Sappiate che “Non è una storia di zombie” di Stefania Toniolo – vincitore del premio Amazon Storyteller 2024 – è, a tutti gli effetti, una storia di zombie. Il protagonista di questa commedia ambientata in un mondo post apocalittico è Zack, un non-morto rinchiuso in uno zoo. Curioso, no?
Zackary Walker, lo zombie che vuole essere una Star
Docile, appassionato di serie tv e cartoni animati, Zack passa il suo tempo dietro le sbarre della sua gabbia, cercando invano di far paura ai visitatori, soprattutto ai bambini che gli gettano cartacce in testa. Nessuno sospetta che dentro la testolina di Zack ci siano pensieri di senso compiuto, almeno fino a che Colin, conduttore di uno sfortunato programma che intervista sopravvissuti all’Apocalisse, non lo nota e decide di acquistarlo, salvandolo da un destino crudele. Per l’uomo, intervistare lo zombie e dare in pasto agli spettatori una prospettiva nuova e fresca è l’ultima chance per rivitalizzare Dead Men Walking prima che venga cancellato definitivamente.
Non è una storia di Zombie, recensione di un comedy horror tutto da gustare
Questo è solo l’antefatto di una storia lunga 429 pagine che vi afferrerà i polsi e vi trascinerà alla sua conclusione senza il tempo di tirare il fiato. Non sentirete affatto il peso del volume — io proprio per niente, l’ho letto in ebook — e alla fine sarete lì a chiedervi come è possibile ridere di gusto nel bel mezzo di una scena horror, e quante riflessioni può generare una storia che credevate essere solo l’intrattenimento di un weekend. Più di tutto, vi dispiacerà chiudere il libro e lasciare i suoi personaggi.
Ma devo correggermi,ora. “Non è una storia di zombie”, non è, a tutti gli effetti, solo una storia di zombie. Attraverso Zack percepiamo chiaramente il dolore di chi è discriminato, di chi vuole integrarsi a tutti i costi, ed essere visto, amato per quello che è, salvo poi rendersi conto che ciò non è possibile. Sotto la guida di Colin, in una simpatica rivisitazione del Pigmalione, lo zombie affamato di fama Zachary Walker impara a comportarsi da essere umano e diventa una star della TV.
A Ventinove, la città sicura che è diventata centro nevralgico del potere nella vecchia Atlanta, Zack è un simbolo di speranza per alcuni, una disgustosa mostruosità per altri. Il nostro caro zombie dalla battuta pronta entra in contatto con il mondo delle Stelle e ne rimane abbagliato: affiancato da make up artist e social media manager, e tante altre brillanti quanto ridicole personalità del piccolo schermo, si convince che, se darà al suo pubblico esattamente ciò che vuole, il pubblico lo ricambierà con la stessa moneta. Ovviamente, le cose non vanno proprio così. E nel mezzo di questa avventura, Zack conosce Romera e scopre di non essere così unico come credeva.
“Non ho paura di morire: ci sono stato e non fa questo gran male, è smettere di esistere che mi ossessiona. Se è vero che muori quando tutti si scordano di te, esisti se nessuno ti guarda?”
Questa non è solo una storia di zombie, è il dipanarsi inesorabile di una crisi di identità che porterà all’esplosione finale, è un brillante saggio di critica sociale sotto forma narrativa, ed è, persino, una storia d’amore.
Conclusione: perché ho amato Non è una storia di Zombie di Stefania Toniolo
Riassumendo le cose che mi sono piaciute di più di Non è una Storia di Zombie di Stefania Toniolo, direi prima di tutto che ho amato come mi ha fatta sentire. L’atmosfera leggera, divertente, ma mai banale, con quel pizzico di sale e pepe che conferisce gusto e senso alla lettura. I guizzi sorprendenti. L’alternarsi di scene comiche e scene anche cruente, incredibilmente intrecciate tra loro. Poi, ho adorato i personaggi: tutti quanti aggiungono un tassello fondamentale alla storia e sono, come si usa dire, tridimensionali. Riuscivo a visualizzarli perfettamente mentre leggevo. Mi è rimasto nel cuore in particolare il rapporto tra Colin e Zack. Ringrazio Stefania per la storia e per il finale che ha dato loro. Ora, se qualcuno ne ricavasse una serie tv, a me non dispiacerebbe affatto!

Se sei alla ricerca di simili vibes, leggi la mia recensione de “Il Club dei Delitti del Giovedi” di Richard Osman.

























