Mani Sbadate

Sei su un sentiero
spesso cambi direzione.
In una tasca fazzoletti
per asciugare il sudore
nell’altra una cartina
per capire dove andare.

Nella concitazione basta poco
le mani vanno in confusione
così il sudore sbava l’inchiostro
di confini e vie orchestratore.

Veloce provi a rimediare
maledetto stupido errore
sulle labbra senti il sale
e non capisci cosa sia
lacrime, sudore o forse
sulla cartina
c’era un pezzo di mare.


Pace

Fresca in bici l’aria
oggi falsa libertà
inganni ormai ricordi
già di otto mesi.

E il futile mondo
della parola arcobaleno
bada alla onorificenza.

Nobel per epoche
in cui blasfema è
come ai devoti il nome di dio
anche solo la citazione.

Alzheimer

Qual’é il verso
di questa sofferenza
chi tra noi pena di più?

Quando un po’di luce
torna a risplendere riaccende
anticamere di normalità cruda
via via sempre più intermittente
destinata di grazia
a sparire

Come anch’io incredulo
coi ricordi mi dissolverò
in questa agnosia egoista
che forse altri ferisce più
di chi sta uccidendo.

Sbronzo di Stanchezza

Presto dirottato alla guida
dalla solita alba insonne
la stanchezza scongiuri
con orde di musiche tribali
che non capisci cosa dicano
ma capisci cosa vogliono dire.

E ti riversano a mo’ di calzino
strappando prepotenti verità
come un conato di vomito
che ti butterà in quel posto
dove potrai urlare e dimenarti
dilagando senza contegno.

Sogno Ricorrente

Corro forte senza fiatone
in un mondo buio,
immersivo, privo d’azione.

Il mio capo senza tregua
a sinistra e poi a destra
nel frenetico “guarda bene”
in una jungla fiorente
di crocevia di vetro
lucidati alla perfezione.

E sghignazzo all’idea
dell’immagine buffa
della gaffe più comune.
Temuta dai più
che a differenza mia
ancora hanno il lume.

Mille di Questi Errori

Nessuna cima fumante all’orizzonte
tra i Templi e la Fontanarossa
ripercorro una solitudine inaspettata
ormai già svanita
tornata a vestirsi di beltà.

Dopo e al volo m’avete fagocitato
riempiendo poche giornate
di vecchi e futuri flashback
miscellanea di volti noti
in una pseudo warp zone.

E grazie a voi
per l’unione esponenziale
E un po’ anche a me
che al tempo l’errore
avrei potuto evitare.

Stupida Guerra Fragile

Combattere e morire
in onor della patria
rivendicando l’appartenenza
ad un lembo di terra
rinchiuso da limiti mentali.

Fomentati d’armi imbracciate
ed esagitati d’onnipotenza
veicolano la follia, militi
alieni ai miei occhi

ciechi, che perseverano
nel cercar di vederci
la fragilità dell’uomo.

Nodi

Dannazione ai nodi
che con ste dita poco sottili
fatico sempre a districare
a sciogliere, a lasciar andare.

E poi si creano d’improvviso
così, che manco te n’accorgi
mentre allacciando le scarpe
nella fretta un passaggio sbagli.

Come quando pettini deciso
convinto dall’acqua
che bagnati tra i capelli
non possano far male.