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L'Anti-Stronza | Il salone delle velleità nel falò delle amenità
Che cosa accomuna quei patetici bignamini su come diventare una “perfetta stronza”, riservati alle aspiranti tali, dalle insulse rivistine di gossip per ‘signore’ che mortificano l’intelligenza di qualsiasi essere mediamente senziente?
Capita, quando nella vasta gamma del mazzo scegli sempre lo stesso insopportabile narciso, l’esibizionista innamorato unicamente dei suoi bicipiti anabolizzati, che passa tutto il tempo a parlare di se stesso in un crescente delirio di auto-esaltazione, ammorbando tutti i presenti con le sue millanterie, ma affascinando TE, che in altri frangenti (no, per carità!) non lo degneresti di uno sguardo neanche se fosse l’ultimo sopravvissuto sulla terra, ma che stranamente in questa (ennesima) eccezione ti suscita vibrazioni che proprio non sai spiegare…!
Sarà il caso di mettere in chiaro che:
Oddiò! L’imbecille che ancora carica le sue canzoncine preferite su you-tube e poi ti invia il link per condividerle con te?!? Che si fa umiliare in pubblico davanti a tutti e si improfuma e ripulisce come una vecchia baldracca ad ogni appuntamento, per farsi pure dare il due di picche?
Rovistando in giro per la rete ho trovato questo meraviglioso dialogo.
Shopping natalizio tra orde di deficienti in frenesia da ultimo regalo e mocciosi urlanti, per la festa più falsa e ipocrita dell’anno. Pomiciate sotto il vischio che ti punge il collo e pure la cazzo di canzoncina a mezzanotte. L’orrore indescrivibile del filmaccio melenso e plastificato con due pupazzi dalla faccia da ebete, che si scambiano smancerie, più finti di Barbie e Ken. La SPA tra i monti, che fa tanto Orso Bruno e Vodafone...relaaax!
Cosa?Cosa?Cosa? Madri che comprano libri ai figli e che non siano “disdicevoli” da trovare in giro????Pargoli che si presuppone abbiano raggiunto la maggior età, ma evidentemente leggono ancora Topolino. Così, tanto per non correre rischi e destare “scandalo” tra una visita e l’altra.
Come diventare bella, ricca e stronza… La magnifica stronza… Stronza e felice… Sono stronza e me ne vanto… Manuale della perfetta stronza… Stronza e orgogliosa di esserlo…
Ma va da sé, “stronza” è diventata il modello di riferimento ed il termine prediletto nel quale si identificano migliaia di pulzelle più o meno avvizzite, convinte che ciò faccia incredibilmente “donna moderna”: sempre un passo indietro coi tempi che fuggono via, insieme agli anni e agli uomini che giustamente le piantano in asso non potendone più.
L'Anti-Stronza
Il salone delle velleità nel falò delle amenità
Apologesi
Che cosa accomuna quei patetici bignamini su come diventare una “perfetta stronza”, riservati alle aspiranti tali, dalle insulse rivistine di gossip per ‘signore’ che mortificano l’intelligenza di qualsiasi essere mediamente senziente?
Sono in massima parte scritte da uomini. Sono totalmente inutili. E hanno prezzi irrisori, tanto da non far pentire l’incauto acquirente per il denaro buttato.
Peggio di un uomo che crede di sapere tutto delle donne, a tal punto da avere la presunzione di dire loro come comportarsi e gestire la propria femminilità, ci sono solo le donne convinte di conoscere alla perfezione gli uomini, tanto da parlare in loro vece per interposta persona.
Per la serie: “la donna che non deve chiedere mai” (come la pubblicità di un dopobarba a buon mercato), non potevamo non condividere questo piccolo assaggio apologetico, di una che evidentemente ha capito tutto e per dirlo si immedesima nella controparte maschile, che naturalmente:
“nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire” (!)
Ah bellaaa! Ma chi te se ‘n..^#*?!?
