai sessantenne e leggermente appesantito, lasciò il posto a Giovanni. La figura di Gesù-Lorenzo è rimasta nel cuore di tutti i puccianesi ed è simpatico ricordare il modo in cui si rivolgeva alla persona che impersonava la Madonna, chiamandola “mammà” o lo sguardo affettuoso rivolto alla madre vera quando passava davanti alla sua casa a Santa Maria Maggiore. E che dire di quella volta che si andò a Marina di Vietri per girare alcune scene del film che si stava realizzando … lui, nei panni di Gesù, si spostò per la città alla guida della sua auto, suscitando tanta curiosità al punto che qualcuno seguì il gruppo per assistere alle riprese e chiese pure di far parte delle comparse. Lorenzo è stato uno dei personaggi più rappresentativi di Pucciano ed è entrato di diritto a far parte della sua storia. L’ultima volta che ci siamo incontrati nel mio ufficio mi espresse esplicitamente che il suo più grande desiderio era quello di partecipare alla processione del Venerdi Santo interpretando il ruolo di Gesù. Gli feci notare che ormai gli anni erano passati e magari avrebbe potuto vestire i panni di un apostolo o di un membro del Sinedrio. Non volle ascoltare questo mio consiglio.. lui in cuor suo non aveva mai smesso di sentirsi “Gesù” e ora sicuramente sarà accolto da nostro Signore che lui ha tanto amato.
Peppino Medugno, puccianese nel cuore, ricorda la sorella Nina che ha vissuto la sua giovinezza nel nostro borgo.
Cara Nina, sorellina mia, è difficile trovare le parole giuste quando il cuore è così pesante, ma voglio dirti che, anche se ora sei nella “casa del Padre”, il nostro legame rimane indistruttibile; perché il tuo spirito vive in noi e l’amore che ci lega non conosce confini. Ricorderò sempre la tua forza, il tuo sorriso e il nostro legame speciale, un legame che nemmeno la morte può spezzare, sei stata un dono, un’amica, un pezzo della mia anima, e anche se il dolore è immenso, so che continuerai a vegliare su di me da lassù, e ti prometto che non ti dimenticherò mai, ti porto nel mio cuore per sempre, ti voglio un bene dell’anima. ❤️ Peppino.
Il Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore è senza dubbio un luogo di immenso valore storico, artistico e spirituale che testimonia le radici antichissime dalla Città di Nocera Superiore. Vederlo apprezzato, costituisce per me motivo di orgoglio e commozione. E’ un luogo dove fede e storia si fondono e rappresenta un pezzo di identità per i nocerini. A tre giorni dello svelamento del Presepe di Piazza San Pietro, dove la riproduzione delle sue colonne costituiranno il fulcro della Natività fino all’ 11 gennaio 2026, oggi il Battistero è tornato alla ribalta nella Certosa di San Lorenzo a Padula in occasione della premiazione del contest “Un giorno da Certosino” promosso dalla Cooperativa sociale “Il sentiero” di Teggiano. Con un filmato di tre minuti bisognava presentare qualcosa che valorizzasse il patrimonio immateriale di Nocera Superiore e la Pro Loco Urbs Nuceria ha realizzato “Il tesoro del Battistero: la gallina dai pulcini d’oro” che è stato premiato dalla giuria tecnica. Vedere su un maxi schermo la mia figura che si aggirava tra le colonne del tempio non mi ha emozionato più di tanto, anche perché il filmato era passato già sui social ottenendo ben 1146 voti, per i quali ringrazio tutti; ciò che mi ha commosso è stato invece l’apprezzamento della giuria e la consapevolezza che da quest’anno il concorso ha carattere nazionale per cui il Battistero sarà conosciuto in tutta Italia.
La storia del rapporto tra Nuceria e Roma è molto antica: bisogna tornare indietro nel tempo a quando, dopo essere stata conquistata da Silla durante la Guerra Sociale, grazie alla sua posizione strategica, la città fu integrata nell’Impero romano, diventando un importante centro agricolo, commerciale e termale. In questo periodo furono introdotte numerose strutture, come acquedotti, terme, strade e altri monumenti.
L’influenza romana rimase molto forte anche dopo la decadenza, in seguito alle invasioni barbariche, e ancora oggi è possibile coglierne le tracce osservando i siti archeologici, che rappresentano una chiara testimonianza dell’importanza della nostra città nel passato.
