Il tempo delle primule

Il tempo delle primule giunge nei giorni del freddo e porta una ventata di allegria, è uno dei preludi più dolci di primavera.
Le piccole primule sono semplici e leggiadre e quando ti trovi davanti un’intera distesa di vasetti è difficile scegliere: si vorrebbe comprarle tutte, tutte hanno una bellezza particolare.
Petali grandi e colorati, orlature deliziose, contrasti delicati.
Il tempo delle primule mi ricorda sempre che essere così semplici è una virtù rara e straordinaria e se a volte sembra persino improbabile che questa sia riconosciuta come una dote, resto sempre dell’opinione che la propria semplicità vada tenuta da conto.
Il tempo delle primule è così un momento di magnifica transizione, per i pensieri e per i giorni che scorrono.
E così, dovendo scegliere, ho portato con me diverse sfumature di primule dai colori vivaci e accesi.

Le ho sistemate in due vasi diversi e le ho messe davanti alla finestra della mia camera, mi fanno pensare all’imminente arrivo della primavera e alla bellezza della semplicità.

Genova, 1899: le ricercate eleganze dei Magazzini Cabella

Ritornando a camminare nel nostro passato, cari amici, attraversiamo lo scorcio di un secolo che giunge al suo termine: nell’anno 1899, nella Superba, i gloriosi Magazzini Cabella sono fornitissimi di tutti i capi all’ultima moda per la gioia della più esigente clientela.
E allora andiamocene verso San Siro, scoprireremo così le molte occasioni proposte dai signori dei Magazzini Cabella.

Innanzi tutto costoro si sono riservati due pagine intere sul Lunario del Signor Regina, sanno bene come farsi conoscere!
E per dare un’esempio dei capi eleganti in vendita ai magazzini ci sono anche degli accurati disegni per la contentezza delle più ambiziose signorine.

Come recita il citato Lunario, qui si trovano tutti gli articoli inerenti alla confezione e guarnizione d’abiti, capi esclusivi, cappelli alla moda, sciarpe, veli e pizzi Chantilly.
Così le signore e signorine abbigliate con i capi dei Magazzini Cabella si distinguono tra tutte, altroché!

Certo anche per i signori uomini c’è una vasta scelta.

Ed è sempre una squisita questione di stile.

Aggiungo poi anche che ai Magazzini Cabella si trovano macchine da cucire d’ogni sistema a mano e a pedale, guarnizioni d’abiti da signora e da uomo e persino manichini da donna, uomo e ragazzo quindi è ovvio che i Magazzini Cabella forniscono i negozi e sicuramente si tratta dei negozi più belli della città.
E così trovandovi in centro città, in un giorno di questo radioso 1899, se per caso doveste incontrare qualche gentiluomo vestito di tutto punto proprio come si conviene, statene certi, il suo outfit proviene dai gloriosi Magazzini Cabella.

Seguendo la ringhiera in Corso Andrea Podestà

E poi una mattina d’inverno, mentre il sole scherza con la ringhiera.
Camminando con il solito passo deciso e fidente sotto il sole che brilla alto nell’azzurro dopo giorni di vento furioso.
Un gioco di luce e ombra e un effimero disegno sinuoso, mentre il mio pensiero va ancora più lontano.
Seguendo la ringhiera di Corso Andrea Podestà.

Con il cappottino bello

Lei è una bella bambina vestita di tutto punto, ben coperta perché fuori fa molto freddo e allora le hanno messo il cappottino bello.
Così eccola lì, con quel cappottino vezzoso, gli occhi celesti, un sorriso un po’ timido e un cappellino a coprirle bene la testa.

E secondo l’uso del tempo ha le scarpette scure e le ghette chiare come il cappottino.

Lei è una bimbetta di Bologna, ritratta nello Studio Fotografico La Serenissima.
In un certo tempo del passato negli studi dei fotografi di tutte le città italiane c’era una seggiolina o magari una poltroncina con il bracciolo, arredi usati spesso proprio per immortalare i più piccini.
Come lei, con il cappottino bello e tutta la vita davanti.

