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Las extraordinarias aventuras de Joshua Russell y de su amigo Robot
10 commenti | Tag: alienígenas, Antonio Tomarchio, aventuras, ciencia ficción, robot | Pubblicato in: Libri
Il mio nuovo libro
Sono stato un po’ assente dal mio blog per impegni di lavoro ma ho trovato il tempo per scrivere un nuovo libro. Ho notato che il personaggio di uno dei miei racconti è stato particolarmente apprezzato dai miei lettori e così ho deciso di continuare i primi racconti, già pubblicati, e fare un’unica storia che raccontasse la sua vita. “Le straordinarie avventure di Joshua Russell e del suo amico robot” è il racconto della vita del piccolo Joshua che avete già conosciuto e apprezzato nel mio libro “Il Robot” e nel sequel “Il mostro”. L’e-book ha un prezzo molto basso, costa soltanto 4.99€ e spero che lo apprezziate tanto quanto i primi due.
Sto tentando di farlo tradurre in inglese e spagnolo per dare la possibilità di leggerlo anche agli amici che mi seguono dagli USA e dal Sud America. Quando ci sarò riuscito, ve lo comunicherò. Intanto vi faccio leggere la prefazione e vi copio i link per poterlo acquistare.
A presto.
“Un ragazzino geniale, appassionato di robotica, diventa amico di un robot alieno col quale crescerà vivendo avventure incredibili e lottando per salvare il mondo da pericolosi alieni. La vita, le passioni e le avventure di Joshua Russell sono raccontate in un intreccio di cospirazioni, pericoli e insidie per il nostro pianeta. Emozioni, amicizia e suspense si mescolano con argomenti importanti come l’ecologia, la guerra, i rischi della tecnologia per la vita umana ma soprattutto con l’etica e l’onore. Le vicende della vita del protagonista e dei suoi amici vi faranno sorridere e commuovere ma anche riflettere sul futuro della Terra, sempre più sovrappopolata e inquinata. Sarà impossibile non immedesimarsi con i personaggi narrati e non condividere le loro emozioni.
Il racconto comincia nel 2071 ed è ambientato in America. Joshua è un ragazzino di quindici anni ma già ricco e famoso per aver inventato, a soli nove anni, una batteria rivoluzionaria in grado di far muovere i robot per molte ore. Il piccolo genio ha la passione per i tornei di lotta tra robot e cerca da anni di costruirne uno in grado di vincere. Mentre sta provando il suo ultimo automa, Joshua incontra uno strano robot che prima tenterà di ucciderlo, ma, in seguito, diventerà il suo migliore amico e il suo compagno di avventure e lo aiuterà a salvare il mondo da una pericolosa minaccia aliena.
Joshua, ormai adulto, dovrà affrontare nuove sfide che lo porteranno a combattere una guerra su altri pianeti contro nuovi nemici e saranno le sue decisioni, le sue invenzioni e il suo coraggio a decretare il futuro dell’umanità”.
https://www.traduzionelibri.it/bookstore/default.asp?route=product/search&search=9788893983396
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4 commenti | Pubblicato in: Nessuna Categoria
Come dentro un sogno.
Come dentro un sogno

Adesso te ne vai via
e lasci la tua assenza
a farmi compagnia.
La osservo con tristezza
mentre mi strazia il cuore
con la sua dolcezza.
Non finisce mai il giorno
e le ore sono così vuote
mentre aspetto il tuo ritorno.
Non mi basta il tuo sapore
né il ricordo di te,
voglio sentire il tuo calore.
Aspetto le tue mani
per sentirti vicino,
per averti anche domani.
Mi manchi da morire
e la tua assenza
mi fa tanto soffrire.
Ho bisogno di sperare
per sentire che vale la pena
di restare ad aspettare.
È di te che ho bisogno
mentre resto sospeso
come dentro un sogno.
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24 commenti | Tag: amore, assenza, blog, frasi amore, Italy, mi manchi, pensieri, poesia, Poesie, poesie d'amore, wordpress | Pubblicato in: Poesie
Lo lascio annegare

I fari nella notte illuminano il mare,
brillano le onde
mentre la luna comincia a calare.
Ho le scarpe piene di sabbia
le mani vuote di te
e non so spiegare questa rabbia.
Ho aspettato per vederti,
ho aspettato per parlarti
ma adesso è troppo tardi.
Sento l’acqua alla gola,
sento il sapore del sale,
ripenso a quel dolore
mentre lo lascio annegare.
