Scissione

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Cari lettori e care lettrici, non voglio tediarvi troppo con argomenti, per così dire, poco contemporanei..

Ma mi preme informarvi che è in atto un processo di scissione, che non passerà poi così inosservato.

Vecchi schemi consumistici stanno per lasciare il posto ad una nuova concezione di quotidianità.

Ci vorrà tempo, ma gli ingranaggi hanno ripreso a girare.

Sempre più persone rifuggono da schemi oramai obsoleti, fondati sulla totale non curanza del prossimo e dell’ambiente che ci circonda.

Questa scissione, se così si può chiamare è preannunciata da testi che hanno la bellezza di 4000/5000 anni, nulla di nuovo quindi, semplicemente i paraocchi creati da uno stile di vita non più sostenibile, ci hanno impedito di comprendere la vera realtà delle cose.

Siamo parte integrante della natura e non uno sterile meccanismo separato.

La dobbiamo piantare di screditare continuamente il prossimo per poi lamentarci del fatto che, a livello sociale siamo sempre peggio. Siamo noi la causa. Sono le nostre azioni.

Coltivazione intensiva, industrializzazione e folle tecnologia stanno riducendo in polvere i nostri già deboli encefali.

È giunta l’ora di darsi una mossa..

🙏

The Experiment

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Come passare da quello di sinistra a quello di destra. Vi racconto la mia esperienza.

Oltre ad essere un profondo cammino alla scoperta di me stesso, il mio può rientrare a tutti gli effetti, sotto la dicitura di “esperimento sociale”.

Ebbene sì. Sono passato da situazioni di pesante disagio esistenziale e conflitto interiore, con tutto quello che ovviamente ne è conseguito, ad un estremo totalmente opposto. O meglio, sto puntando all’estremo opposto e vi assicuro che il cammino è molto difficile.

Le persone hanno una strana concezione di ciò che possa essere la meditazione e l’introspezione.

Dall’imbracciare un ak47, allo studio di testi sacri, risalenti a migliaia di anni fa, il salto, mi viene da dire, non è poi così breve.

Ci terrei comunque a precisare che esteriormente, sono, più o meno, sempre lo stesso. Non parlo e/o mi atteggio in maniera differente, non mi fumo quintalate di marijuana nella speranza di raggiungere il Nirvana dei poveri e non giro con strane tuniche.

Dentro però, in questi ultimi anni, ho fatto dei cambiamenti abissali, per quanto la strada sia ancora in salita e ora ve ne parlerò, a patto che vi interessi.

Tanto per cominciare non ho mai creduto all’esistenza dopo la morte. Anzi no, mi correggo, ricordo che da bambino quando andavo in chiesa, fantasticavo su angeli e compagnia cantante, ma credo sia stato così un po’ per tutti;

Ad oggi credo fermamente nella vita dopo la morte, credo nella reincarnazione e credo nel karma. Ci credo per il semplice fatto che è molto più logico rispetto ad un “succede tutto per caso” o ad un “il cervello crea la vita, quando esso muore, la vita finisce”. Guardiamoci attorno, nulla succede per caso, ogni minuscolo tassello si incastra con l’altro a comporre un infinito mosaico in perenne movimento.

Ho sempre creduto nell’altruismo, ma non fino in fondo. Mi veniva spontaneo, ma non ne vedevo il senso, ma soprattutto notavo che più mi mettevo a disposizione e meno rispetto e considerazione ottenevo. Assurdo non trovate?eppure i nostri tempi funzionano così.

Ad oggi, cerco costantemente di familiarizzare con esso e questo perché?mi sarò forse fumato il cervello?

No, semplicemente ho capito che ciò che sta alla base della nostra esistenza è l’amore. Chiariamo dunque il significato di amore, perché Barbara D’urso (scherzo ovviamente) and Company, ci hanno un po’ confuso le idee.