“Noi (Noi??Ma parla per te!) uomini siamo così insopportabilmente chiari, così palesi, abbiamo una tendenza incomprensibile e autolesionista a raccontare ogni minimo dettaglio di noi stessi.”
Capita, quando nella vasta gamma del mazzo scegli sempre lo stesso insopportabile narciso, l’esibizionista innamorato unicamente dei suoi bicipiti anabolizzati, che passa tutto il tempo a parlare di se stesso in un crescente delirio di auto-esaltazione, ammorbando tutti i presenti con le sue millanterie, ma affascinando TE, che in altri frangenti (no, per carità!) non lo degneresti di uno sguardo neanche se fosse l’ultimo sopravvissuto sulla terra, ma che stranamente in questa (ennesima) eccezione ti suscita vibrazioni che proprio non sai spiegare…!
E di cosa mai parlerà di così speciale, per essere tanto irresistibile?
“Della masturbazione, le partite alla Play Station, le scopate nei cessi degli alberghi, le sigarette di troppo.”
Sarà il caso di mettere in chiaro che:
a) un uomo non parla MAI della masturbazione. Specialmente se si tratta della propria. A meno che, nella migliore delle ipotesi, non voglia essere marchiato a fuoco dai suoi ascoltatori come uno sfigato (anche un po’ schifoso) da evitare. Oppure, nel caso peggiore, come un segaiolo frustrato da prendere per il culo fino alla morte.
b) “Le partite alla Play-Station”?!? Ti prego! Lo voglio proprio conoscere un demente simile! Uno che si vanta delle sue prestazioni ludiche con un joypad…
Sapessi!? Oggi mentre giocavo a winning eleven ho segnato un goal di rovesciata dopo aver smarcato tutta la metà campo senza mai fare un passaggio!
Non che la categoria brilli per doti particolari, ma nonostante tutto è difficile trovare deficienti a simili livelli!
c) “Le scopate nei cessi degli alberghi”. Di solito, in assenza di meglio, si usa l’auto coi sedili ribaltati. Se si sceglie invece l’albergo, a parità di tariffa, per praticità e comodità si usa il letto e non il cesso.
d) “Le sigarette di troppo”. È l’argomento tipico di chi non ha niente da dire. Un po’ come gli inglesi che parlano del tempo. Ma è anche un modo elegante per dire: “mi sto annoiando a morte”.
“Le donne, invece – ah, le donne -, sono così maledettamente donne proprio quando mantengono un velo di ambiguità, quando dimostrano di avere certi angoli oscuri che no, mi dispiace, muro, traversa, senso vietato, di qui non si passa. Ed è per questo che sono sempre stato allergico alle donne con cui il rapporto è chiaro.”
I primi tempi forse… quel tanto di pazienza fisiologica che serve e viene capitalizzata fino alla prima scopata. E continua fintanto che dura. Poi ‘sto cronico tirarsela, fatto di rimproveri silenziosi, bronci, e tutte quelle irritanti manifestazioni tipiche del disturbo bipolare, finiscono invariabilmente per stroncare la sopportazione di qualsiasi persona mentalmente sana che non sia votata al martirio.
“No, gente, non ci siamo, qua sono io quello che deve prendere le tranvate in faccia, sono io quello che deve sputare lacrime e sangue, sono io a dover camminare in equilibrio sul sottile filo che divide il successo dalla figuradimmèrda.”
Si certo, per poter assaporare il gusto della “conquista”… E diventare uno stalker seriale in caso di fallimento.
“La donna è fatta per essere mistero, e tu, della donna, non devi mai sapere.”
Dopo sei mesi di condivisioni e frequentazione ininterrotta di una donna (ma anche delle persone in generale) sai già tutto. Non foss’altro perché la maggior parte delle persone ama parlare di se stesse. E se non le interrompi mai, ti raccontano praticamente tutto! Quello che non ti dicono, se hai un minimo di empatia, tendi a comprenderlo per intuito. I segreti inconfessabili (Epatite? Sifilide?) non nascondono mai niente di buono.
