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]]>Eh, RedCac, non posso mica stare sempre dietro a Erasmo! Crede, forse, che io abbia tempo da perdere inutilmente?
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]]>Ha perfettamente ragione, RedCac. Del resto la necessità che siano i chierici islamici a muoversi l’ha detto chiaramente, un po’ di mesi fa Al Sisi, quando ha richiamato alle loro responsabilità i docenti di al Azhar.
Questa della laicità è secondo me, il punto focale della questione, perchè tutto, o quasi (condizione della donna, distruzione degli infedeli ecc.) sono dei corollari: finchè tutto, anche il modo di dormire (ho scoperto che l’islam prescrive anche questo) è “parola di Dio” sarà difficile venirne a capo.
E, purtroppo, siamo molto lontani dal venirne fuori. In questi giorni sto ascoltando molta televisione e continuo a sentire il mantra:”Voi musulmani dovete condannare con fermezza questi violenti” e nessuno che sfiori quello che io ritengo essere il cuore del problema. Perchè una simile condanna non è insufficiente, è inutile. Possibile che a nessuno venga in mente di fare domande un po’ più profonde e pertinenti.
P.S. Spero che questo mio commento vada al posto giusto, perchè non ho ancora imparato “la logistica” di wordpress!
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]]>Un grande imbecille, come si può verificare confrontando lo spessore dei suoi interventi e quegli altri. A lui interessa sempre e solo la sua rispettabilità piccolo borghese.
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]]>E’ comunque, Sig.ra Supervisora, un buon segno.
Il problema però consiste nel fatto che lo devono fare le autorità religiose, qui e là. Si deve per ora tenere punto il fermo sulla reciprocità. Finché non c’è quella bisogna essere severi. Aspettiamo che severi, come la lodevole signora etnologa segretaria del PD, diventino le autorità religiose. E fin che non c’è una sola autorità cui fare riferimento, nessuna credibilità va concessa.
A meno che non si voglia continuare con il nostro multiculturalismo, che in realtà non è altro che un disfacimento delle nostre convinzioni – a parte la corsa al benessere – in nome di generici diritti umani pensati quando il mondo non era neppure lontanamente immaginabile in questi termini, quando cioè nessuno pensava che ci saremmo davvero trovati nella condizione di dover amare il prossimo – cosa non facile, come dimostra ogni situazione condominiale – e non il lontano, cosa non difficile e che ci fa anche sentire buoni. Pare sia rimasto uno spesso ingiustificato senso di colpa.
E’ doveroso aggiungere che per la situazione di Israele, da imputare ai musulmani e alla nostra accondiscendenza, non si sono spese molte parole, anche se sono balenati i coltelli contro chi capita capita.
Devo anche aggiungere che malvagio è il sig. Train, che mi ripaga do tutto quello che ho fatto per lui con una sorda ostilità.
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]]>Maryan Ismail è una signora milanese, etnologa, musulmana, segretaria cittadina del PD milanese, si è spinta ben oltre il Consiglio del culto francese: e affermato la necessità della netta separazione, nell’islam, fra politica e religione; ha pubblicamente redarguito la giunta milanese perchè nel bando per la costruzione della moschea perchè mancava qualunque elemento relativo a tale separazione. L’ho sentita in televisione e non credevo alle mie orecchie. Certo, è la prima, e finora l’unica volta che sento un musulmano parlare così!
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]]>Sì è vero, ci sono i se e i ma. Il mio modesto punto di vista è che ormai sono insufficienti: posto che un giorno finisca la guerra fratricida anche perché magari l’Occidente troverà meno caro provvedersi di petrolio con altri mezzi (non dimentichiamo mai gli insegnamenti del sig. Chiesa), dovranno pure pensarci i loro ricchissimi governanti a ridurre fame e miserie.
Tuttavia, dopo gli insegnamenti di questi ultimi tempi, dovremmo discriminare anche noi come fanno loro, senza rinunciare ai principi della nostra civiltà, che esigono però una reciprocità inesistente. Di conseguenza l’accoglienza per i cristiani e gli yazidi (quel che ne resta) e l’aiuto militare ai curdi sono fuori discussione; gli altri hanno dimostrato e dimostrano tutti i santi giorni di non sapersi né volersi integrare. Trovi un matrimonio misto: la donna cattolica diventa SEMPRE musulmana, e talora anche l’uomo si converte. Una volta riconosciuto il potere di attrazione della religione, facendo ammenda delle nostre presunzioni laiche (un conto è essere laici, altro conto sentirsi forti per la propria laicità, che in realtà ci rende più deboli, come Kant è oggettivamente più debole non solo di Marx ma, è ovvio, anche di Maometto), riconosciamo una buona volta la natura del pericolo. Non possiamo fare un interrogatorio alla loro coscienza quando arrivano, ma il fatto che vogliano rimanere fedeli a regole di una religione spesso in contrasto con le nostre leggi (e addirittura la nostra costituzione), sarà bene riparlare di accoglienza quando quel mondo di sarà pacificato, e senza pretese esportazioni della democrazia alla Bush o illusori discorsi del ca…iro alla Obama. Devono fare, posto che vogliano, della strada da soli.