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5 commenti | Tag: amore, dolore, luna, mare, poesia, Poesie | Pubblicato in: Poesie
Minus habens e Grullophitecus

Grazie al Grullophitecus Dementis abbiamo scoperto che gli scienziati che inventarono i vaccini, quasi due secoli fa, non lo fecero per salvare l’umanità dalle malattie ma per far sì che le case farmaceutiche del 2017 si arricchissero. Abbiamo scoperto che le trasmissioni TV vanno chiuse quando parlano male del Mò-vi-mento e vanno difese quando sostengono una loro tesi. Abbiamo scoperto che i giornalisti sono bravi solo se sono dei lacchè a cinque stelle, che i mari sono popolati dalle sirene (quelle delle ambulanze?), che la Terra è piatta e Galileo Galilei era un cialtrone. Abbiamo capito che, se stai male e il tuo medico non ti ha ancora curato, devi rivolgerti ai guaritori, ai ciarlatani, ai cartomanti e alle fattucchiere, mai provare con un medico più bravo. Allo stesso modo, se i politici ti hanno deluso, non devi rivolgerti ad altri politici ma ai comici, ai disoccupati senza esperienza, ai millantatori, ai buffoni che non sanno l’italiano, che confondono il Venezuela col Cile, che vorrebbero risolvere i problemi economici stampando banconote. Consegnare la tua vita o quella dei tuoi figli in mano a un guaritore con la quinta elementare o il futuro dell’Italia a incompetenti ignoranti e incapaci è la stessa cosa. Cosa ne sanno i minus habens di cosa è meglio per il nostro Paese? Gente che ha votato Berlusconi dicendo “è un bravo imprenditore, proviamolo” e ci ha fatto vivere i peggiori venti anni della storia democratica italiana. Questi stessi geni, al grido “ha stato il PD” vorrebbero che un Giggi Dimail, un quivis de populo che vendeva biglietti allo stadio, governasse la settima potenza economica del mondo. Il vostro masochismo sarebbe esilarante se non ci portasse a una decrescita infelice e alla perdita di diritti acquisiti. Avere al governo dei burattini teleguidati da un comico e da un losco figuro ereditiere di una S.r.l., non è la mia scelta e non lo sarà mai. Io scelgo chi propone e non chi incita all’odio, scelgo i progressisti non gli oscurantisti, i conservatori, i reazionari e i retrogradi.
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13 commenti | Tag: cinque stelle, DiMaio, grillini, grillo, grullini, m5s, movimento, politica | Pubblicato in: Attualità
Libertà
LIBERTA’
Ho visto in cielo liberi voli,
in mare liberi spruzzi,
nei prati libere corse,
ho visto nella mia vita
libere catene stringermi i polsi
e infiniti chiodi
crocefiggermi al palo
della mia eterna tristezza.
Voglia di libertà
Vorrei poter suonare ancora un po’
E poi seguirti fino in capo al mondo
Mi vestirei di stracci come so
E sarei pronto a fare il vagabondo e a raccontare a tutti il mio passato
Che è un campionario di mediocrità
Ad accettare tutto mi è costato
E ho perso te che amo, libertà.
Per te io vincerei questa paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
Mi specchierei ma senza ipocrisia
Nell’acqua dove affonda la bugia
E laverei dal cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
Mi vedi un po’ indeciso ma che importa
Mi basterà varcare quella porta
E un mondo nuovo si aprirà davanti, incerto ma pulito dagli inganni
E non avrò nessuno a cui badare, nessuno che mi chiamerà papà
Non una donna da dovere amare
Ma un solo amore la mia libertà.
Però dovrei buttare la paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale dove regna chi bara e non chi vale
Specchiarmi e farlo senza ipocrisia nell’acqua dove affonda la bugia
Lavare dal mio cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
È facile parlare ma il coraggio se non l’hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare
Se libertà vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà
Allora cara amica mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua a sopportare ancora la paura
Di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
A volte servirà l’ipocrisia, a volte qualche piccola bugia
Ma non si sta poi male in questa fogna
Se sai nascondere bene la vergogna.