“Ed è proprio in quest’ottica che io amo la donna stronza. Stronza. Quella che – ah, la donna stronza – non solo chiude a doppia mandata qualche decina di stanze della sua vita, ma ti piglia anche a calci nel culo se provi a entrarci.”
Brutalmente, mettiamo in chiaro la semplice realtà: all’atto pratico, la “stronza” porta in dote due buchi, che si usurano in fretta e richiedono una manutenzione costante; di solito ne concede uno soltanto, centellinando le occasioni. La “stronza” la sopporti fintanto che è giovane e bella. Superato un periodo di tenuta temporale più o meno lungo, trascorsa la giovinezza e sfumata la bellezza, rimane solo la “stronza” (ancor più inacidita dagli anni) e non vedi l’ora di rottamarla al più presto!
“Quella che gioca con i tuoi sentimenti, che i ritmi del rapporto li decide lei, che non si fa problemi a smerdarti davanti a tutti, che non ascolta le canzoni che le linki sul Tubo, che rifiuta ogni invito a un concerto perché non le piace il gruppo, che ti essemmèssa dieci minuti prima che tu stia uscendo di casa per andare a prenderla, improfumato, intriso di lavanda, per dirti che no, stasera sono stanca, facciamo un’altra volta.”
Oddiò! L’imbecille che ancora carica le sue canzoncine preferite su you-tube e poi ti invia il link per condividerle con te?!? Che si fa umiliare in pubblico davanti a tutti e si improfuma e ripulisce come una vecchia baldracca ad ogni appuntamento, per farsi pure dare il due di picche?
Ma davvero esistono simili lombrichi?! E vi piacciono?!??!?
“E tu là, con la lingua penzoloni, a dipendere dal tuo personalissimo battiscopa.”
Si chiamano zerbini. Alcuni girano con una scopa in culo e ramazzano la stanza a comando.
Pubblicato in Ecce Homo con tag Ammmooooreee, Appuntamento, Corteggiamento, Donne, Stronza, Uomini, Zerbino | Lascia un commento
REGRESSIONI CHIC
Martino Ragusa, psichiatra, teorico del “superficiale”, ed esteta del post-bon-ton, a proposito di regressioni culturali che ormai imperversano compiaciute in rete (vetrina di ogni esibizionismo), prendendo atto in tempi ormai lontani che il fenomeno era irreversibile, 20 anni or sono ebbe a scrivere un illuminante catalogo sulle regressioni (che almeno fossero “chic”!):
Se non potete fare a meno di regredire con comportamenti infantili, almeno fatelo con consapevolezza. La gamma di regressioni possibili è ricchissima, individuate quella ideale, ricordando che la coscienza accurata del proprio tipo di infantilismo è l’unico segreto per regredire con stile.
SINDROME DI PETER PAN. Con la più classica delle regressioni si può stare tranquilli. Il Peter Pan è il più simpatico e il più innocuo tra tutti i nostalgici della giovinezza. Non è mai un opportunista come il “boy-scout” e non è un esibizionista insopportabile come la “giovane marmotta” (vedi oltre). Il Peter Pan è un bambinone vero, un eroe innocente e puro, che non adopera le sue risorse infantili per ottenere vantaggi concreti, ma solo per combattere il suo grande nemico: il tempo. Da lui non abbiamo niente da temere perché la sua sola preoccupazione è di buttarsi in qualsiasi avventura che non sia quella della sua crescita. Il potere non lo interessa e perciò non manipola, non strumentalizza e non sfrutta.