Bogliasco: il Monumento ai Caduti di Gaetano Olivari

Camminando nella bella Bogliasco, in Piazza Trento e Trieste, si ammira un monumento eretto ai caduti e opera del professor Gaetano Olivari, stimato artista e autore di numerose sculture site nel Cimitero Monumentale di Staglieno.

La scultura bronzea venne inaugurata nel 1924 e si distingue per il senso del movimento delle due figure.

La rappresentazione della Vittoria Alata è così raffigurata mentre si china sul soldato che stringe tra le dita la bandiera.

C’è una grazia dolcissima nella gestualità della figura allegorica.

Il soldato così si abbandona tra le braccia di lei.

La mano nella mano, con lieve delicatezza.

Nel blu del cielo terso di Bogliasco.

Sul basamento sono collocate lapidi commemorative con i nomi dei caduti e dei morti in combattimento, dei dispersi e dei civili caduti per cause di guerra, vi è inoltre una lapide sul quale è riportato il bollettino della vittoria.

E così tra le belle case di Bogliasco e davanti a una suggestiva chiesetta si ammira l’opera di Gaetano Olivari che così narrò il dramma della guerra.

Una cartolina per la Signorina Eugenia

È una corrispondenza che viene da lontano e fu spedita nel 1906, la destinataria era la Signorina Eugenia.
La cartolina, accompagnata da saluti e baci affettuosi, fu scritta e inviata dalla zia Antonietta, con cura amorevole verso la sua nipotina.
Contrasti di colori, sorrisi e un celebre gioco del tempo d’infanzia.
Le dita che si muovono svelte, gli sguardi attenti, un gesto antico e tante volte ripetuto.
Guardando questa cartolina mi sono ricordata che questo gioco era in voga anche nei nostri anni ‘70 ma forse i bambini di adesso non lo conoscono più.
Di certo lo conosceva bene la Signorina Eugenia che sarà stata poco più che una ragazzina e avrà sorriso felice rigirandosi tra le mani la cartolina della zia Antonietta, in un giorno distante del 1906.

Una panchina, un orizzonte

Non tutte le panchine sono uguali, alcune diventano luoghi dove riposarsi nel clamore della vita cittadina.
Alcune panchine poi servono semplicemente per fermarsi a chiacchierare con qualcuno che conosciamo.
Alcune panchine sono per le attese, altre per i primi baci, certe sono perfette per ammirare i tramonti.
Alcune sono spesso sferzate dal vento o inondate dal sole, a seconda della stagione.
Non tutte le panchine sono uguali, alcune sono la quiete di un istante, una ringhiera, un orizzonte e un molo, un pensiero che fugge via e si mescola al rumore del mare, perdendosi nell’aria salmastra di una mattina d’inverno.

Bogliasco

Scoprendo Via dei Sansone

Percorrendo Salita San Leonardo ci si trova immersi in un’atmosfera dal sapore antico.
Questa ripida mattonata che da Via Santa Chiara scende fino in Via Fieschi si svela come uno splendido e silenzioso mistero, a due passi da qui c’è la trafficata Piazza Dante eppure la nostra creuza conserva tuttora la sua beltà.

Sulla creuza si trova un antico passaggio che conduce a Via dei Sansone.

E inizia da qui la scoperta di un luogo ancora più nascosto e sconosciuto.

Lassù una vetusta edicola ospita una statuina della Madonna di fattura recente, tutto l’insieme necessiterebbe di un restauro e sono certa che riacquisirebbe una rinnovata bellezza.

Da qui si giungeva all’antico Convento di San Leonardo e questa è così la ragione delle tracce di questa antica devozione.

Alcune finestre di Via dei Sansone ospitano vasetti e piantine.

Alla ringhiera, in cerca di luce e sole.

Ci guardiamo indietro e ancora proseguiamo.

Terminata la salita ci si ritrova in uno spazio sul quale si affacciano eleganti edifici e tutto attorno c’è ancora questa quiete inaspettata.

Un grande limone è prodigo dei suoi frutti.

E un maestoso kumquat così si staglia nel suo giardinetto.

Una facciata è poi una splendida illusione di finestre dipinte.

E in questo luogo che è del nostro tempo ma sembra un po’ distante, in qualche modo, ecco ancora una traccia più antica.
Un muro, un archivolto.

