
E così pochi mesi dopo l’addio di Re Giorgio Armani se ne va anche l’Imperatore Valentino Garavani. Un’epoca, quella della moda italiana sulla scena internazionale, che si chiude definitivamente. Lasciando dietro di sé le icone di un tempo unico e irripetibile, da Gianni Versace a Missoni, da Ferré a Krizia, da Trussardi a Moschino, da Laura Biagiotti a Fiorucci, da Cavalli a Pucci, da Balestra a Ferragamo.
Ma Valentino era oltre. Eleganza allo stato puro, genio, charme, ossessione per la bellezza e un rosso unico, il suo, Rosso Valentino, appunto. Quella malìa per il colore più acceso (“il mio portafortuna”) risaliva a quando, da ragazzo, andò una sera all’Opera di Barcellona e vide tra gli spalti una donna dai capelli grigi con un abito di velluto rosso. Dirà a Vogue, “sembrava unica, isolata nel suo splendore, non l’ho mai dimenticata”.
E il Rosso Valentino diviene la sua firma. Non è ciliegia, non è cremisi, non è carminio. È potente, ma aggraziato, freddo, ma non troppo, con il rigore del classicismo e la forza del mito. E le nuance sono tante, almeno 550.
Come numerose le dive vestite da lui, premi Oscar e altezze reali, tra cui Elizabeth Taylor, Jackie Kennedy, Lady Diana, Sophia Loren, Julia Roberts, Sharon Stone, Cate Blanchett, Anne Hathaway. Segnando un’epoca, come solo un imperatore.


