SINDROME DEL BOY-SCOUT E DELLA GIOVANE MARMOTTA. Questi altri eterni adolescenti vanno assolutamente distinti dal Peter Pan perché presentano qualche pericolosità sociale. Eccovi un test casaligno facile-facile per riconoscere e differenziare i tre tipi di regressione. Date al soggetto un trenino elettrico: il Peter Pan ci giocherà; la Giovane Marmotta farà un’insopportabile ruota nozionistica sulla storia della locomotiva, dal primo stantuffo alla monorotaia; il Boy-Scout lo ignorerà, perché un trenino elettrico non ha un apprezzabile uso politico, non è simpaticamente aggregante, non può essere suonato accanto al fuoco né arrostito sulla brace, non inneggia al valore della famiglia unica, non porta voti, non è anti-abortista, non lo si può disintossicare né recuperare, non ha la faccia pulita e non va in chiesa.
SINDROME DELLA PICCOLA FIAMMIFERAIA. Il quadro clinico consiste in una insopportabile pseudo-umiltà e un’irritante finta innocenza, usate per nascondere un divismo sfrenato e un’ambizione smisurata.
La Piccola Fiammiferaia “piange e fotte” e si riconosce a vista, perché porta stampata in faccia l’espressione di una che stia dicendo: “Mettetemelo in mano voi perché io, poverina, non ci vedo bene”.
SINDROME DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. Colpisce moltissimo le donne americane e le poche italiane convinte che la cronica espressione di stupore infantile sia il segreto di un irresistibile sex-appeal. L’Alice di ogni età si meraviglia per qualunque cretinata colloquiale voi diciate. Per esempio, alla comunicazione “faccio il ragioniere” (o anche il bidello, l’ingegnere, il barista), strabuzzerà gli occhi, fingerà un malessere e urlerà con espressione nauseata: “Davvero?!”.
SINDROME DELLA BELLA ADDORMENTATA. Possiedono una faccia di bronzo che solo alcuni adolescenti riescono ad avere. Le Belle Addormentate riescono a dire e a fare le cose peggiori con uno straniamento assoluto, senza mai essere minimamente sfiorate dal senso del ridicolo, e con un automatismo mentale che ha del paranormale, come se fossero in trans o telecomandate.
Pubblicato in Catologhi con tag Bella Addormentata, Bon Ton, Boy-scout, Giovane Marmotta, Martino Ragusa, Peter Pan, Piccola Fiammiferaia, Regressioni
Il “fidanzato” ideale
Rovistando in giro per la rete ho trovato questo meraviglioso dialogo.
Vorrei dire “immaginario”, ma temo sia drammaticamente reale!
La nostra Prescelta merita. Sa scrivere. Ha un suo stile…
E ci ricorda i danni irreparabili della vita di provincia.
«Devo trovarmi un fidanzato! Perché? Per fare determinate cose. Cose tipo darsi un bacio sotto al vischio, guardare le vetrine di Natale con quell’aria romantica nelle ciglia che fanno su e giù, stringersi a qualcuno mentre suona la canzoncina della mezzanotte, andare al cinema per vedere il classico film d’amore con lieto fine, fare un fine settimana per due in una spa sperduta tra i monti.»
A me già viene da vomitare solo al pensiero!
«Ah, capisco. Quelle cose che di solito non si fanno con gli amici. Beh, alcune delle cose che hai detto richiedono soldi. Tutte insieme richiedono, sicuramente, avere dei soldi.»
Ecco e là ti volevo! L’amore è cieco, ma ci sente benissimo: se hai il portafoglio pieno e che tintinna è meglio.
«Vuol dire che me lo troverò ricco!»
«Uhm, sbagliato. Devi trovarlo benestante, sono due cose diverse.»
«Cioè?»
«Cioè devi trovarne uno che era ricco già di suo e che dunque abbia avuto modo per sviluppare sensibilità alle cose che dici. Altrimenti rischi di trovarne uno che per diventare ricco non ha mai trovato il tempo per fare nessuna di queste cose e nemmeno tempo per pensare che potessero essere gradevoli.»
