Non mi conosci? Alor mi presento!
Il rossetto mi piace chiaro, con una carezza di gloss lucido, il caffé zuccheroso, la carne stra.cotta, la sabbia bollente, il mare leggermente mosso per non affogarci dentro, gli occhi grandi, la doccia bollente. Ho i capelli chiari e corti ma vorrei tanto averli lunghi e scuri con una grande cascata di riflessi cangianti, che ogni tanto oso sfoggiare tinti di rosso nel mio taglio stropicciato. Amo gli occhi degli altri, le panchine vuote, i silenzi difficili da combattere, le mani impacciate che toccano sempre qualcosa di sbagliato. Sono una fragile donna qualsiasi. Una che dà per certa la profondità d’animo altrui. E per questo ancora si stupisce di ciò che altri fanno, di ciò che tutti fanno. Sono tollerante con tutti ed estremamente intollerante con me stessa… una di destra che odia il Cavaliere, non quello oscuro… ma quello di Milano… insomma… una vera scema.
Sono partita per un viaggio intimo con una valigia piena di tutto il pudore e la fifa blu che avevo nell’armadio. Niente pregiudizi, ma tanti preconcetti e analisi sgocciolate dal mio mondo quotidiano… niente spasmi, niente fantasie, niente lacrime, niente sproloqui, niente pathos eccessivo perché fa tristezza, e oggi si vuol vivere nell’eterna Grande Bellezza, che di bello ha solo il nome. Un solo paio di jeans e scarpe senza tacco, per fuggire in fretta. Una valigia troppo piena e presuntuosa la mia… vista da oggi. Una valigia scema. Come me. Ho trovato qualcuno che ha preso la mia valigia e l’ha svuotata in un solo soffio, ha aperto un campeggio fra i miei pensieri e costruito un’amaca nelle mie viscere, tuffandosi fra le onde dei miei desideri ha giocato a nascondino coi miei umori. Ha concimato e innaffiato ogni mio delittuoso piacere e lentamente ha seguito un suo ciclo vitale… quasi a formare un cerchio… ma un cerchio perfetto non si traccia con unico tratto, occorre pazienza e maestria nell’uso di gessetto e curve da arrotondare, di giorno in giorno, si perfezionano gli in.finiti lati di quel sé che viene a galla, senza un perché, lasciando che sia… occorre solo pazienza ed io ne ho una quantità inesauribile. Una cosa si… la vorrei. Mi piacerebbe che un certo languore smettesse di scorrermi dentro. Vorrei che in maniera semplice come è arrivato, svanisse… Come tutto ciò che non ha senso… il mio languore del tuo affetto… che senso ha?
Nessuno, ma mi fa bene. Ed eccola ancora la scema, eccola qui a de.scriversi in una sola parola…
Chi sono io? Una scema… anzi no… la TUA scema!!!