La tuta ignifuga odorava di cemento bagnato e adrenalina. Marco Rossi era al volante, la sua presa sul volante talmente stretta da far sbiancare le nocche. Nello specchietto retrovisore, il neon blu e rosso delle volanti si moltiplicava nel riflesso lucido dell’asfalto bagnato. Non pioveva, ma la fuga li aveva spinti nella zona industriale, una … Continua a leggere La fuga
La cosa giusta
Il fischio dell’arbitro era ancora un acufene nelle orecchie di Riccardo Fontana. Si accasciò sulla panca, la schiena contro le piastrelle umide. Non c’era silenzio, solo un vuoto assordante sotto il rumore delle docce e dei respiri affannati. L’odore era un misto di ferro, sudore e linimento balsamico. Zero a uno. Primo tempo buttato via … Continua a leggere La cosa giusta
Il codice del dolore
Il messaggio arrivò alle 02:17: un semplice elenco della spesa. Alexei Morozov non ebbe bisogno di leggerlo due volte per capire che la Volpe gli stava rispondendo. E che la partita ricominciava.L’aria nell’ufficio aveva l’odore stantio di carta ingiallita e caffè freddo, e la luce del monitor era l’unica cosa che ancora respirava.Fuori, Mosca si … Continua a leggere Il codice del dolore
Nundinae
L’ottavo giorno era sempre il più lungo. Era il giorno del silenzio sospeso, dell’attesa che gonfiava i polmoni della campagna fino a farli scoppiare. Ma il nono giorno, la polvere si alzava dalle strade consolari prima ancora che il sole tagliasse l’orizzonte. Erano le nundinae.Sabina Tullia sentiva il ritmo del ciclo romano nelle articolazioni. Per … Continua a leggere Nundinae
La nota sbagliata
Il rombo di bassi era un pugno nello stomaco. Per Elisa Moretti, era musica.Non solo: era la sua lente d’ingrandimento sul mondo. Dal settore VIP, un balcone di marmo freddo sopra la fornace dell’Arena di Verona, osservava come una regina.Sotto, centinaia di volti erano macchie indistinte, ipnotizzati dal palco dove il chitarrista, un dio elettrico, … Continua a leggere La nota sbagliata