Mi incammino e vado fino in fondo, c’è sempre una magia incantata nei luoghi che conservano, in qualche maniera, la loro perduta identità.

Qui c’è anche la targa antica di questa via che prende il suo nome da una famiglia savonese di lontane origini e di parte ghibellina che si distinsero in varie maniere nella città della Torretta.

Percorrendo le strade non conosciute c’è sempre qualche insondabile incanto che resiste alla nostra distrazione.
Un muro, un archivolto, un tempo che non è più.

Una silenziosa e celata bellezza da conservare e riscoprire, in Via dei Sansone.

Una sera dorata

Una sera dorata, davanti alla ringhiera sinuosa della passeggiata di Nervi.
Tra la luce e l’ombra il canto inquieto del mare.
Un’attesa, uno sguardo che trova l’orizzonte, le parole e un tempo che scorre lento come se il giorno non dovesse mai finire.
Una dolcezza nuova eppure già conosciuta, in una sera dorata.

La migliore focaccia di Genova: i posti che piacciono a me

Chiunque venga a Genova vuole provare una delle nostre più celebri golosità: la focaccia, anche detta fügassa dai veri genovesi.
E allora ho pensato di darvi qualche dritta su dove trovare dell’ottima focaccia, questi sono i miei forni preferiti, in ordine sparso e non in una vera e propria classifica, semplicemente sono posti dove trovate la focaccia che piace a me e se vi fidate di Miss Fletcher incominciamo questo golosissimo tour!
Il viaggiatore che arrivi stanco e affaticato alla Stazione Brignole ha a breve distanza un posto perfetto nel quale comprare una focaccia straordinaria.
La focaccia del Panificio Mario di Via San Vincenzo 59 è sottile, leggera, ottima e assolutamente perfetta, è una focaccia a dir poco leggendaria!

Rimanendo in questa strada, saliamo verso Via XX Settembre e fermiamoci  dal panificio Al Posto Giusto in Via San Vincenzo 185r, io trovo la loro focaccia gustosa e veramente buona.

Spostiamoci poi nei miei amati caruggi e proviamo l’invitante e ottima focaccia dell’Antico Forno Patrone in Via di Ravecca 72 r, una tappa da non perdere.

Ed è un’istituzione la focaccia del Panificio Sebastiano in Via Lomellini 23, una bontà croccante al punto giusto e sempre deliziosa.
E che gioia passeggiare per caruggi degustando una striscia di focaccia calda, cosa c’è di meglio?

Fragrante, gustosa e semplicemente ottima è la focaccia del Panificio Le Bontà del Grano in Piazza del Carmine 11 r, questo è uno dei miei frequenti peccati gola!

Il Gotha della focaccia, però, si trova nel ponente genovese.
E così, se dovesse capitarvi di fare un giretto nella bella Voltri non perdetevi la focaccia di Priano in Via Camozzini 69r.
Sottile, leggera, gradevolissima e molto particolare, è resa croccante dal fatto che la teglia nella quale viene cotta è cosparsa con la farina di mais.

Rimaniamo a Voltri e andiamo in Via Lemerle 13r dove si trova il Panificio Marinetta: la loro focaccia è semplicemente favolosa e sublime, solo a parlarne mi vien voglia di andare a far due passi a Voltri!

Torniamo in centro e andiamo alla Foce, qui vi consiglio di fare un salto all’Antico Forno Borgo Pila di Piazza Paolo da Novi 40-42 rosso, la loro focaccia morbida e profumata è un’autentica delizia!

Naturalmente tutti questi negozi vendono molte altre bontà dolci e salate.
Inoltre, di certo ci saranno a Genova molti altri panifici che io non conosco e che fanno un’ottima focaccia, io vi ho soltanto indicato i miei posti preferiti, come si fa tra amici.
E termino questa passeggiata golosa nella nostra bella Nervi: se dovesse capitarvi di andarci in treno, usciti dalla stazione vi troverete sul Viale delle Palme, al termine di esso si prosegue in Via Franchini e qui, al civico 9r, trovate il Panificio Pasticceria Le Palme.
Croccante, sottile, leggera, la loro focaccia e una vera delizia da gustare passeggiando davanti al mare, godendo delle bellezze e delle bontà della nostra Genova.