Urla di piacere si alternano alle grida di dolore, sovrapponendosi al sibilo della frusta che sferza l’aria, allo schiocco secco sulla nuda pelle.Il corpo si contorce, si flette, si inarca, come se una leva invisibile lo sollevasse nel punto dove il colpo lo raggiunge. Oscilla, in quella posizione instabile in cui è costretto dalle corde, ma è l’unico movimento che gli è concesso dalla fermezza dei nodi.Non occorre toccare per vedere che liquidi ed odorosi umori escono dalla tua intimità, formando piccoli rivoli che lentamente scivolano lungo le gambe.Le ginocchia cominciano a cedere e solo i polsi sorreggono quasi totalmente il corpo. I colpi continuano, inesorabili, precisi, disegnando rossi tatuaggi sulla carne.Basta, basta!! – stai urlando. E’ la nostra parola convenuta, per chiedermi di non fermarmi… Alzo ancora una volta il braccio, fonte del piacere, prima dell’epilogo, in cui saremo un unico corpo.paulo
Non giudicare con leggerezza il male pensando: ‘Ciò non ha alcuna conseguenza su di me’. È goccia a goccia che si riempie il vaso; così facendo il male, a poco a poco si riempiono il cuore e lo spirito dello stolto.
Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.
La nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro,
ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere e a rispettare nell’altro
ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento.
~ Hermann Hesse – Narciso e Boccadoro ~
I dolori, le delusioni e la malinconia
non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore
e dignità, ma per maturarci.
Si dice che la giovinezza è l’età della speranza, appunto perché in essa si spera confusamente qualcosa dagli altri come da se stessi – non si sa ancora che gli altri appunto sono altri. Si cessa di essere giovani quando si distingue tra sé e gli altri, quando cioè non si ha più bisogno della loro compagnia.
Badolato è un comune di 3.157 abitanti della provincia di Catanzaro. Badolato è un borgo medievale situato su una collina a pochi chilometri dalla costa ionica, alle sue spalle le pre Serre Calabre.
Le origini di Badolato si devono a Roberto il Guiscardo (1080) il quale fece erigere un castello fortificato.
Nel 1269 gli Angioini concessero il feudo a Filippo il quale l’anno successivo intraprese una guerra con il Conte Ruffo di Catanzaro. Gli abitanti, rinchiusi nel borgo, vennero assediati dal Conte Ruffo il quale infine riuscì a conquistare Badolato che rimase in seguito alla sua casata fino al 1451. In seguito appartenne alla famiglia Di Francia e nel 1454 il Borgo divenne baronia dei Toraldo i quali parteciparono anche alla Battaglia di Lepanto (1571) e lo amministrarono fino al 1596.
Badolato passò poi ai Ravaschieri (1596), ai Pinelli (1692) ed infine ai Pignatelli di Belmonte (1779)[2] i quali ressero il potere fino alla fine della feudalità (1806).
Gravemente danneggiato durante la sua storia dai terremoti (1640, 1659 e 1783), Badolato venne anche colpito in epoca più recente da un’alluvione (1951). wikipedia.. io ci aggiungo la cordialità , serieta ell’ onestà delle persone…
Attraversa l’anima
come una lama
e ne sonda i paesaggi
ora mesti, ora bui
dove corvi neri come pece
gracchiano così forte
da grattarti le pareti del cuore.
Percorre deliziosi giardini
decorati da candide margherite
e scaldati da un tiepido sole primaverile.
Ma quando la sua linfa
Giunta all’apice scoppia
il foglio si macchia.
Unico tampone per tale ferita.
Sfogliando il libro delle nostre emozioni, tra le pagine accartocciate dal tempo, possiamo trovare una lacrima o un sorriso che avevamo dimenticato in fondo all’angolo degli appunti. Quei piccoli segni scritti a matita nell’ora dell’intervallo forse sono i più importanti e significativi, perché sono lì per ricordarci l’amarezza e la fatica delle esperienze passate che, nonostante tutto, ci hanno permesso di scrivere pagine fatte di pioggia, di sole, di vento e di brina… pagine di vita, pagine di noi.
Ascolta il passo breve delle cose
-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato:la tua donna.
È fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
La cattiveria nasce da sentimenti negativi come la solitudine, la tristezza e la rabbia. Viene da un vuoto dentro di te che sembra scavato con il coltello, un vuoto in cui rimani abbandonato quando qualcosa di molto importante ti viene strappato via.
Ryū Murakami – Tokyo soup]
uscendo dal prato con un vuoto dentro generi solo cattiveria
Urla di piacere
si alternano alle grida di dolore,
sovrapponendosi al sibilo della frusta
che sferza l’aria,
allo schiocco secco sulla nuda pelle.
Il corpo si contorce,
si flette, si inarca,
come se una leva invisibile
lo sollevasse nel punto dove il colpo lo raggiunge.
Oscilla,
in quella posizione instabile in cui
è costretto dalle corde,
ma è l’unico movimento
che gli è concesso dalla fermezza dei nodi.
Non occorre toccare per vedere
che liquidi ed odorosi umori
escono dalla tua intimità,
formando piccoli rivoli
che lentamente scivolano lungo le gambe.
Le ginocchia cominciano a cedere
e solo i polsi sorreggono
quasi totalmente il corpo.
I colpi continuano,
inesorabili, precisi,
disegnando rossi tatuaggi sulla carne.
Basta, basta!! – stai urlando.
E’ la nostra parola convenuta,
per chiedermi di non fermarmi…
Alzo ancora una volta il braccio,
fonte del piacere,
prima dell’epilogo,
in cui saremo un unico corpo.
Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito,
è il momento in cui tutto ha inizio. J. Morrison
Ogni giorno della vita è unico,
ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo.
