MI GETTO VIA

La mia turpe disperazione

eternamente dilaga

nel limbo della miseria di ciò che sono diventato

 

In questo tunnel senza uscita

mi getto via

alla ricerca di piccoli bagliori

e desideri ormai spezzati

e solitari scampoli di senso

 

Mi getto via

alla ricerca di uno zerbino verde

il cielo in una stanza

una stella cometa tutta per me

così metafisicamente debole

 

Mi getto via

alla ricerca di un me migliore

senza mai crederci veramente

 

– innumerevoli radici di disumanità strettamente si serrano attorno al mio cuore soffocandolo in una diabolica morsa –

 

Cacciatore di illusioni

la tanto agognata preda

fatalmente sfugge alle mie mani

inutilmente protese verso l’inafferrabile

 

Ma io rimango qui

con specchi e vetri rotti

a fissare falsi sorrisi

a risvegliarmi ogni giorno con lo stesso tormento

a chiedermi a che cosa serva

tutto questo gettarmi via

 

SILENZIO

In città mi ritrovai affogato in una cacofonia di insopportabili urla ed isteriche grida

 

Sospettosi sguardi penetravano attraverso il mio corpo come laser in cerca di risposte

E la mia pelle bruciava sfrigolando atrocemente sotto il peso di quelle brevi domande

 

Mondo immondo, indegnamente rammendato con scucite toppe di ipocriti principi

 

Tappo le orecchie, in cerca di un qualsiasi silenzio

Stappo la birra, in cerca di un qualsiasi rumore

Strappo la vita, non avendovi trovato niente

ALLEGRIA

Il candido cavallo lanciato al galoppo

Attraversa il muro dell’infelicità

Come un’ombra senza sostanza

 

Il nero toro incombe su di me

E furtivamente frantuma ogni mio sorriso

Che rimane leggermente impresso sulle mie stupide labbra

 

Sognante allegria

Perché duri così poco?

SUBACQUEA ROSA

Sei tu la mia subacquea rosa

Cresciuta in un azzurro mare di luna

 

I tuoi petali si celano nella penombra della sera

Cosparsa di luci artificiali e morsi di zanzara

 

Il tuo suadente profumo

Dolcemente si effonde nell’aria

Rendendola fonte di vita

 

Subacquea rosa

Protendo la mano per coglierti e porti sul davanzale della mia vita

 

Ecco ciò che potresti essere:

Il fiore delle mie giornate

CONFESSIONI ESTIVE #4

Le gocce di pioggia corrodevano il marmo grezzo della mia anima

Scivolando giù come impotenti lacrime

 

L’indomani mi sarei svegliato ancora indaffarato

Pieno di cose da fare

L’indifferenza avrebbe vegliato su di me

Vuoto di parole da dire

CONFESSIONI ESTIVE #3

Annotavo versi sopra un foglio di carta

In cerca di un rivolo di tenerezza

Richiamavo alla memoria amicizie costanti

Nel dubbio della mia intelligenza

INCONTRO CON IL CONTROLLORE

parte 1

Arresta il treno la sua notturna corsa

Bloccandosi all’improvviso in un silenzioso buio.

Cavilli mentali, angosce, paure

Dominano la mia mente

Estraniandomi da un nostalgico solfeggio.

Felice di essere umano

Gioioso di perdermi a mano a mano

Ho gli occhi fissi su un giudice nano.

Incalzato dal giudizio degli altri

Lascio malvolentieri il mio rifugio

Mestamente incamminandomi verso un altro vagone.

Nessuno c’è più intorno a me

Ormai il pericolo è scampato.

Passi cadenzati risvegliano i miei sensi

Quasi un avvertimento dell’ineluttabile

Rimbombando minacciosi sul pavimento.

Stride l’ansia dentro il mio petto

Tambureggia il cuore poco distante.

Unico passeggero di quel vagone

Vedo venire verso di me il crudele controllore

Zelante giustiziere delle ferrovie.

CONFESSIONI ESTIVE #2

In un’apatica nottata di inizio luglio

L’impalpabile dannazione del non sentirsi vivo

Svuotava la sostanza delle mie azioni

Riducendomi a carne macilenta in balia di un anonimo macellaio

CONFESSIONI ESTIVE #1

Il corpo mio bruciando

Rivive remoti errori

In una notte qualsiasi

 

Sono qui

Identità dilaniata da schizofrenici sentimenti

Cercando risposte in scheletri riposti