Lunedì 15 dicembre, Nuceria e Roma si sono simbolicamente rincontrate in Piazza San Pietro, dove su una superficie di duecento metri quadrati è stato allestito un Presepe offerto al Papa dalla Diocesi di Nocera-Sarno. La grotta della Natività, cuore della scena, è stata inserita in una cornice che richiama la cultura e la storia dell’Agro nocerino. Su tutto spicca il Battistero di Santa Maria Maggiore, con le sue colonne di marmo; tra gli altri elementi architettonici si possono ammirare la riproduzione della fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino e i cortili tipici del territorio.
È presente anche Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, raffigurato seduto al clavicembalo: oltre all’autore della celebre Tu scendi dalle stelle, si notano le figure di don Enrico Smaldone e di Alfonso Russo, che tanto bene hanno operato nel nostro territorio.
Una foltissima delegazione, composta da circa quattromila pellegrini, di cui una cinquantina provenienti dalle comunità di Pucciano e Pareti, ha partecipato a tutti i momenti della giornata. È stata una grande emozione assistere allo svelamento del Presepe e all’accensione dell’Albero, donato dai Comuni di Lagundo e Ultimo, in provincia di Bolzano.
Nel primo pomeriggio abbiamo attraversato la Porta Santa e per me è stato un momento particolarmente intenso. Ho ricordato il Giubileo del 1975, quando partecipai al pellegrinaggio con mia madre, e quello del 2000, quando ormai ero sposata e avevo già i miei due figli. Con mio marito ho voluto vivere questa esperienza a tutti i costi, ben consapevole che tra venticinque anni probabilmente non ci saremo o, forse, non potrò più affrontare questo cammino.
Fino all’11 gennaio prossimo, giorno del Battesimo di Gesù, il Presepe potrà essere visitato dai fedeli di tutto il mondo e, questa volta, sarà stata Nuceria ad abbellire Roma.
Ci eravamo sentiti da poco, eravamo alla ricerca di una foto del passato in cui comparisse un agnello, una “pecora”, quella che era ai piedi del nostro San Giovanni prima che venisse trafugata. Eravamo sempre alla ricerca di foto antiche che ci aiutassero a ricordare come era la nostra Pucciano e volevamo che quella “pecora” fosse scolpita di nuovo perché era il segno di una identità, uno dei tanti del nostro borgo che è cosi cambiato rispetto a quando eravamo giovani. I momenti che abbiamo condiviso e le risate erano argomento di conversazione ogni volta che ci incontravamo. Franco era soprannominato “o parent”, ma, a pensarci beni, era il parente di tutti noi, un fratello, uno che riusciva a farti sor-ridere anche quando eri giù di morale, che sapeva accogliere e coinvolgere i più giovani, uno che era sempre disponibile a metterci la faccia e … l’auto 🙂 Come non pensare a quando nella sede dell’ associazione cattolica realizzammo un grande Babbo Natale di carta pesta o quando tutti insieme costruimmo elmi e scudi per la processione del Venerdì Santo! Dei sandali si occupava lui, infatti era diventato un ottimo ciabattino ed era orgoglioso di usare lo stesso banchetto che gli aveva donato mastro Alfonso. Era un creativo che amava il suo borgo ed aveva una particolare devozione per San Giovanni, il Crocifisso e l’Addolorata della nostra chiesa. Non mancava mai quando si dovevano organizzare le processioni e, dopo essere stato per anni un figurante, era passato dietro le quinte ad occuparsi dei costumi, tanto che qualcuno lo paragonava a Zeffirelli. Franco era un tipo eclettico e sapeva mescolare le idee e le attività più svariate. In particolare era un attore capace di inventare dialoghi estemporaneamente servendosi della sua mimica, infatti utilizzava tutte le zone del viso e del corpo, tipo Toto’. Da quando si era trasferito con Aurora e i ragazzi a Nocera Inferiore ci vedevamo di meno, ma il bene non è mai venuto a mancare e gli vorremo bene per sempre. Ciao Franco
Che io fin da bambina abbia avuto una passione per la chiesa di Pucciano dedicata alla Madonna delle Grazie e a San Giovanni precursore non è una novità. L’ho sempre considerata parte della mia casa e parte di me, peccato che nel 1985 non vi potemmo celebrare il nostro matrimonio perché ancora terremotata. Mi sono sempre chiesta come sarebbe potuta essere quella celebrazione, poi oggi ne ho avuto un’idea partecipando al matrimonio di Carmine e Annabella. I ragazzi, cresciuti in parrocchia, l’hanno vissuta intensamente prima come membri e poi come educatori dell’Azione Cattolica e stamattina eravamo in tanti a gioire con loro sia in chiesa che nella piazzetta antistante… e, come per incanto, ho rivisto i puccianesi che raggiunsero la chiesa di Santa Maria degli Angeli per far festa a me e Gianni ed ho capito che non si può fare a meno di amare Pucciano.