Non importa se otteniamo dei risultati o meno,
se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi,
è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore. Aruki Murakami
Tutto è una lezione di vita, tutti quelli che incontri, tutto ciò che vivi,
quando ti svegli al mattino ed apri gli occhi tutto è una lezione di vita.
Fa’ che ogni esperienza diventi la tua lezione di vita.
A volte, è facile farsi trasportare dal dolore.
Se non si ottiene un lavoro che si voleva o se un rapporto non funziona,
significa solo che c’è qualcosa di migliore là fuori che ti aspetta! Stephen Littleword
Ci sono giornate in cui ti sembra di essere dentro ad un treno in corsa, ti piacerebbe poter scendere ad una fermata, fare due “paroline” con le amiche
reali o virtuali, ma il treno corre corre, e tu non hai altra scelta che aspettare la prossima fermata, ed allora, potrai scegliere come
occupare il tuo tempo.
Però tra una fermata e l’altra il mio pensiero vola libero per arrivare a te che stai leggendo.
Trova l’anima grande che è in te.
Vivi apprezzando te stessa e osserva silenziosamente il mondo…
nel silenzio e nella calma del cuore
riuscirai a vedere chiaro e a percepire
l’amore delle persone che ti vogliono bene davvero.
Accoglile in te, apprezzale ed amale.
E’ incredibile come certe persone riescano ad entrarti nel cuore, tu nemmeno te ne accorgi, ma ti incidono il loro nome con una forza tale che anche a distanza di anni quel nome è ancora lì, come una carezza indelebile, di quelle che ogni volta che la guardi, d’improvviso si forma un sorriso nel viso come nel cuore, e nonostante le mille prove a cui ti ha sottoposto la vita ti accorgi in quei momenti di quanto esista ancora in te una parte fragile e allo stesso tempo piena d’Amore, forse l’unica parte dove le sfide della vita non sono riuscite ad entrare. Una parte dove risiede il meglio di me. Quella parte che voglio donare a te che sei per me una persona speciale.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po’ di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l’uomo ed una il cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l’aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
ANGELO BRANDUARDI Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi. Che cosa c’é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette: se tutti fanno, lui smette? Chi manomette le tette della scultura ne ignora l’amore e la cura, ciocca dopo ciocca mi son fatto ‘sta capigliatura, come un tiranno tra le mura non ho paura. C A P A, no fregatura, monnezza pura, senti che attrezzatura: é la mistura che infuria nella fitta sassaiola dell’ingiuria.
Mente … spudorata-mente … La mente mente quando non riesce a dominare il cuore.
Ognuno, di se stesso, vede quel che vuol vedere.
Il passato ha le sue colpe, il presente ha i suoi talenti, il futuro ha le sue virtù. Vai oltre le colpe, scopri i tuoi talenti e corri alla conquista delle virtù.
Le ali del pensiero sono l’ascolto, ma ascolta soltanto chi è sceso nelle profondità del cuore, allora si può volare con la ragione ed ascoltare con il peso o forza dell’emozione. Niente è più pericoloso che i pensieri senza emozioni e niente di più nocivo che le emozioni senza ragioni. L’essere maturo quindi sa avere la testa tra le nuvole ma coi piedi per terra: equilibrio perfetto tra cielo e terra.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (Pablo Neruda)
Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli.
Tento ogni giorno di mordere la vita nonostante lei ad ogni alba mi risputa nel mondo con il corpo sempre un po’ più dolorante e l’anima sempre più sgualcita.
Nella corsa per la vita tutti vogliamo far il ruolo del cane o, perlomeno, quello del gatto, ma essa ci coarta a fare anche quello del topo affinché scopriamo e, magari, capiamo qual è il vero spirito del gioco.
Per chi va e per chi viene, per chi vive partenze come danze bizzarre, come le farfalle che volan di fiore in fiore, come chi non si ferma mai ed ha in mente sempre lo stesso viaggio.
Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l’assolu
to di un abbraccio gioioso.
La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d’attesa inquieta d’amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d’amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.
Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d’ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
piccola premessa , io bio vado spesso in bicicletta sono in possesso di una cube
e percorro le molteblici piste ciclabili del territorio cove vivo ( vercurago lecco)
questa mattina alle 6,30 sono andato in garage a prendere la bici per preparami per un paio d’ore di pedalate .
mentre mi preparo arriva un mio vicino di casa che si apprestava ad andare al lavoro , anche lui un ciclista della domenica come me . lui guarda la mia bici facento un bel apprezzamento sulla qualità del mezzo, io ringrazio e poi lui mi dice che è in possesso di un’applicazine sul suo android che ti consente di visionaree i km fatti , le calorie bruciate e la mappa dei luoghi dose sei stato. io ringrazio per l’informazione e parto, al mio ritorno a casa chedo a mio figlio lorenzo di anni 11 se mi da il suo telefonino android ( il mio è un seplice rottane ) per vedere di scaricare da internet l’applicazione del ciclista … lui partendo da lontano ( sapendo di avere il vetro del cellulare rotto , cosa a me sconosciuta )mi dice … senti papà ti devo dire una cosa …. 🙂 🙂 ti ricordi quando la mamma a messo la cera ( sul pavimento ) ma tanta cera ….. 🙂 🙂 piccolo delinquente 🙂 🙂
Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.
Architetture dei rapporti, (l)inge(gne)rie umane, malinconiche gangbang e fistfucking emozionali. Insomma, oscene ovvietà scritte con una quarta di seno!
Comunicare - Spiegare quello che è il mondo che tanto amo e tanto odio allo stesso tempo... Vespa e non vispa perchè potrei decidere anche di punzecchiare qualcuno/qualcosa... Stay tuned!