La locandina di questo film compare in Inglourious Basterds, di Tarantino.
Dal romanzo omonimo del belga Stanislas-André Steeman, che collaborò alla sceneggiatura, è l’esordio nel lungometraggio di Clouzot, con una storia alla Agatha Christie, una caccia all’assassino virata in commedia, con momenti persino farseschi.
Un serial killer terrorizza Parigi, accumulando delitti firmati “Monsieur Durand”. Le vittime non hanno niente in comune, il modus operandi pare ogni volta diverso. La pellicola comincia una notte: appena uscito da un bar, un clochard stranamente pieno di soldi, diventa la quinta vittima.
Protagonista è il commissario Wens (Pierre Fresnay: La grande illusione, Il Corvo), ma non meno incisiva è la caratterizzazione della sua fidanzata Mila (Suzy Delair), cantante lirica alla disperata ricerca di un ingaggio. Tipo impulsivo, geloso, impiccione, incapace di tenere un segreto, Mila si caccia nei guai, ma non ha mai paura.
Una traccia porta Wens alla pensione Mimosa: è pressoché certo che l’assassino abiti lì. Travestito da uomo di chiesa, il poliziotto comincia a studiare una serie di individui bizzarri e strani, forse è sul punto di acciuffare il colpevole, quando alla pensione si presenta Mila, gli strizza l’occhio: anche lei vuole una camera.
Mentre i giorni passano, il ministro pretende le dimissioni del prefetto, che le pretende del direttore della polizia, che a sua volta le pretende dai commissari. Ed ecco che un nuovo delitto, compiuto proprio all’interno della pensione Mimosa, si aggiunge agli altri: la copertura di Wens cade, ognuno degli ospiti, a turno, viene inutilmente arrestato.
La firma nasconde una verità che sarà Mila, sorridente e inconsapevole, a suggerire al commissario.
Il film venne prodotto dalla Continental-Films, una casa di produzione francese controllata dai nazisti, che occupavano Parigi: attori e maestranze ebbero notevoli difficoltà a lavorare, a guerra finita.
Henri-Georges Clouzot
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