Si trascurano però sempre particolari non irrilevanti dal momento che non riguardano noi: perché i buddhisti birmani non riconoscono diritti ai musulmani (non hanno votato alle ultime elezioni “libere”), in Thailandia compiono attentati perché vogliono che una provincia sia governata dalla loro sharia, in Cina ci sono 80 milioni di uiguri che trovano il coraggio di ribellarsi nientemeno che al governo cinese, che ne fa impiccare ufficialmente uno ogni dieci che ammazza effettivamente. Lì non è certo colpa dell’occidente, e quindi il sig. Chiesa ne tace.
Ora so bene che qualche sig. Train mi darebbe del razzista anche se sto parlando di religione; per dimostrare che si sbaglia devo dire, come dico, che quanto scrivo lo considero valido anche per musulmani di nascita e nome italiani?
In questi giorni ho sentito ripetere più volte che l’islam è una religione di pace. E’ una menzogna insopportabile. Ovunque hanno la forza la esercitano come l’hanno sempre esercitata. Che poi questo sia un problema, nel mondo di oggi, nessuno lo nega; ma il problema va affrontato nei suoi termini corretti, non con le boldrinate.
Del resto, l’appello diramato dal Consiglio francese del culto musulmano, insieme alla buona volontà, mostra ancora parecchi limiti: “i versetti coranici e le Hadith autentiche condannano senza equivoci ogni atto che minaccia alla vita degli innocenti… Noi, musulmani di Francia, riaffermiamo il nostro rifiuto categorico e senza ambiguità per ogni forma di violenza e di terrorismo che sono la negazione dei valori della pace e della fraternità insiti nell’Islam… Noi, musulmani di Francia siamo cittadini francesi a pieno titolo, facenti parte integrante della Nazione, e solidali con l’insieme della comunità nazionale. Noi, musulmani di Francia, proclamiamo il nostro attaccamento indefettibile al patto repubblicano che ci unisce tutti. Noi, musulmani di Francia, proclamiamo la nostra adesione totale ai valori della repubblica… e termina con una preghiera verso Dio, il Clemente e il Misericordioso, perché preservi e benedica la Francia”.
E’ un primo piccolo passo, ma mancano ancora molte cose. La prima, è una versione ufficiale del Corano, che fino ad oggi non esiste. Si decidano, sono fatti loro: finché qualcuno diffonde versetti “non autentici” senza che esista una autorità in grado di sconfessarli, io non mi accontento. In fondo il sig. Rushdie – e molti altri con lui – sono condannati a morte per aver parlato “da eretici” del Corano, e la condanna è venuta da altissime autorità religiose. Manca poi la definizione di “innocente”, perché secondo le interpretazioni, magari non autentiche ma diffuse e a disposizione di tutti, chiunque non rispetti la sharia là dove esistono musulmani non è innocente. Lo stesso dicasi di quei valori di pace “insiti nell’Islam”: sono tutti da dimostrare, e soprattutto insospettisce il fatto che questa decisione (per ora sono parole) sia stata presa soltanto in un momento in cui tutto il mondo stava prendendo atto delle caratteristiche uniche di quella religione, la sola nata come religione di guerra e rimasta sempre tale, solo talvolta conculcata, giustamente, dalla forza. Infine, debbono aggiungere esplicitamente che chi vive in Europa deve rinunciare alla sharia a favore della legge delle stato, perché sanno bene, gli imam francesi, che ci sono città in Europa dove i musulmani vivono secondo la sharia e noi europei lo tolleriamo, o almeno lo tolleravamo fino a ieri.
Quindi, in conclusione del lunghissimo pippone, centri di accoglienza in paesi islamici “moderati”; soldi, anche tanti, in attesa che i loro ricchi governanti decidano di smettere di comprare banche, squadre di calcio e industrie per creare qualcosa nei loro paesi. Finché questo non succederà, spiace dirlo, mi trovo costretto ad essere d’accordo con le posizioni più intransigenti nei loro confronti… senza arrivare alla Cina, che se non fosse un paese imperialista come nessun altro mai, avrebbe lasciato indipendenti sia lo Xinjiang sia il Tibet e non dovrebbe più reprimere minoranze religiose che, in loco, sono nettissime maggioranze, anche se i cinesi stanno facendo in entrambi i paesi quanto ha fatto il sig. Mussolini in Alto Adige e il sig. Stalin in tutta l’Unione Sovietica.
p.s.
Sig. Train: non legga, pensi alla… beh ha capito.
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]]>Non lo ammettono, però sono certo che invidiano pure me, per il fatto che posso commentare da Galatea mentre loro no. E da tempo sono già in atto rappresaglie: all’utimo pranzo redazionale, mi hanno brutalmente negato la seconda porzione di trippa.
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