Qui per amore si intende il naturale istinto di dare senza chiedere nulla in cambio, l’amore che si prova per un figlio ad esempio. È detto che quando tutto si creò, due furono i pilastri, l’amore e l’ordine delle cose.

Ad ogni modo, se noi facciamo parte di UNO, se tutto è olistico e internamente connesso, è ovvio che il “TUTTO” è parte integrante di noi.

È sorprendente come la realizzazione della vostra felicità, passa attraverso la realizzazione della felicità degli altri, provare per credere.

La violenza, l’aggressività, le prevaricazioni, non sono altro che dinamiche obsolete, dinamiche che hanno dimostrato di non poter stare al passo con i tempi.

Quando qualcuno mi racconta la sua near death experience, mi parla di luce, di calore, di extasy, di una realtà paradisiaca.

Certo, ci sono anche esperienze negative è vero, ma questa non è altro che la riconferma del fatto che i peggiori demoni non stanno lì fuori, tutt’altro, sono tutti dentro di noi.

Come dicevo poc’anzi, la mia strada è ancora tutta in salita e sono ancora ben lontano dal potermi definire un buon praticante, ma nonostante ciò, mi sento bene, mi sento molto meglio di prima.

Avanti tutta.

Grazie per il vostro tempo.

E se la teoria dell’evoluzione non fosse corretta?

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Clicca sul link in basso

Se l’uomo fosse presente dall’inizio dei tempi, così com’è?

Se il più forte non mangiasse il più debole, ma se fosse la coscienza che tutto pervade ad EVOLVERE attraverso le specie e non il contrario?

Capite che se così fosse, i pilastri sui quali si regge la nostra cultura consumistica, crollerebbero all’istante.

Ci viene insegnato sin da bambini, a sopravvivere, mi correggo, a combattere per sopravvivere.

Poi ci stupiamo se il più “debole” viene emarginato.

Passiamo tutta la vita a “farci le ossa”, la conoscete sta frase vero?

:”ragazzo mio, devi farti le ossa”, quante volte l’ho sentita, come se la vita fosse solo una colossale battaglia.

Una buona serata, cliccate sul link. A presto.

Voce del verbo divulgare

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A fine articolo, l’icona per accedere al progetto.

Ne sono consapevole, qualcuno di voi mi applicherà l’etichetta di mentecatto, termine che per altro amo moltissimo.

Non importa, nella vita si cambia, anzi nella vita tutto cambia, si chiama IMPERMANENZA.

Oggi parte un nuovo progetto, un progetto di divulgazione, su Instagram.

Ironia della sorte… sì proprio lei, la piattaforma che tanto avevo criticato.

Il progetto sarà anonimo, al centro non vi sarà la mia persona ma bensì i contenuti.

Lo vedrei più che altro come una raccolta di testimonianze, che il materialismo possa decadere oggi stesso e per sempre.

Che la verità possa riemergere.

Che abbia inizio la rivoluzione.

Noi siamo infinito.

Ce l’abbiamo sotto il naso…

…il segreto della felicità!

Sì esatto, avete capito bene.

Il problema è che invece di avvicinarci a sta’ benedetta felicità, ce ne allontaniamo sempre di più.

E qual è questo segreto?

L’altruismo.

La vera prova da superare è proprio questa, abbattere ciò che ci rende unici e speciali, per dedicarci agli altri.

Questo è il segreto.

Vi sentirete stranamente rilassati, soddisfatti, in pace con voi stessi, tutto l’opposto di come siete/siamo adesso.

Aggrovigliati in fiumi di attività le quali non fanno altro che gonfiare il nostro ego, allontanandoci di fatto, dalla felicità.

Provare per credere.

Alla prossima.

Come fanno i monaci Buddhisti ad avere sempre il sorriso?

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Qualcuno mi dirà che, non vivendo loro in occidente, è tutto più semplice e questa è una tipica frase da occidentale : )

Eppure dopo l’invasione Cinese, parecchi monaci hanno lasciato la loro terra e sono migrati proprio qui, da noi.

