Il genitore narratore è un tipo di persona che, quando gli viene fatto un’osservazione sulla condotta del figlio, non si scompone minimamente ma, una volta finito di ascoltare le rimostranze dei docenti, prende a sua volta la parola, per ridarla indietro dopo un tempo piuttosto lungo.
Il genitore narratore non è una persona che alza la voce, si altera e risponde stizzito agli insegnanti che lo hanno convocato per informarlo dell’andamento del figlio, ma oppone agli eventuali rilievi la forza delle sue argomentazioni.
Così, se a tale arguto prosatore viene fatto presente che il suo pargoletto arriva regolarmente a scuola in ritardo, egli può rispondere quanto segue: “Ha perfettamente ragione, professoressa. Stamani ci eravamo alzati anche prima del solito. Siamo riusciti a fare colazione con grande calma e parlando diffusamente degli impegni che attendevano il ragazzo nel corso della giornata: la scuola, lo sport, l’uscita con gli amici, la visione del film stasera, ecc.
Poi mio figlio è andato a farsi la doccia e, pensi che sfortuna, l’acqua ha cominciato a venire non in modo copioso ma come un esile rivolo e, ne converrà anche lei, i tempi si sono allungati rispetto al previsto.
Comunque, dopo poco, siamo riusciti a metterci in macchina e a partire per dirigerci verso la scuola. Ho anche un figlio più grande, quindi siamo dovuti andare prima a portare lui. Poi, ci siamo avviati verso la scuola media, perfettamente in orario nonostante tutto. Ho imboccato la traversa che portava verso la la nostra meta e, pensi la sfortuna, non abbiamo trovato il camion che raccoglie l’immondizia che ci si è parato davanti come un macigno? E, nostro malgrado, ho dovuto arrestare l’auto ed aspettare pazientemente che concludesse le operazioni di svuotamento dei cassonetti.
Dopo alcuni minuti, sono ripartito e mi sono precipitato verso l’edificio scolastico, riuscendo a fermarmi a pochi metri dall’ingresso. A quel punto, appena mio figlio è sceso, ho guardato l’orologio e le posso assicurare che erano passati solo pochi minuti dopo le otto. Un ritardo penso accettabile”
L’insegnante a questo punto farà notare che l’ingresso dei ragazzi è fissato per le 7.55 e che il ritardo, che viene considerato eccezionale dal genitore, è abituale.
Il docente passerà poi a far presente che il ragazzo in questione si presenta spesso a scuola senza aver svolto i compiti assegnati per casa e, forse anche per questo, ha preso l’ennesima insufficienza alla verifica di Storia.
Il genitore novelliere a quel punto, avendo ripreso fiato, può ripartire con una delle sue minuziose risposte: “Professoressa, le assicuro che ieri abbiamo passato più di due ore a ripassare per il compito e mio figlio mi ha dimostrato che conosceva perfettamente la Riforma Protestante. Mi ha esposto per filo e per segno le cause che la hanno resa possibile e le differenze tra la religione protestante e quella cattolica. Se fosse possibile, chiederei di visionare il compito”.
La docente non aspettava altro e tirò fuori subito un foglio protocollo che alternava risposte lasciate in bianco ad altre intervallate da numerosi segni rossi.
Anche in questo caso il genitore non si scompone minimamente ma comincerà a dire che qualche domanda non è stata posta come si sarebbe aspettato il figlio, che qualche correzione gli sembrava troppo severa, che qualche argomento forse poteva essere ripassato meglio a casa.
Quando la docente gli ribadisce che il figlio prende l’insufficienza dalla prima media, il padre risponde che questo fatto non gli risultava ma che avrebbe verificato confrontandosi con la moglie.
Essendo trascorsi più di venti minuti e constatata l’impossibilità della comunicazione, l’insegnante congeda il genitore e passa a quello successivo.