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9 commenti | Tag: canzoni, Libertà, musica, Pierangelo Bertoli, Poesie, voglia di libertà | Pubblicato in: Musica
Dedicato a Dj Fabo
Ho sempre pensato che il nostro corpo sia un tempio, un’opera d’arte da curare e rispettare. Non ho mai capito chi lo deturpa con tatuaggi e piercing né chi lo distrugge con fumo, droga, alcool o eccesso di cibo. Ancora di meno capisco chi tenta di uccidersi con sport estremi, chi rischia la propria vita e quella degli altri guidando come dei pazzi in auto o in moto. La vita è il bene più prezioso che abbiamo, forse l’unica cosa veramente importante che ci viene regalata, ma penso anche che siamo padroni della nostra vita e dovremmo avere il diritto di abbandonarla quando vogliamo soprattutto se non è più dignitosa o vivibile. Ho scritto questa poesia pensando a questo ragazzo che amava la vita e ha voluto viverla intensamente. Dj Fabo ha avuto la sfortuna di restare paralizzato e cieco dopo un incidente e ha chiesto di morire, di smettere di soffrire e di vivere una vita vuota e inutile. So che i cattolici diranno che la vita è un dono di Dio e che solo lui può togliercela ma voler imporre agli altri la rinuncia alla facoltà di decidere per se stessi equivale a quello che fanno i mussulmani imponendo il burka a tutte le donne. Ognuno ha il diritto di decidere secondo coscienza e non secondo leggi di religioni cui non crede.
Il mio corpo è una gabbia.
Il mio corpo è una gabbia,
imprigiona la mia anima
ma non ferma la mia rabbia.
Questo corpo è una catena
che chiude le mie ali
e accresce la mia pena.
Questa carne mi preclude l’infinito,
m’impedisce di volare,
di toccare il cielo con un dito.
Io vorrei guardare
la luna e il sole,
sentire il freddo e il buio
dentro il cuore,
nuotare dentro il vuoto
che riempie l’universo,
respirare polvere di stelle
e non sentirmi perso.
Questo corpo m’inchioda al pavimento,
posso soltanto sperare
che passerà questo momento,
che dopo questa vita
riprenderò a volare
senza più sentire la fatica.
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25 commenti | Tag: diritto di decidere, Dj fabo, eutanasia, Fabo, la vita è nostra, morte assistita | Pubblicato in: Attualità, Poesie
Post in silenzio
Seguo con apprensione le vicende che stanno accadendo nel nostro centro Italia e innanzi a tanta sofferenza e a tante piccole e grandi tragedie che stanno vivendo i nostri connazionali, speravo che, almeno in quest’occasione, non ci fossero i soliti imbecilli a fare dello sciacallaggio sulle altrui disgrazie. Vorrei che gli italiani si unissero nella solidarietà e apprezzassero il lavoro immane che volontari, esercito, vigili del fuoco, protezione civile, stanno facendo in condizioni impossibili contro una natura ostile che, mai come in questi giorni, sta scatenando la sua furia su questi poveri paesi.
Invece gli imbecilli non mancano mai, chi per esibizionismo, chi per raccogliere “Like” da altri imbecilli, chi per racimolare qualche consenso o voto in più, in tanti hanno approfittato della tragedia per colpire il governo o la protezione civile accusandoli di ritardi nei soccorsi. Altri imbecilli razzisti invece hanno colto l’occasione per prendersela con i migranti. Spero che una giustizia divina colpisca questa gente senza pudore né dignità e faccia provare loro quello che donne, anziani e bambini stanno provando in questi stessi istanti.
Io mi limiterò a pubblicare qualche foto per far capire a questi inutili idioti quanto siano meschini e schifosi, sperando che le loro povere menti siano in grado di capire.


Lo sciacallo
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14 commenti | Tag: Italia, migranti, rigopiano, Salvini, terremoto | Pubblicato in: Nessuna Categoria
Com’è strano l’amore
Lo senti com’è strano il mare
col suo infinito dondolare?
Ti prende tra le sue braccia
e sembra ti voglia cullare.
Lo vedi com’è strano il cielo
che si veste d’azzurro e di nero?
Che ti bagna, ti scalda
e ti regala un sorriso vero.
Lo vedi com’è strana la vita?
Che fra cielo e mare
ci dona gioia e dolore
e una speranza infinita.
Lo vedi com’è strano l’amore?
Ti salva quando stai per morire,
ci lascia, ci riprende,
ci rende felici per poi farci soffrire.
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9 commenti | Tag: amore, cielo, dolore, gioia, mare, morire, vita | Pubblicato in: Poesie
La costruzione di un amore
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane.
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare.
La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole
Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lì
e che non fa male
E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare
Dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando farai portare via
la mia sola fotografia
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
Sono io e sono qui
e mi meraviglia
io qui stretto fra le mie braccia,
no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire
Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
Sono io e sono qui
e mi meraviglia
io qui stretto fra le mie braccia,
no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
Sono io che guardo questo amore
che si fa grande fino il cielo
come se dopo tanto amore bastasse e
ci fosse ancora cielo
E tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
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3 commenti | Tag: ivano fossati, la costruzione di un amore | Pubblicato in: Musica
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