E a quanto mi risulta, nulla è cambiato, stessa serenità e stesso sorriso.

Ma come fanno?

Ci sono vari aspetti da analizzare, in primo luogo, giusto per fare una piccolissima premessa, si è portati a crede che i popoli orientali siano immuni al capitalismo. Niente di più sbagliato, il frenesismo occidentale, a tratti è presente anche da loro, a testimonianza del fatto che le “illusioni” possono colpire chiunque.

In seconda analisi, questi monaci, hanno imparato, o meglio, hanno smesso di cercare i problemi all’esterno.

Sta tutto dentro di noi. Sia problemi che soluzioni.

È inutile prendersela con ciò che sta fuori, perché ciò che sta fuori e frutto di ciò che sta dentro e per vedere ciò che abbiamo dentro servono solo due cose (minperdonerete la contorsione linguistica), ci vuole coraggio e ci vuole energia.

Coraggio per accettare di vedere parti di noi che proprio non ci piacciono (il famoso inconscio) ed energia perché senza questa nulla è possibile. Effettivamente, il male più grande di questi nostri tempi degenerati è proprio il contrario dell’energia, è la pigrizia. Siamo tutti troppo pigri, siamo svogliati.

L’energia ci permette di meditare, di avere un atteggiamento etico, di aiutare il prossimo ma soprattutto l’energia ci permette di comprendere la vera natura delle cose, la vacuità.

È solo attraverso questa comprensione che realizzerete di essere, a tutti gli effetti, all’interno di un gigantesco sogno, di un miraggio, di un ologramma.

Ma di questo, se vorrete, ve ne parlerò.

Tratto da una storia vera

Senza un protettore,
nella terra della morte, gli esseri senzienti
sono cosi inermi!
Om mani padme hung hri.
Aga, la nuora della famiglia Gyaten di T’hromt’hog, era nel fiume dei morti di color marrone, il fiume senza guado,
e soffriva di una pena inimmaginabile. Questo era il risultato
finale del fatto di aver offerto del tè sporco ad assemblee di
numerosi monaci. Cantai il mantra mani e Tara la salvò, estraendola dai flutti marroni e turbinosi con una freccia ornata di nastri di seta.
Continuai verso il basso, fino a un luogo terrificante. Non vi era alcuna luce, ma un’oscurità cosi fosca da poter vedere soltanto a un braccio di distanza di fronte a me. Dall’alto cadeva una pioggia infuocata. Quella terra era fatta di ferro incandescente. Il metallo fuso scorreva in tutte le direzioni, e armi di
vario genere erano disseminate ovunque. I corpi degli esseri, in quel luogo, erano alti quasi cento braccia, e la loro pelle era nera come l’inchiostro. Urlavano con un chiasso costante, come
cento pecore femmine quando incontrano i loro cento agnelli:
«Ahime! Ahi! Oh! Ah! O padre mio, o madre mia! Aiutatemi!
Oh, come brucia!»
Quest’apparizione caotica e terrificante a un certo punto
parve dissiparsi.
Nel mezzo di un’altra vasta pianura stava un trono di ferro
nero, alto quasi quanto una casa di tre piani. Su di esso sedeva
Dharmaraja, il signore della morte. La sua forma era di un
color bruno-violaceo scuro, ed era terrificante, irato, feroce.
Gli occhi brillavano come il sole e la luna, iniettati di sangue
e lampeggianti come la folgore. Aveva verruche sulle guance
e su altre parti del volto. La parte superiore del suo corpo era
ricoperta della pelle non conciata, ancora fresca, di un elefante;
all’altezza della vita portava la pelle di un essere umano scuoiato; intorno alla parte inferiore del corpo, una gonna di pelle……

Tratto da “Delog: donne che Viaggiano oltre la morte”