Shopping natalizio tra orde di deficienti in frenesia da ultimo regalo e mocciosi urlanti, per la festa più falsa e ipocrita dell’anno. Pomiciate sotto il vischio che ti punge il collo e pure la cazzo di canzoncina a mezzanotte. L’orrore indescrivibile del filmaccio melenso e plastificato con due pupazzi dalla faccia da ebete, che si scambiano smancerie, più finti di Barbie e Ken. La SPA tra i monti, che fa tanto Orso Bruno e Vodafone...relaaax!
No, bimba. Certe cose prescindono dal reddito. Non ti ci abitui manco dopo un milione di anni!
«Quindi uno ricco di famiglia?»
«Sì, possibilmente orfano, e che per sentirsi meno solo abbia preso l’abitudine di leggere.»
«Perché, quelli che non sono orfani non leggono?»
«Può darsi di sì, ma di solito i libri glieli comprano le madri. Oppure comprano libri che per le madri non sia disdicevole trovare in giro. Cosa credi, sia facile trovarne uno con cui puoi condividere invece che sopportare?»
Cosa?Cosa?Cosa? Madri che comprano libri ai figli e che non siano “disdicevoli” da trovare in giro????Pargoli che si presuppone abbiano raggiunto la maggior età, ma evidentemente leggono ancora Topolino. Così, tanto per non correre rischi e destare “scandalo” tra una visita e l’altra.
Ma chi cazzo frequentate??? L’asilo nido? Condividere invece di sopportare… Come minimo prendi uno e trovi due: una suocera all’ennesima potenza, talmente disdicevole da frugare persino nella libreria del figlio/fidanzato deficiente. E questo sarebbe l’uomo (si fa per dire) ideale?
Per cominciare…
Come diventare bella, ricca e stronza… La magnifica stronza… Stronza e felice… Sono stronza e me ne vanto… Manuale della perfetta stronza… Stronza e orgogliosa di esserlo…
Nell’eterna guerra dei sessi l’ultima strategia dell’altra metà del cielo è di rendersi più odiosa di quanto già non le riesca al naturale. E pensa pure che esista un metodo ‘scientifico’ per riuscire nell’impresa. “Stronza” è diventata sinonimo di donna intraprendente, dinamica, vincente…
Sarà, ma il significato di “stronza” è uno solo. E non lascia spazio ad equivoci.
Eliminate le manfrine, le velleità letterarie, le cazzo di poesie, le arie da virago in carriera, per usare una vera citazione d’autore, sarà il caso di ricordare alle dirette interessate il significato originale della parola:
solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda
Ma va da sé, “stronza” è diventata il modello di riferimento ed il termine prediletto nel quale si identificano migliaia di pulzelle più o meno avvizzite, convinte che ciò faccia incredibilmente “donna moderna”: sempre un passo indietro coi tempi che fuggono via, insieme agli anni e agli uomini che giustamente le piantano in asso non potendone più.
Nell’orgogliosa categoria della stronza recidiva predomina la nevrotica in eterna depressione, coi suoi blog listati a lutto, mentre si auto-commisera dalla mattina alla sera. Povere frustrate e vecchie zitelle inacidite dagli anni, che poverine sono convinte di essere speciali, come se fossero l’ultima donna rimasta sul pianeta. Il dramma peggiore è che si prendono maledettamente sul serio. E in attesa del principe azzurro, salvo poi scoprire che è gay, e che non arriverà mai, stanno lì a sciorinare giudizi sui “maschi” tanto cattivi e superficiali che non capiscono quanto siano uniche e straordinarie, perennemente insoddisfatte, col broncio dell’eterna incompresa, consolandosi con lo specchio magico a cui chiedere chi è la più stronza del provider.
E poi si chiedono pure perché nessuno è disposto ad accollarsele!
Fortunatamente, Iddio per rimediare ai danni di una creazione imperfetta ha inventato anche la Prostituzione, la Pornografia, e la Masturbazione.
Pubblicato in Uncategorized con tag Donna, Frustrate, Maschi, Nevrotiche, Principe Azzurro, Stronza, Uomini | Lascia un commento
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