La Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi è un luogo secondo cui leggenda vuole che da sempre attragga persone e personaggi, gente strana e quelli che altri chiamerebbero matti. Sto scoprendo, giorno per giorno, che è più di una leggenda: è la realtà dei fatti, ove la visione di questi personaggi può ben far credere che essi siano spuntati da romanzi, perché a dire “manicomi” si offenderebbero i pazzi.
Uno di questi incontri leggendari, è avvenuto nella navata della Chiesa, sopra cui, alzando gli occhi, si erge maestoso l’organo in legno dorato, ancora funzionante.
Di colore del bronzo, più che dorato, e dai capelli lunghi e legati è anche l’uomo che, dopo aver fatto il segno della croce, mi si avvicina, lentamente e con sguardo serio, chiedendomi, “C’è l’acqua nelle acquesantiere?”, per cui gli dico che per motivi sanitari, da dopo il Covid, alcune chiese come questa hanno deciso di non mettere più acqua. Continua a fissarmi serio per poi dirmi perentorio, “Metterò io l’acqua”, ma replico che non può farlo. Lui insiste dicendomi che quest’acqua qui dentro è stata tolta da Satana, che lui è un missionario chiamato a fare del bene e io devo collaborare con lui. Gli dico che non gestisco io il complesso, che più in là siede il custode che potrebbe prendersela con me, o anche con entrambi, al che mi risponde che non devo temere niente, perché in galera ci finirebbe lui, e nel caso ci andassi io verrebbe a salvarmi. Continua dicendomi, con uno sguardo folle, che lui deve farlo, che tanto nessuno se ne accorgerà, andrà via come non fosse successo nulla e io non lo avessi visto mai.
Durante il suo dire, il mio stato d’animo si alterna in un misto di inquietudine e stupore, ma infine faccio finta di nulla, mentre lui apre il suo zainetto, tira fuori una bottiglina e, versata un poco d’acqua nella prima acquasantiera, versata nella seconda, rimette a posto la bottiglina, zaino in spalla e mi guarda con un sorriso sornione, uno sguardo compiaciuto, fa un’alzata di sopracciglie e un cenno lieve del capo, come a dire, “missione compiuta”.
Così va via, mentre io mi dirigo dal custode che da lontano aveva visto solo movimenti strani, ma non aveva capito che stesse succedendo. Mi tranquillizza divertito, dicendomi che l’importante è che non abbia fatto male a nessuno né abbia rotto niente, e che a Sant’Anna ne arrivano di persone particolari le quali, come in questo caso, seppure nella propria pazzia, sono in buona fede; continua il nostro scambio di pensieri fino a quando il custode riceve una telefonata, così torno alla mia postazione, in navata, mentre vedo una signora avvicinarsi ad una delle acquesantiere, immergervi le dita dentro e farsi il segno della croce.
23 giugno 2025
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